Un libro appena pubblicato descrive i passaggi nelle scelte di capitale umano e i vincoli interni ed esterni ai quali queste devono sottostare

 

Non esistono imprese senza uomini e donne che possano farle funzionare. Ma in effetti il problema vero non è questo. Ciò che è determinante, infatti, è individuare le persone giuste per ogni ruolo. Soprattutto quando le condizioni non sono perfette. La buona cultura d’impresa passa anche da questi particolari.

Per capire di più è possibile leggere “Le scelte di capitale umano tra decisioni manageriali e influenze ambientali”, libro scritto da Giuseppina Simone (che insegna Risorse umane e competenze organizzative presso l’Università della Calabria dopo essere stata in varie università europee), e che analizza le decisioni riguardanti il rinnovamento del capitale umano in una duplice prospettiva: quella del confronto interno tra diversi livelli manageriali e quella esterna quando vi sia contrazione della disponibilità delle risorse umane, conseguente ad uno shock “ambientale”.

La Simone quindi inizia da un inquadramento delle caratteristiche del cosiddetto “capitale umano” nell’ambito degli attuali scenari di mercato per passare poi al tema del rinnovamento delle risorse umane e alle sue relazioni con i diversi livelli aziendali oltre che con i condizionamenti esterni. In particolare, vengono analizzate le decisioni e i comportamenti dei diversi livelli manageriali coinvolti nelle strategie di rinnovamento (structuration, acquisizione e disinvestimento) e di combinazione di risorse umane strategiche (bundling, integrazione e sviluppo).

Il libro quindi cerca di applicare la teoria alla realtà esaminando un caso singolare eppure importante. Quella che nel volume viene definita come “prospettiva concettuale”, è infatti indagata nel rapporto tra Principal-Agent (P-A) nelle imprese calcistiche. I risultati della ricerca, che analizza i dati della “Serie A” di calcio italiana dalla stagione 1960-1961 alla stagione 1991-1992, suggeriscono che i differenti livelli manageriali coinvolti nelle specifiche decisioni adottate danno luogo a problemi differenti di P-A. Con lo stesso esempio viene quindi indagata la relazione fra condizionamenti esterni e scelte aziendali. In questo caso lo shock esogeno che si verifica è la restrizione normativa che limita il ricorso al mercato internazionale. Partendo dalla letteratura sul capitale umano l’autrice esplora l’effetto che questa restrizione ha avuto sulle scelte di capitale umano rispetto alle opzioni riguardanti l’acquisizione o lo sviluppo interno di competenze specifiche e come tali decisioni vengano modificate dopo lo shock.

Il libro di Giuseppina Simone ha un grande pregio: parla con precisione di un tema che sfugge spesso alla precisione. E lo esemplifica per mezzo della descrizione di una realtà inconsueta.

 

 

Le scelte di capitale umano tra decisioni manageriali e influenze ambientali

Giuseppina Simone

Egea, 2017

 

29/08/2017