Patrimonio Fondazione Pirelli

Maestranze all’ingresso dello stabilimento di via Ponte Seveso nel 1905. Foto di Luca Comerio

La Fondazione Pirelli si propone, tra gli scopi principali, la gestione e valorizzazione dell’Archivio storico, che conserva documentazione sulla storia e l’attività dell’impresa dalla sua fondazione (1872). Un eccezionale patrimonio di memoria innanzitutto per l’azienda, che vi può rintracciare le radici e gli sviluppi della propria storia di multinazionale tra le più longeve in Italia e nel mondo e trarne un utile supporto per l’attività odierna. Dal 1972 inoltre, quando fu riconosciuto dal Ministero per i beni culturali come storicamente rilevante, l’Archivio storico è frequentato da decine di ricercatori ogni anno, provenienti sia dall’Italia sia dall’estero. I campi di ricerca spaziano dalla storia economica e industriale alla storia del lavoro e delle relazioni industriali, all’architettura e urbanistica, alla grafica e al design, alla comunicazione d’impresa.

Il nucleo originario dell’archivio storico è costituito da una raccolta documentaria creata dall’azienda nei primi anni Quaranta del Novecento come fonte per poter scrivere una “Storia delle Industrie Pirelli”. La raccolta, composta dalle più svariate tipologie documentarie e parzialmente continuata fino agli anni Ottanta, fu organizzata in ordine coronologico e nel 1972 dichiarata di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica per la Lombardia. Nel corso degli anni l’Archivio storico si è poi arricchito di alcune importanti accessioni: un ricco fondo fotografico, numerosi bozzetti e manifesti pubblicitari, film aziendali.

Accanto ai documenti per la Storia delle Industrie Pirelli e alle sezioni sopra descritte, l’archivio dell’impresa conserva documentazione prodotta e ricevuta dalle diverse funzioni aziendali nel corso di oltre un secolo di attività.

Grazie all’interessamento della famiglia Pirelli la Fondazione ha recentemente acquisito le carte di Alberto e Leopoldo Pirelli. L’archivio privato di Alberto Pirelli testimonia l’opera che egli prestò per molti anni al servizio del Paese come diplomatico ed esperto di finanza ed economia internazionale (si ricordi in particolare la partecipazione ai negoziati sulle riparazioni e i danni di guerra) e gli incarichi ricoperti all’interno di importanti organismi, nazionali e internazionali (come la Camera di commercio Internazionale, l’Assonime, l’ISPI). Le carte di Leopoldo Pirelli riguardano la sua attività alla presidenza del gruppo, dal 1965, e testimoniano eventi cruciali per la storia dell’azienda ma non solo, dall’unione con Dunlop alla Commissione Pirelli per la riforma dello statuto di Confindustria.


La Fondazione Pirelli gestisce inoltre la Biblioteca tecnico-scientifica, composta da più di quindicimila volumi sulla tecnologia della gomma e dei conduttori elettrici.