Uno storico racconta in 21 “lezioni” i temi principali che spiegano l’oggi

 

La buona impresa conosce il mondo. E non potrebbe che essere così, visto che ogni organizzazione della produzione non è avulsa dal contesto in cui è collocata. Solo in apparenza più facile di ieri, la conoscenza del mondo passa però attraverso una serie di ostacoli complessi, oltre che una mole di informazioni che diventa sempre più ampia e sempre meno interpretabile ai più. Leggere il libro di Yuval Noah Harari, “21 lezioni per il XXI secolo” – ultimo tradotto di una serie di tre -, può allora aiutare a capire di più e soprattutto meglio di quello che sta accadendo attorno a noi e alle imprese.

Uno dei concetti principali su cui si basa il libro – forse il concetto che sorregge l’intero ragionamento dell’autore -, è che in un mondo invaso da informazioni irrilevanti, la lucidità è potere. Un assunto importante (che fra l’altro gli imprenditori avveduti conoscono bene), e dal quale deriva una constatazione: la censura non opera bloccando il flusso di informazioni, ma inondando le persone di disinformazione e distrazioni.  Cultura delle limpidezza e della verità, dunque. Che il libro cerca di applicare ad una serie di domande (che si trasformano in 21 “capitoli-lezioni”), con l’intento di fornire una mappa chiara e fruibile del mondo in cui tutti oggi sono immersi.  E, se le domande emergono in tutta la loro complessità e attualità (dal perché la democrazia liberale è in crisi al ruolo delle religioni e di Dio, dalla possibilità di una nuova guerra mondiale alla situazione negli Usa, dall’interrogativo su chi davvero stia dominando il mondo al ruolo dell’Europa e dei migranti, dai nazionalismi al terrorismo e via discorrendo), le 21 lezioni vengono individuate con assoluta semplicità da un vocabolo solo, che esprime un concetto a sua volta discusso. Si parla così di lavoro e di libertà, di uguaglianza, di civiltà, di nazionalismo e religione, di terrorismo e di guerra, ma anche di umiltà e di Dio così come di laicismo, e pure di ignoranza e post-verità, di fantascienza e di istruzione. Le singole lezioni sono poi ordinate in cinque parti: la sfida tecnologica, quella politica, la disperazione e la speranza, la verità, la resilienza.

Harari spiega che miliardi di persone possono a stento permettersi il lusso di approfondire simili questioni, perché pressate da ben altre urgenze: andare al lavoro, prendersi cura dei figli o dei genitori anziani. “Purtroppo la storia non fa sconti”. Da qui quindi il libro che ha proprio l’obiettivo di aiutare a capire per non essere all’oscuro di tutto.

Harari è uno storico che, dopo aver raccontato il passato e il futuro, descrive il presente. E lo fa con uno stile tutto suo. Non sempre chi legge si troverà d’accordo con il testo, spesso poi ci si accorgerà di essere quasi irritati dagli accostamenti dei temi, dagli esempi e dalle conclusioni. E’ certo però che “21 lezioni per il XXI secolo” è uno di quei libri da leggere (e si legge anche bene essendo scritto e tradotto bene), ma anche da rileggere con calma.

 

21 lezioni per il XXI secolo

Yuval Noah Harari

Bompiani, 2018