{"id":101918,"date":"2024-10-15T09:25:24","date_gmt":"2024-10-15T08:25:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazionepirelli.org\/?p=101918"},"modified":"2024-10-15T09:25:24","modified_gmt":"2024-10-15T08:25:24","slug":"milano-vicina-alleuropa-come-cantava-dalla-le-nuove-metropolitane-e-le-ombre-del-boom-immobiliare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fondazionepirelli.org\/it\/cultura-dimpresa\/blog\/milano-vicina-alleuropa-come-cantava-dalla-le-nuove-metropolitane-e-le-ombre-del-boom-immobiliare\/","title":{"rendered":"Milano vicina all\u2019Europa, come cantava Dalla: le nuove metropolitane e le ombre del boom immobiliare"},"content":{"rendered":"<p>Aveva avuto la vista lunga, Lucio Dalla quando, nel 1979, aveva scritto \u201cMilano\u201d, definendola in mille modi, \u201cperduta\u201d e \u201clontana dal cielo\u201d ma anche \u201ca portata di mano\u201d e cantandone la \u201cfatica\u201d, le emozioni, la condizione di citt\u00e0 \u201ctra i milioni e il respiro di un polmone solo\u201d. Insomma, \u201cMilano vicina all\u2019Europa\u201d\u2026 \u201cche banche, che cambi\u201d, e poi ancora \u201cMilano senza fortuna, mi porti con te\/ sottoterra o sulla luna\u201d. Erano stagioni difficili, note come \u201cgli anni di piombo\u201d. Eppure vitali, mentre si preparavano gli scintillanti Ottanta della \u201cMilano da bere\u201d, del rigoglioso benessere economico, del successo della moda e del lusso, dei grandi imprenditori e della tv commerciale zeppa di brillante pubblicit\u00e0.<\/p>\n<p>Gli artisti hanno una sensibilit\u00e0 particolare, un\u2019affilata intelligenza creativa che li porta non solo a cogliere i pur deboli segnali dei tempi nuovi ma anche a fissare in parole e musiche le permanenze di lungo periodo. E dunque chi riascolta, oggi, la Milano cantata da Dalla, ritrova, oltre al piacere dolce-amaro dell\u2019amarcord, anche il gusto piccante dell\u2019attualit\u00e0.<\/p>\n<p>Milano vicina all\u2019Europa, appunto. Lo confermano le pagine della cronaca contemporanea. Ricche di notizie e dati sugli investimenti esteri, non solo quelli delle <strong>imprese multinazionali<\/strong> (5mila hanno sede a Milano, delle 7mila lombarde, met\u00e0 del totale nazionale) ma anche gli affari dei milionari che abbandonano Londra per comprare casa a Milano, facendo impazzire i valori del <strong>mercato immobiliare<\/strong>: \u201cMilano e la Liguria sono nella top ten delle scelte dei 128mila paperoni mondiali, i milionari con oltre un milione di dollari di patrimonio netto, che nel 2024 stanno cambiando la residenza fiscale\u201d\u201d, scrive <strong>Il Sole24Ore<\/strong> (15 settembre), quantificando in 2.200 i nuovi contribuenti da 100mila euro all\u2019anno di tasse all inclusive, beneficiati da una vantaggiosa fiscalit\u00e0 piatta stabilita da una legge del <strong>governo Renzi<\/strong>, portata proprio adesso a 200mila euro dal governo Meloni e comunque quanto mai attrattiva.<\/p>\n<p>E Milano \u201cche ti porta con s\u00e9 sottoterra o sulla luna\u201d? Industria aerospaziale a parte, \u00e8 quel \u201csottoterra\u201d a essere di stretta attualit\u00e0. Perch\u00e9 alla fine della scorsa settimana \u00e8 stata inaugurata la seconda tratta della <strong>M4<\/strong>, la quinta linea della metropolitana, dall\u2019aeroporto di Linate alla periferia di San Cristoforo, sul Naviglio Grande: la \u201clinea blu\u201d lunga 15 chilometri da percorrere in mezz\u2019ora, un treno ogni 90 secondi per trasportare<strong> 86 milioni di passeggeri all\u2019anno<\/strong>. E proprio il giorno dell\u2019inaugurazione, dopo dieci anni di lavori (realizzati da WeBuild, colosso italiano delle grandi infrastrutture, di respiro internazionale), il sindaco di Milano <strong>Beppe Sala<\/strong> ha alzato il tiro, parlando del \u201csogno\u201d della M6, una nuova linea (ancora da progettare e finanziare) e del prolungamento delle quattro linee che ci sono gi\u00e0 verso nuove destinazioni, Monza, Segrate, Baggio. Un poderoso potenziamento del servizio pubblico in una metropoli che anche cos\u00ec, seguendo Dalla, \u00e8 \u201cvicina all\u2019Europa\u201d e cio\u00e8 agli standard delle maggiori citt\u00e0.