Accedi all’Archivio online
Esplora l’Archivio online per trovare fonti e materiali. Seleziona la tipologia di supporto documentale che più ti interessa e inserisci le parole chiave della tua ricerca.
  • Documenti
  • Fotografie
  • Disegni e manifesti
  • Audiovisivi
  • Pubblicazioni e riviste
  • Tutti
Assistenza alla consultazione
Per richiedere la consultazione del materiale conservato nell’Archivio Storico e nelle Biblioteche della Fondazione Pirelli al fine di studi e ricerche e conoscere le modalità di utilizzo dei materiali per prestiti e mostre, compila il seguente modulo.
Riceverai una mail di conferma dell'avvenuta ricezione della richiesta e sarai ricontattato.

Dichiaro di avere preso visione dell’informativa relativa al trattamento dei miei dati personali, e ai sensi dell’art. 6 del GDPR autorizzo la Fondazione Pirelli al trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi descritte.

I campi contrassegnati con * sono obbligatori
Prenota un percorso Educational

Seleziona il grado di istruzione della scuola di appartenenza
  • Scuola Primaria

  • Scuola Secondaria di I grado

  • Scuola Secondaria di II grado

  • Università

Back
Scuola Primaria
Prenota un percorso Educational

Seleziona il laboratorio che ti interessa e il giorno
Inserisci i dati richiesti, il nostro team confermerà la disponibilità via mail
Il numero di posti massimo prenotabile per classe è di 30 persone. Le richieste che eccedono questo valore non verrano accettate.

Dichiaro di avere preso visione dell’informativa relativa al trattamento dei miei dati personali, e ai sensi dell’art. 6 del GDPR autorizzo la Fondazione Pirelli al trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi descritte.

I campi contrassegnati con * sono obbligatori
Back
Scuole secondarie di I grado
Prenota un percorso Educational

Seleziona il laboratorio che ti interessa e il giorno
Inserisci i dati richiesti, il nostro team confermerà la disponibilità via mail
Il numero di posti massimo prenotabile per classe è di 30 persone. Le richieste che eccedono questo valore non verrano accettate.

Dichiaro di avere preso visione dell’informativa relativa al trattamento dei miei dati personali, e ai sensi dell’art. 6 del GDPR autorizzo la Fondazione Pirelli al trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi descritte.

I campi contrassegnati con * sono obbligatori
Back
Scuole secondarie di II grado
Prenota un percorso Educational

Seleziona il laboratorio che ti interessa e il giorno
Inserisci i dati richiesti, il nostro team confermerà la disponibilità via mail
Il numero di posti massimo prenotabile per classe è di 30 persone. Le richieste che eccedono questo valore non verrano accettate.

Dichiaro di avere preso visione dell’informativa relativa al trattamento dei miei dati personali, e ai sensi dell’art. 6 del GDPR autorizzo la Fondazione Pirelli al trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi descritte.

I campi contrassegnati con * sono obbligatori
Back
Università
Prenota un percorso Educational

Vuoi organizzare un percorso personalizzato con i tuoi studenti? Per informazioni e prenotazioni scrivi a universita@fondazionepirelli.org

Visita la Fondazione
Invia la tua richiesta per una visita guidata alla Fondazione Pirelli

Dichiaro di avere preso visione dell’informativa relativa al trattamento dei miei dati personali, e ai sensi dell’art. 6 del GDPR autorizzo la Fondazione Pirelli al trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi descritte.

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

Le “fughe dei cervelli” o le collaborazioni “in rete” tra chi va e chi resta

Cervelli in fuga dall’Italia? Talvolta ritornano. Come Diego Piacentini, Senior Vice President di Amazon, che rinuncia alla comoda e remuneratissima poltrona ai vertici della multinazionale Usa per venire a fare il capo del “Digital Office” di Palazzo Chigi. Da manager a “civil servant”. Dalla Seattle hi tech a una Roma in cui l’innovazione digitale dovrà diventare cultura diffusa, di governo e d’impresa. Ce la farà, Piacentini? Si spera. L’Italia ha un grandissimo bisogno che l’economia digitale trovi spazio, per rinnovare radicalmente la pubblica amministrazione e mettere le imprese in grado di reggere la competizione nel mondo dell’”Industry 4.0”.

Lo farà gratis. Aspetto rilevante, anche se non essenziale. L’importante è sapere che ci sono persone che, forti delle loro esperienze e delle più sofisticate competenze, hanno voglia di lavorare per il “bene comune”, per dare una mano all’Italia.

Sui giornali dello stesso giorno in cui si parla di Piacentini (venerdì 12 febbraio) c’è un’altra notizia che parla di una grande competenza italiana: quella di Alessandra Buonanno, che ha avuto un ruolo determinante nella scoperta delle “onde gravitazionali”, la conferma delle teorie di Einstein, l’individuazione del “cinguettio dell’universo che rivoluziona la fisica”, per dirla con il più poetico dei titoli sui quotidiani (la Repubblica). Alessandra Buonanno dirige il Max Planck Institute di Potsdam, in Germania, dopo una laurea in Fisica a Pisa e una serie di prestigiose esperienze di ricerca e lavoro a Parigi, al California Institute of Technology e all’università del Maryland. Cervello in fuga? Probabilmente sì, quando l’Institut des Hautes Etudes Scientifiques francese, subito dopo la laurea, le ha offerto la possibilità e i mezzi per fare bene il suo mestiere di ricercatrice. Proprio su quella scoperta delle onde gravitazionali, la spiegazione, chiara e scientificamente ineccepibile, sulle pagine del Corriere della Sera, è stata firmata da Carlo Ratti, architetto e tecnologo eccellente, che insegna al Mit (il prestigioso Massachussetts Institute of Technology di Boston) ma ha anche aperto, una dozzina di anni fa, a Torino uno studio internazionale di design sulle evoluzioni hi tech delle città. Un cervello in fuga che torna?

Le storie delle tre persone di cui stiamo parlando, lette insieme, ci suggeriscono l’idea che le cose siano un po’ più complesse di quanto non dica lo schema “fuga-ritorno” e di come proprio la facilità e la velocità dei viaggi e lo sviluppo delle nuove tecnologie della comunicazione renda possibili una fertilissima serie di connessioni.

E’ vero, il fatto che migliaia di ragazzi, spesso i più colti, intraprendenti e determinati, lascino l’Italia per andare a  cercare altrove migliori occasioni di lavoro e di vita è una perdita per il sistema Paese. E hanno ragione tutti coloro che, proprio nei giorni scorsi, hanno protestato, sui quotidiani e sui social media, per le disattenzioni del sistema Italia (a cominciare da Roberta D’Alessandro, eccellente linguista in Olanda, messa ai margini dall’università italiana, autrice d’una polemica con il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini: “Cara ministro, l’Italia non mi ha voluto. Mi dicevano brava ma poi vincevano altri”). Ma il discorso non si può chiudere qui, con un pur giustificato senso di sconfitta e, per i ricercatori migliori, di rivalsa all’estero.

Bisogna infatti che il sistema Italia impari ad attrarre giovani di talento da altri paesi (i confronti culturali sono una ricchezza straordinaria). E soprattutto è necessario che università, istituti di ricerca e imprese sappiano usare gli italiani che se ne sono andati rimettendoli in relazione con l’Italia: ricerche comuni, scambi di esperienza, confronti: non considerarli come spariti dal nostro orizzonte, ma tenerli “in rete” per strategie e attività comuni. Dialogo e collaborazione, invece che lamentazione sulla ”fuga”.