{"id":105989,"date":"2025-12-02T13:52:54","date_gmt":"2025-12-02T12:52:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazionepirelli.org\/?p=105989"},"modified":"2026-04-01T14:37:40","modified_gmt":"2026-04-01T13:37:40","slug":"contro-la-violenza-sulle-donne-serve-un-lessico-familiare-e-civile-per-educare-ai-sentimenti-e-al-rispetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fondazionepirelli.org\/it\/cultura-dimpresa\/blog\/contro-la-violenza-sulle-donne-serve-un-lessico-familiare-e-civile-per-educare-ai-sentimenti-e-al-rispetto\/","title":{"rendered":"Contro la violenza sulle donne serve un lessico familiare e civile per educare ai sentimenti e al rispetto"},"content":{"rendered":"<p>\u201cEducare al linguaggio del rispetto\u201d, sostiene il <strong>presidente della Repubblica<\/strong> <strong>Sergio Mattarella<\/strong>, insistendo sull\u2019impegno delle istituzioni, della cultura, della scuola, delle famiglie e di tutta la <em>civitas, <\/em>per cercare di bloccare la crescente violenza di cui le donne, purtroppo, continuano a essere vittime. E pone quest\u2019impegno politico e morale come strategia di lungo periodo, cio\u00e8 come una delle condizioni di fondo della convivenza civile e, dunque, d\u2019una piena democrazia fondata sul binomio di libert\u00e0 e responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Sono fondamentali, le ricorrenze da onorare, come le celebrazioni del 25 novembre, <strong>\u201cGiornata internazionale contro la violenza sulle donne\u201d<\/strong>: aiutano a rimemorare e a stimolare le sensibilit\u00e0 dell\u2019opinione pubblica. E sono dunque opportune e benvenute le iniziative in questo senso, a cominciare dal \u201cminuto di rumore\u201d, organizzato in piazza della Signoria a Firenze dal \u201cQuotidiano Nazionale\/ La Nazione\u201d: tutto il contrario, cio\u00e8, del silenzio impaurito delle vittime e di quello spesso complice di tanti altri. Oppure \u201cl\u2019onda rossa\u201d delle diecimila donne in piazza a Milano (moltissimi anche gli uomini), tanto per fare solo due dei parecchi esempi di avvenimenti nelle citt\u00e0 d\u2019Italia. O, ancora, nello scorso fine settimana, le sacrosante proteste contro la \u201clista dello stupri\u201d ritrovata, proprio all\u2019indomani della ricorrenza del 25 novembre, sui muri del bagno maschile del liceo \u201cGiulio Cesare\u201d di Roma.<\/p>\n<p>Bisogna per\u00f2 andare oltre la necessaria simbologia dei giorni dedicati. E insistere su scelte di fondo, che blocchino e poi invertano un clima che si sta facendo via via pi\u00f9 pesante, drammatico, intollerabile, tra violenze e stupri (sino all\u2019orrore dei femminicidi, 77 nel 2025, secondo l\u2019<strong>Osservatorio NonUnaDiMeno<\/strong>), molestie, insulti verbali e <em>hate speech <\/em>sul web, manipolazioni, discriminazioni, etc. Serve lavorare, cio\u00e8, sull\u2019educazione, la cultura e le norme. \u201cEducare al linguaggio del rispetto\u201d, appunto. E alla cura dei sentimenti.<\/p>\n<p>Il Parlamento se n\u2019\u00e8 occupato, con una legge approvata all\u2019unanimit\u00e0 alla Camera dei deputati, che introduce il <strong>reato di femminicidio<\/strong> e definisce il consenso nell\u2019atto sessuale come \u201clibero e attuale\u201d, evidente cio\u00e8 in ogni momento di quell\u2019atto (\u201cSolo s\u00ec \u00e8 s\u00ec\u201d, sintetizza bene Il Sole24Ore, 25 novembre). Ma al Senato tutto si \u00e8 bloccato, proprio nel giorno della ricorrenza delle proteste sulla violenza contro le donne, per resistenza della Lega, che ha frenato il centro-destra e il governo. \u201cOccasione mancata\u201d, ha titolato \u201cLa Stampa\u201d (26 novembre). La maggioranza assicura che se ne riparler\u00e0. A gennaio.<\/p>\n<p>Manovre politiche a parte, vale la pena seguire le indicazioni del presidente Mattarella e alzare lo sguardo. La legge \u00e8 importante, naturalmente. Ma la repressione, necessaria, non basta. Continuiamo a essere di fronte a una pesante divaricazione, che attraversa la societ\u00e0, sulla parit\u00e0 uomo-donna (c\u2019\u00e8 perfino chi sostiene, da ruoli istituzionali, che \u201cnel Dna dell\u2019uomo c\u2019\u00e8 una resistenza alla parit\u00e0 dei sessi\u201d). E dunque sui diritti, sul lavoro, sui salari e sui redditi, sui valori che connotano un consesso sociale e permettono di definirlo civile. L\u2019obiettivo: insistere sull\u2019<strong>indipendenza femminile<\/strong>. Anche su quella economica.