Pubblicato in Italia un libro importante che coniuga ragionamento economico e buona prassi sociale

 

L’impresa è profitto e basta. Indicazione categorica, questa, che ha un suo fondamento ma che risulta essere parziale rispetto alla realtà. Che i bilanci debbano chiudere positivamente, che la produzione debba essere svolta in maniera ottimale ed efficiente è certo. Accanto a questo c’è però dell’altro. Così, almeno, è in ogni impresa a tutto tondo che veramente sia tale. La sintesi è in quella cultura del produrre che guarda ai conti ma anche all’uomo, all’efficienza ma anche oltre il perimetro della tecnica. La buona impresa, insomma, non ottimizza solo il ciclo produttivo ma anche il suo stare al mondo. Ed evita le trappole del calcolo a tutti i costi e dell’ottimizzazione portata all’estremo. Proprio sui rischi dell’ottimizzazione, su come superarli e arrivare ad un’economia diversa, ha ragionato Julian Nida-Rümelin,  professore ordinario di filosofia e teoria politica all’Università di Monaco di Baviera. Con il suo “Per un’economia umana. La trappola dell’ottimizzazione”, Nida-Rümelin ha messo sulla carta un ampio percorso fra la filosofia e l’economia che parte dai canoni classici del ragionamento economico razionalista per arrivare a traguardi importanti e per certi versi inaspettati.

Il libro prende le mosse dalla considerazione della “sconfitta definitiva dell’homo oeconomicus” visto come “l’ottimizzatore protagonista di un sistema economico autodistruttivo se non sottoposto a misure umane di contenimento”. Per Nida-Rümelin è possibile arrivare ad un’economia diversa e più moderna recuperando principi ed etica dimenticati, che fanno riferimento alla filosofia classica e alle virtù antiche, all’etica e al dialogo piuttosto che alla contrapposizione, al calcolo e allo scontro. “Il risultato non è un’utopia – precisa l’autore -. La posta in gioco non è la descrizione di uno stato di cose desiderabile, ma non realizzabile ne futuro prossimo, bensì le condizioni pragmatiche di una prassi economica umana”.

Il libro quindi è rigidamente diviso in tre parti. Prima di tutto una chiara analisi dei concetti di razionalità economica e dell’idea di ottimizzazione; poi un recupero della filosofia greca classica di valori e virtù considerate dall’autore irrinunciabili: affidabilità, capacità di giudizio, forza decisionale, rispetto, lealtà e attenzione. Il libro si chiude con un discorso su come sia possibile conciliare ottimizzazione economica e prassi ragionevole e accettabile.

Scandito da capitoli chiaramente individuati da concetti, il libro di Nida-Rümelin è una bella lettura, da fare anche se a tratti può risultare difficile; ma la scrittura dell’autore si svolge in maniera piana, in grado di essere affrontata da chiunque voglia per davvero comprendere dove può andare l’economia. Alimento puro per una buona cultura d’impresa che deve essere patrimonio comune. Nelle ultime righe del libro l’autore scrive che “il compito di plasmare la prassi economica umana e tale da richiedere la collaborazione di molti interlocutori: datori di lavoro e dipendenti, associazioni e sindacati, dirigenti, consigli delle aziende e rappresentanze del personale, parlamenti e governi, cittadinanza e società civile”.

Bella e importante è poi la citazione di Platone che chiude la fatica letteraria di Nida-Rümelin: “Non sara il demone a scegliere voi, ma voi il demone. Il primo estratto sceglierà per primo la vita alla quale sarà tenuto di necessità. La virtù non ha padroni; quanto più ciascuno di voi la onora tanto più ne avrà; quanto meno la onora, tanto meno ne avrà. La responsabilità, pertanto, e di chi sceglie. Il dio non ne ha colpa”.

 

Per un’economia umana. La trappola dell’ottimizzazione

Julian Nida-Rümelin

Franco Angeli, 2017

 

21/11/2017