La storia della Callipo di Pizzo in Calabria non è un manuale di management ma può insegnare ugualmente molto

 

Ogni impresa ha una sua storia. E ogni storia va raccontata. E quando questa storia è bella e interessante, quando dice qualcosa a chi la ascolta, allora vale ancora di più l’impegno di raccontarla. E’ il caso della Callipo di Pizzo in Calabria, azienda di lavorazione del tonno (ma non solo), che nel 2013 ha compiuto cento anni e le cui vicende sono state descritte, con dovizia di parole e immagini, da Gianfranco Manfredi nel suo “Callipo dal 1913” pubblicato da poco.
Quella della Callipo (oggi Giacinto Callipo Conserve Alimentari), è una storia centenaria che ha inizio appunto nel 1913, quando il fondatore, Giacinto, avvia un’attività, prima in Calabria e tra le prime in Italia, di lavorazione e conservazione del Tonno del Mediterraneo. L’azienda, oggi parte di un gruppo composto da 6 società con attività diversificate, è guidata da uno dei discendenti (Filippo Callipo) insieme con i figli. Lungo il secolo, cinque generazioni di imprenditori che sono riusciti a conciliare tradizione con resistenza sul mercato (fatta anche da un’innovazione accorta), creando così un marchio che è diventato uno dei “volti nobili” del Mezzogiorno italiano.
Testi, dunque, è soprattutto immagini, che epoca dopo epoca cercano di far capire quanto sia intimo il legame fra famiglia (i Callipo, appunto) e impresa e fra questa e chi vi lavora. Sulla scorta di scatti d’epoca e di documenti, dunque, Manfredi scrive un libro che non è un manuale di buona gestione d’impresa, e non è nemmeno una storia di una famiglia. “Callipo dal 1913” è un po’ l’una e l’altra cosa: libro buono per insegnare a gestire un’organizzazione della produzione, ma libro altrettanto buono per apprendere qualcosa di un territorio e di comparto (la Calabria e l’alimentare), certamente difficili ma non per questo da trascurare.
Nel sintetizzare il libro, ha ragione l’editore che ha scritto: “Prima che una storia di impresa, questo volume è una storia di valori, di visione e di saper fare. Una presenza di lunga durata che ha sempre messo al centro le persone, il territorio, l’eccellenza”. Buona impresa italiana, insomma, e buona cultura d’impresa.

Callipo dal 1913
Gianfranco Manfredi
Rubbettino, 2019

12/03/2019