“Il Centro Culturale Pirelli è nato spontaneamente in una mensa aziendale della Ditta, quando alcuni lavoratori si sono resi conto di avere in comune, oltre il lavoro, l’appetito e il tavolo, una gamma di urgenti esigenze spirituali”. Prima tra tutte, la conoscenza: quella che nasce spontanea dalle pagine dei libri. E’ questo il messaggio contenuto nell’articolo La cultura come il pane, scritto dal direttore del Centro Culturale Pirelli Silvestro Severgnini per la rivista “Pirelli” nel 1951. Già negli anni Venti del Novecento Pirelli mise a disposizione dei suoi lavoratori un reparto di fabbrica del tutto particolare, dove i libri si affiancavano alle macchine. Dove poter leggere, poter condividere, poter “dialogare” con la cultura. “L’importanza della lettura come parte della formazione delle persone è sempre stata nel DNA dell’azienda. Oggi noi abbiamo aperto biblioteche a Settimo Torinese, a Bollate, in Bicocca e siamo collegati con tutto il Sistema delle Biblioteche Milanesi. Questo dà accesso a oltre un milione di materiali fra documenti, video, magazine, giornali e libri. Noi riteniamo che la lettura sia uno spazio importante nella vita delle persone e fa parte di quel rapporto fra Pirelli e la cultura che è sempre stato alla base della società aperta in cui Pirelli si è radicata.” Queste le parole di Marco Tronchetti Provera, Amministratore Delegato di Pirelli e Presidente della Fondazione Pirelli. E’ la Fondazione Pirelli a gestire oggi il sistema delle biblioteche aziendali, che con il progetto SBM moltiplica l’offerta culturale in un circolo virtuoso con le istituzioni pubbliche. Le biblioteche si confermano anche un punto di incontro e di aggregazione all’interno del luogo di lavoro, un incentivo forte a relazionarsi con il mondo che ci circonda: un libro in azienda è un passaporto verso un’idea di welfare tanto antica quanto sempre attuale. “La cosa bella è che in Pirelli l’innovazione non sia legata soltanto alla parte che sicuramente è fondante, che è l’innovazione tecnologica, ma sia legata anche a un modo nuovo di percepire gli spazi e le modalità di lavoro. Anche questa è innovazione”, dice Davide Sala, Executive Vice President and Chief Human Resources Officer.

“Impresa e cultura non solo convivono, ma si alimentano l’una con l’altra in una maniera che è sempre più positiva.”

 

24/01/2019