L’impresa vive sul capitale di cui riesce a dotarsi, soprattutto dal punto di vista umano. Anche oggi, in tempi super tecnologici. Perché, a ben vedere, la tecnologia deve essere resa viva dall’azione di chi in azienda lavora. In altre parole, i robot possono molto ma non hanno ancora il guizzo produttivo che fa la differenza nel momento in cui l’azienda si fa impresa vera.

 

Capire come il capitale umano viene organizzato nelle imprese, quale ruolo abbia, quale considerazione riceva, è importante, essenziale per comprendere il destino del sistema produttivo di un territorio e di un Paese. Poter leggere lavori come “Human Capital Management: Taking Human Resources Management to the Next Level in Anglophone, West Africa”, di  Enyonam Canice Kudonoo  e Victoria Tsedzah Ashesi recentemente pubblicato, può essere utile per fare un passo in più in questa direzione.

 

L’articolo, apparso sull’International Journal of Management Science and Business Administration, mette a confronto le modalità di organizzazione del capitale umano nelle imprese occidentali e quelle applicate nelle imprese dell’Africa Occidentale Anglofona (AWA). Si tratta, in altre parole, di un esercizio di confronto e analisi fra due realtà d’impresa diverse che serve, appunto, a capire meglio il mondo in cui ci si muove. 

 

“Il capitale umano è fondamentale per la sopravvivenza di una organizzazione – viene spiegato nel testo -. Mentre le organizzazioni dei paesi avanzati stanno concentrando la loro attenzione sulla costruzione del loro capitale umano per il sostentamento di un vantaggio competitivo, quelli dei paesi AWA partono da una condizione di povertà e fornitura di servizi e bassa produttività”. L’approccio al capitale umano è quindi diverso per la natura stessa delle imprese dei due sistemi economici e sociali.

 

Ma l’articolo – dopo un inquadramento teorico del tema e della situazione economica e sociale dell’area AWA -,  va anche più in là e propone un “modello di capitale umano comprendente sei fattori fondamentali”, utili anche per le imprese dei paesi cosiddetti avanzati.  Prima di tutto, occorre attirare le persone “giuste”, poi acquisire il meglio da ogni persona, successivamente creare velocemente una buona rete di sostegno fra i collaboratori, poi ancora  sviluppare le competenze specifiche di ogni dipendente, massimizzare la produttività di ogni individuo e, infine,  fornire riscontri proporzionali al lavoro svolto.

 

“Human Capital Management” è quindi una buona chiave per aprire i cassetti giusti e trovare materiali adatti per comprendere meglio cosa sia il capitale umano d’impresa e come questo sia trattato a seconda delle aree economiche in cui le aziende agiscono. Una parte importante della stessa cultura d’impresa che dà forma all’agire produttivo aziendale. Se ci si sofferma un attimo, d’altra parte, capitale umano e capitale culturale d’impresa sono entità molto simili e vicine.

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Human Capital Management: Taking Human Resources Management to the Next Level in Anglophone, West Africa 

Enyonam Canice Kudonoo (University College, Accra, Ghana), Victoria Tsedzah Ashesi (Methodist University College Ghana, Accra, Ghana)

International Journal of Management Science and Business Administration Volume 1, Issue 6, May 2015, Pages 19-30