Un’ampia ricerca indaga le relazioni fra Industria 4.0 e condizioni di lavoro

 

L’innovazione tecnologica non è solamente cosa di macchine ma, soprattutto, di donne e uomini al lavoro. E’, a ben vedere, stato sempre così, fin dai tempi della prima Rivoluzione industriale. Ed è così anche oggi, ai tempi della rivoluzione di Industria 4.0. Dotarsi degli strumenti conoscitivi per comprendere pienamente quanto sta accadendo, è quindi cosa buona e utile per tutti: non solo cioè per i lavoratori intesi in senso tradizionale, ma anche per gli imprenditori e i manager che con Industria 4.0 hanno a che fare.

A mettere ordine nel complesso degli effetti dell’innovazione tecnologica oggi, ci hanno provato Michele Faioli (dell’Università di Roma Tor Vergata), Gualtiero Fantoni (dell’Università di Pisa) e Manuelita Mancini (della Fondazione Giacomo Brodolini), in un’ampia ricerca pubblicata nell’ambito dei Working Papers della Fondazione Giacomo Brodolini.

“Lavoro e organizzazione della logistica 4.0” – viene scritto all’inizio dell’indagine, “si pone l’obiettivo di comprendere come e in che misura le novità prodotte dall’innovazione tecnologica possano avere (come già in parte hanno) ricadute nei nostri settori in termini di nozioni, di inquadramenti professionali, di declaratorie, di retribuzioni. Il che con una attenzione anche agli effetti che l’automazione può avere in termini di organizzazione degli orari di lavoro”. Ad essere messo fuoco in particolare, infatti, è il settore della logistica la cui trasformazione sotto l’impatto dell’innovazione viene prima analizzata dal punto di vista tecnico e poi da quello più vicino al ruolo dei lavoratori.

La ricerca inizia quindi con una descrizione accurata delle diverse relazioni fra logistica e innovazione collocate in ambiti di applicazione vari: sistemi portuali e aeroportuali, gli hub, la catena del freddo. I tre autori prendono poi in considerazione lo stesso tema ma guardandolo dal punto di vista giuridico per passare quindi ad approfondire cosa accade circa la formazione e i salari.

Nelle conclusioni, viene poi focalizzato con attenzione il “diritto all’alfabetizzazione digitale” come punto di partenza per il miglioramento delle condizioni di lavoro e quindi dell’organizzazione stessa della produzione. Più di tutto, si profila non solo la necessità di un rinnovo degli aspetti contrattuali del lavoro, ma soprattutto quella di un riesame complessivo della cultura del produrre che deve coinvolgere tutti i soggetti che prendono parte ad un determinato ciclo produttivo.

 

 

 

Lavoro e organizzazione della logistica 4.0

Michele Faioli, Gualtiero Fantoni, Manuelita Mancini

Working Papers della Fondazione Giacomo Brodolini, 2018

 

04/06/2019