La cultura dell’economia circolare raccontata nelle sue diverse declinazioni

 

Creare valore e condividerlo. E’ la sostanza dell’economia circolare, particolare approccio alla produzione e al mercato che, ad iniziare dalla crisi del 2008, si è sempre più diffuso nelle economie occidentali. Sintomo di un nuovo modello di sviluppo parallelo a quello del capitalismo pre-crisi, oltre che di un’economia “incorporata nella società dopo decenni di separazione”, l’economia circolare va ben compresa per essere correttamente utilizzata. E’ a questo che serve leggere “Perché parlare di economia circolare?” intervento scritto da Laura Gherardi per Equilibri e apparso recentemente.

Quanto proposto dell’articolo è una buona sintesi del concetto e delle sue applicazioni viste da più punti di vista – quelli dei cittadini, dei produttori, dei “contributori” -, e quindi sia delle imprese che delle famiglie. L’economia circolare viene quindi descritta sia dal punto di vista della produzione materiale che di quelle “ambientale” oltre che “sociale”. Gherardi riesce così a raccontare la complessità del tema, declinandone i diversi aspetti e le criticità. In altri termini, l’economia circolare viene raccontata come capace di creare valore non solo economico ma anche sociale, ambientale e umano insieme.

Tutto senza dimenticare il traguardo ultimo di questo approccio – rendere più vivibile il pianeta –,  ma tentando di scorgerne anche i risultati più vicini alla quotidianità della produzione  e dei rapporti sociali. Ne emerge così un tema che sta fra l’economia e lo studio più generale della società, fra l’organizzazione della produzione e una nuova e più completa cultura d’impresa.

L’articolo di Laura Gherardi – scritto in un linguaggio piano e concreto – è utile per lo sforzo di sintesi di un tema non solo complesso ma anche, e soprattutto, in continua evoluzione: da leggere insieme ad altri sullo stesso argomento.

 

Perché parlare di economia circolare?

Laura Gherardi

Equilibri, 1, 2019

 

16/07/2019