<\/p>\n<p>Parliamo del linguaggio, allora. \u201cLa violenza delle parole\u201d, titola \u201cLa Stampa\u201d (25 novembre) per un articolo di <strong>Massimiliano Panarari<\/strong> che documenta come \u201cl\u2019odio scorra ogni giorno, specialmente contro le donne. Dalla politica allo sport, anche il linguaggio diventa un\u2019arma per schiacciare chi viene percepito come pi\u00f9 debole\u201d. Le parole sono pietre, e non per la loro solida, incisiva importanza (nel senso della bella sintesi letteraria di Carlo Levi) ma perch\u00e9 capaci di colpire, ferire, stravolgere. La lapidazione, nelle societ\u00e0 maschiliste e patriarcali, d\u2019altronde, \u00e8 diretta appunto contro le donne.<\/p>\n<p>Il contesto \u00e8 di degrado. Siamo di fronte, da anni, a un crescente <strong>impoverimento del linguaggio<\/strong>, a un rinsecchimento del vocabolario delle parole usate (tutto \u00e8 \u201ccarino\u201d oppure \u201cfigo\u201d, \u201cstraordinario\u201d o \u201cfantastico\u201d), a una riduzione delle emozioni agli stilemi poveri dei <em>like <\/em>e delle faccine da emoticon sui social media. Dunque a espressioni rozze, che aprono la porta proprio agli schematismi odio\/ amore. Alle logiche tribali e di clan (amici\/nemici). E alla violenza.<\/p>\n<p>Ma i sentimenti, anche quelli che riguardano l\u2019affettivit\u00e0, sono una complessit\u00e0 di emozioni, spesso contrastanti. E la loro rappresentazione chiede parole e immagini capaci di darne conto, nella ricchezza delle loro articolazioni. Come testimoniano i versi del <strong>Cantico dei Cantici<\/strong> e dei lirici greci, quelli contrastati di<strong> Catullo<\/strong> e di<strong> Ovidio<\/strong> (\u201cnec tecum nec sine te vivere possum\u201d) e poi di <strong>Prevert<\/strong> (\u201cI ragazzi che si amano si baciano in piedi sulle porte della notte\u201d), per arrivare alle mille canzoni che quasi tutte parlano d\u2019amore (\u201c\u2026vuota \u00e8 la citt\u00e0, se non ci sei tu\u201d, della struggente Mina).<\/p>\n<p>Educare all\u2019amore e ai sentimenti, in sostanza, \u00e8 <strong>educare al linguaggio<\/strong>. Alla ricchezza, alla variet\u00e0 e alla forza delle parole.<\/p>\n<p>Rileggere<strong> Shakespeare<\/strong> (dai Sonetti al \u201cDon Giovanni\u201d con le incertezze sentimentali di Zerlina e il tormento e il riscatto di Donna Elvira e poi al \u201cMercante di Venezia\u201d con il trucco legale e amoroso di Porzia che ribalta le sorti del debitore Antonio: una fila di donne straordinarie che meritano attenzione e rispetto). <strong>Leopardi<\/strong> con la sua Silvia. La <strong>Szimborska<\/strong> di \u201cAmore a prima vista\u201d (\u201cOgni inizio infatti\/ \u00e8 solo un seguito\/ e il libro degli eventi\/ \u00e8 sempre aperto a met\u00e0\u201d). E <strong>Alda Merini<\/strong> (\u201cIeri sera era amore\/ io e te nella vita\/ fuggitivi e fuggiaschi\u2026\u201d). Riascoltare le musiche di <strong>Schubert<\/strong> e quelle dedicate da <strong>Brahms<\/strong> all\u2019amatissima <strong>Clara Schumann<\/strong>. E riguardare le opere d\u2019arte. Come la raffigurazione del volto dell\u2019Annunciata di <strong>Antonello da Messina<\/strong>, con la mano protesa in avanti per chiedere con dolce fermezza all\u2019Angelo di fermare il tempo e permetterle cos\u00ec di capire cosa fosse quell\u2019atto d\u2019amore, quel concepimento, di cui era stata appena messa a conoscenza (modella di quella Madonna era la donna intensamente amata dal pittore).<\/p>\n<p>Lavorare sulle parole, appunto, e sui racconti per immagini pi\u00f9 intensi per evocazioni e valori. Insistere sul peso e sulla necessit\u00e0 dei sentimenti, anche nell\u2019alternanza ineliminabile tra amore e dolore, angoscia dell\u2019attesa e felicit\u00e0 dell\u2019incontro, estasi e lutto. Nella presa d\u2019atto che ogni amore \u00e8 imperfetto, proprio come imperfetti, perch\u00e9 umani, siamo tutti noi, uomini e donne. E che, nell\u2019intreccio dei sentimenti, la verit\u00e0 \u00e8 un fuoco, che brucia le scorie dei silenzi e delle incomprensioni e pu\u00f2 aprire nuove strade, sino ad allora inesplorate.