Una tesi dell’Università LUISS affronta il tema dei significati delle produzioni retro che diventano leve per le imprese

 

Guardare con occhi giusti al passato, per costruire meglio il presente e gettare le basi per un futuro migliore. Vale anche per le imprese. E non si tratta sempre di grandi strategie, ma spesso di accortezza nel riproporre soluzioni (e oggetti) che arrivano da lontano.

Il ragionamento attorno al “passato” che ancora è intorno a noi, è uno degli aspetti più interessanti delle strategie commerciali di molte imprese. Quello della proposta di oggetti vintage è l’esplicitazione di un passato attualissimo, si potrebbe dire, tanto attuale da costituire non una semplice strategia di marketing ma qualcosa di più complesso, che coinvolge l’intera cultura del produrre di molte aziende. Vintage come leva di crescita, quindi, e non solo come strategia per vendere di più.

Attorno al binomio passato-presente, ha ragionato Jacopo Maria Conti con la sua tesi “Tra nostalgia e innovazione: come i significati legati al retro possono aiutare le imprese a sviluppare offerte innovative” presentata alla LUISS. Il punto da cui parte Conti è semplice: “In un mondo in cui Internet ha reso impossibile dimenticare qualunque cosa – scrive Conti -, il Passato resta tale solo nella misura in cui non ci è concesso di cambiarlo. Per il resto, tutte le suggestioni, i ricordi, i manufatti, gli ideali di un’epoca andata possono continuare a rivivere, ad essere riscoperti. E nel momento in cui le persone si sentono spaesate, trascinate dalla corrente di cambiamenti troppo rapidi anche solo da razionalizzare, il Passato affiora come un’ancora di salvezza, l’unico punto fermo in un mare di prospettive instabili”.

Conti quindi ragiona sul fatto che la visione comune che il marketing ha del vintage , può essere spesso fuorviante. Non si tratta solo di riportare le persone indietro nel tempo, ma di qualcosa di diverso e di più complesso. Qualcosa che può davvero contribuire alla creazione di una nuova cultura del produrre e del consumare.

Il lavoro di Conti quindi passa ad esaminare uno dei fenomeni più diffusi legati al vintage  – il retrogaming -, per poi arrivare ad una analisi più ravvicinata del vintage e del retro visti come elementi culturali; un’analisi alla quale segue quella dei collegamenti fra imprese e comunità di consumatori affezionati a questi tipi di prodotti.

Uno dei punti più qualificanti dell’intera ricerca, sta nello sforzo di comprendere il processo che porta dalla tradizione (la “nostalgia” del consumatore) all’innovazione d’impresa.

Il lavoro di Conti è certamente originale e non può trovare tutti perfettamente d’accordo. Ma ha il pregio non solo di parlar chiaro, ma anche di esplorare mercati nuovi, forme d’impresa poco note, culture del produrre e del consumare ancora troppo sconosciute.

 

Tra nostalgia e innovazione: come i significati legati al retro possono aiutare le imprese a sviluppare offerte innovative

Jacopo Maria Conti

Tesi. LUISS, Dipartimento di Impresa e Management, Cattedra di Comunicazione di Marketing & Linguaggi dei Nuovi Media, 2018