Fu molto nevoso l’inverno tra il ’55 e il ’56. L’ingegner Carlo Barassi era allora a capo dell’Ufficio Tecnologico della Direzione Tecnica Pneumatici Pirelli di Milano Bicocca. In azienda da quasi vent’anni, s’era fatto la fama di inventore estroverso e pieno di fantasia: un “sognatore dell’ingegno”, come lo era stato Luigi Emanueli prima di lui o Emanuele Jona prima ancora. Lunga tradizione d’inventiva pirelliana. Fu così che gli venne l’intuizione di riprendere l’invenzione dell’ingegner Lugli di qualche anno prima, che ancora non aveva trovato applicazione. Da anni alla guida del Laboratorio Fisico del Settore Gomma Pirelli, l’ingegner Giuseppe Lugli si era immaginato nientemeno che si potesse fare un pneumatico in cui carcassa e battistrada fossero indipendenti e intercambiabili. L’idea era quella di vulcanizzare indipendentemente carcassa e fascia battistrada per poi tenerle unite con la sola forza della pressione di gonfiaggio.

Barassi piombò -è il caso di dire “a valanga”-  sull’invenzione del collega: e se l’anello battistrada staccato fosse a sua volta diviso in tre fasce? E ogni fascia potesse comportarsi in modo diverso  -e ottimizzato-  rispetto alle altre due? Un Battistrada Separato, con 3 anelli intercambiabili per costruire un disegno invernale a prova di neve e ghiaccio… Finito l’inverno, poi, bastava sostituire i tre anelli a disegno Inverno con tre anelli a disegno Cinturato 367 e la stessa copertura cambiava tipo di utilizzo, diventando un pneumatico estivo. Semplicemente geniale.

Nell’autunno del 1959, il lancio del Pirelli BS3 fu un vero e proprio evento internazionale: il pneumatico costituito da una carcassa su cui montare separatamente tre diversi anelli battistrada fu vista come un’invenzione rivoluzionaria. Conferenza stampa al Salone di Torino, come a dire nel Tempio dell’Automobile. Con visita del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. Un video di presentazione, girato allo Stadio del Ghiaccio di Cortina. Regia di Ermanno Scopinich, con le pattinatrici a rincorrere l’Alfa Romeo Giulietta, sicura sul ghiaccio grazie a quella magia di disegno battistrada del BS3.
Da quell’inverno del Cinquantanove, per il Pirelli a Battistrada Separato inizia una carriera per molti versi complessa e interessante. Tiene a battesimo -ad esempio- il programma di apertura di gommisti presso gli Autogrill dell’Autostrada del Sole nel 1961: mentre ti fai cappuccino e brioche, eccoti montati i tuoi quattro BS3 per affrontare la neve in tutta sicurezza. E poi una improvvisa e vincente apparizione nei rally, disciplina motoristica che sta muovendo i suoi primi passi: geniale poter sostituire il disegno a seconda della prova speciale. Chiedere ai gentlemen-driver del Rally di Montecarlo 1961. E poi le pubblicità disegnate da Riccardo Manzi, con quell’omino assorto sotto la neve ma riparato dal suo BS3 come un ombrello…

Il BS3 fu un’invenzione. E come tale ebbe la sua parabola. Qualche anno dopo  -1964-  fu semplificato: non più tre anelli ma uno solo, sempre nell’opzione estivo/invernale. Divenne BS e basta. Si cominciò a pensare anche ai camion, perchè sostituiva facilmente la ricostruzione.
E proprio quei rally che furono la palestra per il Battistrada Separato generarono l’idea di una linea di pneumatici capaci di unire le prestazioni invernali a quelle estive. Nascevano i Pirelli Winter: iniziava un nuovo racconto d’inverno.

 

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