<br \/>\nConferma <strong>Pietro Salini<\/strong>, amministratore delegato e principale azionista di <strong>WeBuild<\/strong>: \u201cCostruire a Milano \u2018la porta dell\u2019Europa\u2019 significa contribuire alla crescita di una citt\u00e0 che \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 motore dell\u2019Italia, protagonista europea e metropoli cosmopolita aperta al mondo\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio cos\u00ec, Milano. <strong>Internazionale<\/strong>. Ambiziosa. Ed esigente. Capace di sognare. E di avere i piedi per terra. Severa. E accogliente. Abituata ai numeri e ai fatti. E colta, per consuetudine con le parole ben dette, scritte, recitate, musicate, impaginate, pubblicate. Una citt\u00e0 ipercritica, anche con se stessa. E dunque fonte di un frequente mal di testa per chi la amministra e ne definisce e guida i percorsi. D\u2019altronde \u00e8 proprio questa la caratteristica di una <strong>civitas<\/strong> in cui l\u2019abitudine storicamente radicata alla buona amministrazione convive con l\u2019attitudine intraprendente e creativa dei soggetti sociali e il potere pubblico si misura con i poteri e le organizzazioni private. E tutti sanno di dovere fare i conti con un pragmatismo dai caratteri <strong>illuministi e riformisti<\/strong>.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che<strong> \u201cmilanesi si diventa\u201d<\/strong> (appunto come lo siamo diventati in centinaia di migliaia, dal dopoguerra in poi), \u00e8 altrettanto vero che l\u2019inclusione sociale e la partecipazione come cittadinanza consapevole hanno bisogno di solide virt\u00f9 civiche e generose qualit\u00e0 sociali, per legare competitivit\u00e0 e solidariet\u00e0, produttivit\u00e0 del fare affari e lungimiranza nel costruire un robusto tessuto di relazioni virtuose tra interessi legittimi e valori.<br \/>\nEcco qui, per\u00f2, il punto di crisi. Nel corso del tempo, anche a causa di complesse trasformazioni culturali e sociali le cui radici affondano anche ben oltre il territorio di Milano, la citt\u00e0 ha cominciato a trasformarsi. Meno cittadini, pi\u00f9 <strong><em>city users<\/em><\/strong>, senza pi\u00f9 n\u00e9 la cultura n\u00e9 l\u2019inclinazione a farsi carico delle esigenze e dei valori generali. E l\u2019andamento al rialzo impetuoso dei prezzi delle case e del costo della vita ha accentuato questa tendenza. I <strong>\u201cnuovi ricchi\u201d<\/strong> molto internazionali e poco \u201cborghesi\u201d (se la borghesia \u00e8 connotata non solo dal reddito, ma anche e soprattutto da valori, cultura e stili di vita, poca \u201cmoda\u201d e solida \u201celeganza\u201d, molta sobriet\u00e0 e scarsa inclinazione all\u2019apparenza) stanno caratterizzando in modo crescente costumi e consumi di Milano, nevroticamente sensibile agli eventi e poco interessata alle strutture e alle istituzioni di lungo periodo.<\/p>\n<p>Il rischio \u00e8 che \u201cla rendita mangi lo sviluppo\u201d, si potrebbe dire parafrasando la sintesi di un\u2019inchiesta di <strong>Dario Di Vico<\/strong>, elaborata su dati di <strong>Assolombarda<\/strong> e <strong>\u201cYour Next Milano\u201d<\/strong> e pubblicata sull\u2019<strong>Economia del Corriere della Sera<\/strong> (30 settembre) e che cio\u00e8 gli interessi dei proprietari di case mettano in ombra le virt\u00f9, molto milanesi dell\u2019intraprendenza, della cultura, dell\u2019innovazione, della ricerca: \u201cSotto la Madonnina diminuiscono multinazionali e studenti stranieri. E dove c\u2019erano i capitani d\u2019industria adesso dominano e proprietari delle mura\u201d.