L’ultimo libro di Fabrizio Saccomanni racconta l’evoluzione economica del mondo degli ultimi anni

 

Rischi globali. Il concetto è ormai entrato nel linguaggio comune di imprenditori e manager ma anche della gente comune. Occorre però non abusarne e soprattutto capirne il significo vero e le varie articolazioni attraverso le quali può esplicitarsi.

A questo serve leggere l’ultimo libro di Fabrizio Saccomanni – “Crepe nel sistema” -, appena pubblicato e frutto dell’esperienza dell’autore presso Banca d’Italia ma anche come ministro dell’economia e delle finanze e prima ancora in istituzioni come il Fondo monetario internazionale, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, la Banca dei regolamenti internazionali, la Banca centrale europea.

Saccomanni inizia il suo ragionamento da una constatazione: “La crisi è stata un vero e proprio terremoto per l’economia mondiale e si è lasciata dietro uno «sciame» di scosse politiche, sociali, economiche e finanziarie tuttora in corso. La struttura della cooperazione internazionale, con le sue istituzioni e le sue regole, è stata seriamente compromessa. Crepe profonde minano la tenuta del sistema della cooperazione internazionale. Ma la crisi non è stata un «flagello di Dio» dovuto alla malasorte. È stata la conseguenza di errori di giudizio e di risposta da parte della autorità responsabili della politica economica e finanziaria e della politica tout court”.

Detto in altre parole, l’eredità della crisi del 2008 si è tradotta in una crescita inadeguata, disoccupazione, disuguaglianze nella distribuzione dei redditi, crollo degli investimenti pubblici. Le contromisure adottate dai governi sono state nel complesso inefficaci. Si è evitata l’implosione del sistema finanziario, ma si sono sottovalutate sia la natura strutturale della crisi, sia le gravi conseguenze sociali e politiche che essa avrebbe provocato. Si sono date risposte tardive, parziali, non coordinate a livello internazionale, mentre si è aperta la strada al protezionismo commerciale e finanziario, svilendo il ruolo e le funzioni delle istituzioni della cooperazione multilaterale. La conseguenza di tutto questo, per Saccomanni, è sintetizzata nel rischio di veder crollare il castello della cooperazione internazionale e quindi di vedere accentuato il rischio corrispondente di frammentazione del sistema globale dell’economia. Con tutte le conseguenze del caso.

Saccomanni, puntigliosamente ma con linguaggio piano e comprensibile, racconta tutto questo dividendo il libro in due parti ben distinte. “Nella prima – spiega lo stesso autore -, sono analizzate le strategie di gestione delle conseguenze della crisi”; nella seconda “vengono approfonditi alcuni temi specifici”: il ruolo della moneta, quello dell’Unione economica europea, gli aspetti legati alla cosiddetta fintech, la vicenda della regolamentazione finanziaria europea.

Gli argomenti affrontati da Fabrizio Saccomanni non sono facili e spesso vengono resi ancora più difficili (e incomprensibili) da un linguaggio  che fa di tutto per allontanare chi legge dalla comprensione vera di ciò che legge. Saccomanni invece riesce nell’impresa di spiegare passaggi cruciali per tutti noi in modo chiaro, comprensibile ed esatto. Mischiando economia e storia, cronaca ed esperienza personale, l’autore prende per mano il lettore e lo porta a vedere da vicino cosa è accaduto nel mondo negli ultimi anni. Buona lettura per una buona cultura (anche d’impresa).

 

 

Crepe nel sistema

Fabrizio Saccomanni

il Mulino, 2018

29/01/2019