In una tesi presentata all’Università di Padova raccontati i legami fra aziende e tutela ambientale

 

Impresa e ambiente non sono incompatibili. Assunto ormai condiviso, quest’ultimo, anche se non sempre perfettamente realizzato. Così come è ancora meno applicato il proseguimento lungo il cammino che apre questa concezione del produrre: la maggiore attenzione all’ambiente può far crescere più di prima ogni impresa. E’ il delinearsi di una nuova è più complessa cultura d’impresa.

Esplorare ciò che sta dentro e attorno questi concetti è importante. Ed è ciò che ha fatto Valentina Trevisan con “Il Made in Italy si tinge di ‘green’ Comunicare la sostenibilità ambientale delle imprese italiane”, lavoro presentato nell’ambito del Corso di Laurea Magistrale in Strategie di Comunicazione del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali “Marco Fanno” dell’Università degli Studi di Padova.

Si tratta di una ricerca che di fatto ragiona attorno al cambiamento culturale e di vita imposto dalla necessità di tutelare l’ambiente e quindi sulle conseguenze che questo ha portato nel rapporto fra imprese e mercati.

“Se la post-modernità si può dire essere caratterizzata da una nuova figura di consumatore – viene spiegato all’inizio del lavoro -, si è reso necessario da parte delle imprese proporre prodotti e servizi in linea con le nuove esigenze di questa figura”. E poi ancora: l’impresa “si è trovata di fronte a dei segnali di diversi consumi e per restare al passo con le richieste del mercato ha dovuto anch’essa evolversi”. Da tutto questo l’obiettivo del lavoro – capire come le imprese italiane hanno risposto a questi stimoli -, che viene raggiunto partendo dall’analisi delle nuove modalità di consumo, passando per un approfondimento dei cambiamenti a carico del cosiddetto “ciclo di vita del prodotto”, per arrivare ad affrontare i  concetti di green marketing  e di responsabilità sociale d’impresa e quindi l’impatto ambientale del Made in Italy.

Il lavoro poi prende in considerazione alcuni “casi” italiani come l’attività conciaria (con la Montebello), il design (Alisea), l’abbigliamento (Wrad Living), il settore agroalimentare (Barilla, Syngenta). Ma è un po’ tutto il lavoro ad essere costellato di esempi d’azienda, prima, per esempio, Trevisan discute anche dell’attività di Patagonia così come del sistema di smaltimento dei rifiuti di Modena.

Quanto scritto da Valentina Trevisan non si conclude solo con delle certezze (ed è questo certamente un suo merito). Viene così ammesso che il tema della cultura della sostenibilità in Italia è ancora diffuso in maniera controversa anche se viene sottolineato come la “responsabilità” sia “un elemento fondante i comportamenti aziendali e personali”.

Permeata da una grande fiducia nell’attività d’impresa e nel consumatore avveduto, la ricerca di Trevisan può forse non trovare tutti perfettamente d’accordo, ma è certamente una lettura da fare.

 

 

Il Made in Italy si tinge di “green” Comunicare la sostenibilità ambientale delle imprese italiane

Valentina Trevisan

Università degli Studi di Padova Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali “Marco Fanno” Corso di Laurea Magistrale in Strategie di Comunicazione, 2017

29/08/2017