<br \/>\nIl rischio, insomma, discusso a lungo anche da un sodalizio come il <strong>Centro Studi Grande Milano<\/strong>, buon interprete del riformismo lombardo, \u00e8 che continui e si accentui, sino a un punto di non ritorno, la tendenza a espellere dal centro urbano e dai quartieri un tempo residenziali, ceti medi e studenti, giovani coppie, anziani in difficolt\u00e0 economiche e aspiranti nuovi cittadini di medio reddito, per far posto ai <strong>\u201cmilionari\u201d internazionali della flat tax da 200mila euro all\u2019anno<\/strong> e ai turisti amanti degli <strong>\u201caffitti brevi\u201d<\/strong>. \u201cCanoni su del 22 per cento in cinque anni. Record a Barona e Corvetto\u201d, nota il Corriere della Sera (9 ottobre), citando quartieri un tempo popolari e adesso diventati molto ricercati.<\/p>\n<p>Ma Milano, cos\u00ec, perderebbe la sua anima, la sua sensibilit\u00e0 economica e sociale, la sua stessa attrattivit\u00e0. Una deriva inaccettabile.<br \/>\nUna deriva scontata, inarrestabile? Forse no. Scorrendo le cronache locali, infatti, si trovano notizie su investimenti per alloggi per studenti e giovani professori, per esempio a sud di Milano, l\u00e0 dove sta sorgendo il <strong>Villaggio degli Atleti per le Olimpiadi Milano-Cortina del 2026<\/strong>. E si legge di un \u201cobiettivo diecimila appartamenti a prezzo contenuto per contrastare l\u2019<strong>emergenza casa<\/strong>\u201d in corso di definizione da parte della giunta comunale del sindaco Sala (la Repubblica, 24 settembre). Si sa che \u201cEdison lancia il piano casa per reclutare nuovi laureati\u201d (Corriere della Sera, 7 ottobre). E si spera in un miglioramento generale della qualit\u00e0 della vita grazie a un \u201cAtlante delle aree verdi, delle piste ciclabili e delle piazze\u201d elaborato dal Comune ascoltando i quartieri e da allegare al nuovo <strong>\u201cPiano di governo del territorio\u201d<\/strong>, il principale strumento urbanistico della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Milano, insomma, \u00e8 in trasformazione. E in movimento. Pu\u00f2 degradare, tra appariscenza luminosa dei grattacieli e ombre cupe del disagio sociale (e della criminalit\u00e0). Oppure riprendersi, come peraltro ha gi\u00e0 fatto parecchie volte, anche nella storia recente.<br \/>\nUn buon esempio, che fa sperare, arriva da una celebrazione aziendale, organizzata proprio nel cantiere del Villaggio Olimpico, per i cinquant\u2019anni della Coima, la societ\u00e0 di investimento immobiliare guidata da Manfredi Catella, dinamico protagonista della nuova Milano: una gara tra otto universit\u00e0 milanesi e cinque romane, per immaginare la citt\u00e0 del futuro, dal titolo <strong>\u201cInspiring cities\u201d<\/strong>. Ha vinto l\u2019equipe dell\u2019<strong>universit\u00e0 Vita-Salute del San Raffaele di Milano<\/strong>, con un progetto chiamato<strong> \u201cOrganism\u201d<\/strong>, una prospettiva di polis ideale, desiderabile, realizzabile.<br \/>\nMilano che sogna, insomma. E progetta. Con intelligenza. E sentimento.<\/p>\n<p>Ecco, il ruolo positivo dei sentimenti. Milano testa pensante. E Milano da stereotipo \u201ccon il cuore in mano\u201d. <strong>\u201cE se tornassimo a parlare d\u2019amore?\u201d<\/strong> \u00e8 il titolo della nuova stagione del teatro Franco Parenti, progettata da Andr\u00e9e Ruth Shammah. Appunto. Un amore di citt\u00e0.<\/p><p><em>(foto Getty Images)<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aveva avuto la vista lunga, Lucio Dalla quando, nel 1979, aveva scritto \u201cMilano\u201d, definendola in mille modi, \u201cperduta\u201d e \u201clontana dal cielo\u201d ma anche \u201ca portata di mano\u201d e cantandone la \u201cfatica\u201d, le emozioni, la condizione di citt\u00e0 \u201ctra i milioni e il respiro di un polmone solo\u201d. 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