L’impresa a tutto tondo guarda dentro la sua organizzazione e fuori di essa. Esplora il mondo per nuovi mercati e nuove occasioni di produzione. E’ anche da un approccio di questo genere che passa la costruzione di una cultura del produrre attenta e competitiva. 

 

“La ripresa, e se toccasse a noi?” ventesima edizione del Rapporto sull’economia globale e l’Italia pubblicato dal Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi di Torino (con il sostegno di UBI Banca), e a cura di Mario Deaglio, serve a imprenditori e manager proprio per guardare fuori dagli stabilimenti con gli occhiali giusti. Scritto con i contributi di economisti e ricercatori come Giorgio Arfaras, Anna Caffarena, Gabriele Guggiola, Paolo Migliavacca, Anna Paola Quaglia, Giuseppe Russo, Giorgio Vernoni, il Rapporto è una ricerca che esplora il cambiamento degli ultimi decenni e le prospettive future. E non arriva a conclusioni catastrofiche anche se trova un mondo sospeso tra orizzonti di speranza, aperti dalle nuove tecnologie, e realtà estremamente difficili, legate al venir meno del vecchio ordine internazionale, economico e politico. La squadra di penne che ha redatto le diverse parti dell’indagine, parla di una “crisi economica, ormai largamente alle spalle”, che tuttavia “lascia (…) in eredità un futuro problematico e la prospettiva di nuove fonti energetiche e nuovi miracoli economici”. Non c’è spazio per facili speranze, ma per orizzonti complessi. 

 

La ricerca è chiaramente divisa in capitoli che prendono in considerazione argomenti ben definiti. “L’onda lunga del cambiamento” apre così l’indagine con uno sguardo d’insieme che vede i temi di un mondo multicentrico, delle innovazioni della Rete, dei cambiamenti del mercato del lavoro e di quelli legati alla globalizzazione del capitalismo per arrivare alla collocazione dell’Italia idealmente posta su “un’altalena” fra crescita e declino. Seguono quindi capitoli dedicati all’evoluzione della crisi e a quella dell’ordine economico internazionale e si torna poi alla situazione del Paese.  

 

I risultati dell’indagine sono per certi versi sorprendenti. Ne emergono un’Europa appannata e un’Africa che sembra scuotersi da un torpore economico durato millenni, ma soprattutto, per quanto ci riguarda, un’Italia che pare rivelarsi – viene spiegato -, in controtendenza: ha ripreso a muoversi sul cammino, necessariamente lungo, del recupero e della ripresa; con un orizzonte diventato meno buio, appoggiato a settori e mercati nuovi. Davvero adesso occorre guardare agli sviluppi dei prossimi mesi. Niente catastrofi, come si è detto, e niente trionfalismi ma – sono le ultime parole della ricerca -, un “contenuto e sommesso ottimismo”. 

 

La ricerca del Centro Einaudi di Torino è una buona sintesi di quanto sta accadendo attorno alle nostre imprese: da leggere e rileggere fra qualche tempo.

 

La ripresa, e se toccasse a noi? Ventesimo rapporto sull’economia globale e l’Italia

Mario Deaglio (a cura di)

Guerini e associati, 2015 

23/02/2016