<\/p>\n<p>Una lezione tra letteratura, arte e vita quotidiana, dunque. Un\u2019inedita, sorprendente scelta di vita, che ribalta gli apparenti ossimori: \u201cPure il rovo ebbe le sue piegature\/ di dolcezza, anche il pruno il suo candore\u201d, scriveva <strong>Lucio Piccolo<\/strong>, l\u2019elegante malinconico poeta cugino di <strong>Giuseppe Tomasi di Lampedusa<\/strong>. Imparare a guardare oltre la banalit\u00e0 delle apparenze. E sapere che anche nei momenti peggiori c\u2019\u00e8 la speranza d\u2019un cambiamento: la \u201cdolcezza del rovo\u201d, appunto.<\/p>\n<p>L\u2019educazione sentimentale, sessuale e affettiva che si chiede alle scuole di fare \u00e8 proprio questa, tutt\u2019altro che uno schematico manuale sui generi. Ma \u00e8 anche e soprattutto la lettura ragionata dei classici e dell\u2019attualit\u00e0 (le ragioni del cuore, lo scandaglio persino nei recessi del \u201ccuore di tenebra\u201d). La formazione culturale. E civile. L\u2019insistenza sulle parole che indicano qualit\u00e0 delle relazioni: la gentilezza, per esempio, l\u2019ascolto, la delicatezza, l\u2019attitudine a \u201cfarsi carico\u201d, la capacit\u00e0 di riconoscere \u201clo sguardo dell\u2019altro\u201d e dunque di riconoscervisi. L\u2019abitudine a usare, nelle storie d\u2019amore, il \u201cnoi\u201d, invece che l\u2019ossessione egocentrica dell\u2019 \u201cio\u201d.<\/p>\n<p>Stare dunque alla larga dal mito infelice e luttuoso di Narciso (oggi purtroppo tanto di moda, soprattutto tra gli uomini, specie se potenti). E riflettere invece su quello di Ulisse, persona capace comunque d\u2019amore, per la conoscenza, per una donna. E di Penelope. E delle altre donne preziose che hanno dato segno e senso alla nostra vita. La mia nonna paziente maestra, per fare solo un esempio.<\/p>\n<p>Eccola, l\u2019<strong>educazione al linguaggio dei sentimenti<\/strong>. E alla stessa capacit\u00e0 di fare i conti con le proprie emozioni, a capirle, elaborarle, rinnovarle, mantenerle vive. Evitare l\u2019ebbrezza del successo e accettare, come in ogni storia umana, pure la pesantezza della sconfitta e la notte della solitudine. Andare \u201coltre la fragilit\u00e0\u201d e prendere esempio dall\u2019arte giapponese del <strong><em>kintsugi<\/em><\/strong>, riparare con un filo d\u2019oro le cose preziose, e ridare loro vita. E cercare di ritrovare sincronie, nella nostra vita, nei rapporti d\u2019amore, d\u2019amicizia e d\u2019affetto. Con pazienza e perseveranza. L\u2019amore \u00e8 impeto e passione, certo. Ma anche accurato lavorio dei sentimenti e dei legami.<\/p>\n<p>La vita, pure quella amorosa, \u00e8 <strong>senso del limite<\/strong>. Della caduta. Della ripresa. \u201cLe discese ardite\/ e le risalite\u201d, cantava un poeta musicale amoroso come Lucio Battisti.<\/p>\n<p>Sta qui, in questa complessa ricchezza di valori, il <strong>\u201clessico famigliare\u201d<\/strong> che ci tocca costruire e rafforzare, per fare fronte, con lungimiranza, anche alla violenza contro le donne. Per fare capire profondamente il senso di un amore fatto non di dominio, prevaricazione, manipolazione, violenza, potere. Ma di attenzione e rispetto.<\/p>\n<p>La <strong>buona educazione<\/strong>. In famiglia, fin dai tempi dell\u2019infanzia. A scuola. Negli ambienti di lavoro. Nel corpo sociale.<\/p>\n<p>\u00c8 questo, appunto, il <strong>\u201clinguaggio del rispetto\u201d<\/strong> di cui parla il presidente della Repubblica Mattarella. \u00c8 proprio ci\u00f2 che tocca costruire e rafforzare ad ognuno di noi, ognuno di noi uomini innanzitutto, proprio come dovere e responsabilit\u00e0, sociale, culturale e civile.<\/p><p><em>(foto Getty Images)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cEducare al linguaggio del rispetto\u201d, sostiene il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insistendo sull\u2019impegno delle istituzioni, della cultura, della scuola, delle famiglie e di tutta la civitas, per cercare di bloccare la crescente violenza di cui le donne, purtroppo, continuano a essere vittime. 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