L’impresa è fatta di uomini e donne, imprenditori ma non solo, manager ma anche impiegati e operai. Tutto e tutti concorrono a fare dell’azienda qualcosa di vivo, che si trasforma in impresa e quindi in un’organizzazione che è più delle sue parti e che produce profitto ma non solo. In tempi difficili, poi, accanto al risultato di bilancio, occorre metterci anche dell’altro. E’ il tempo della responsabilità sociale d’impresa, ma anche del ritorno del welfare aziendale che, anni fa, ha caratterizzato molti dei più bei nomi dell’industria nazionale.

 

Oggi il welfare ma d’impresa va posto accanto alle nuove modalità contrattuali e di contrattazione. Può essere interessante e utile, quindi, attingere informazioni anche dal lavoro di Anna M. Ponzellini (dell’Università di Bergamo e di Brescia), Egidio Riva (dell’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano), ed Elena Scippa (del Dipartimento di Sociologia dell’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano) che in  “Il welfare aziendale: evidenze dalla contrattazione” esplorano i legami fra nuovo welfare e nuove modalità di rapporto fra lavoro, impresa e organizzazioni sindacali. 

 

L’articolo parte da una serie di constatazioni importanti. 

“La «grande recessione» che ha investito l’economia globale – spiegano i tre autori -, ha senza dubbio accelerato quella tendenza alla contrazione della spesa pubblica, più in particolare della spesa sociale, che era già divenuta visibile a partire dagli anni ottanta del secolo passato”. Crisi e meno soldi, insomma, hanno spinto ad esplorare nuovi territori, ma per i tre ricercatori, “la vera novità della riflessione in corso sembra essere, piuttosto, l’interesse per il ruolo svolto dalle imprese nell’offerta di prestazioni di welfare, sia come esito della contrattazione nazionale o decentrata, sia come risultato di liberalità e iniziative unilaterali”.

 

Ma come? Ponzellini, Riva e Scippa per dare una risposta lavorano sui dati dell’Osservatorio sulla contrattazione di Cisl Lombardia. Più in particolare, su quelli delle intese aziendali sottoscritte tra il 2005 e il 2013 in imprese lombarde di dimensioni medio-grandi. Lo schema utilizzato per analizzare tutti gli accordi (circa 153 tutti elencati in fondo al testo), ha cercato di individuare chi vi ha preso parte, le misure di welfare adottate, le “parole-chiave” cioè i concetti più usati per collegare gli esiti delle intese fra di loro. 

 

I risultati confermano la riscoperta del welfare aziendale ma in una chiave nuova, in cui il concetto di competitività collegato proprio al welfare diventa forte e potente. “I nuovi modelli di organizzazione del lavoro e le filosofie che sottostanno alla gestione del personale – viene detto alla fine della ricerca -, vedono sempre più nel coinvolgimento dei dipendenti una delle variabili chiave per competere sullo scenario internazionale. L’innovazione principale che è dato osservare, è proprio la possibilità che le misure di welfare aziendale offrono di rileggere le politiche di compensation in chiave individualistica e flessibile”.

 

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Il welfare aziendale: evidenze dalla contrattazione 

Anna M. Ponzellini, Egidio Riva, Elena Scippa

Documento pubblicato su http://www.researchgate.net/

 

10/11/2015