{"id":108428,"date":"2026-06-23T08:58:59","date_gmt":"2026-06-23T07:58:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazionepirelli.org\/?p=108428"},"modified":"2026-06-23T10:43:03","modified_gmt":"2026-06-23T09:43:03","slug":"il-successo-ancora-esemplare-di-mina-e-il-buon-esempio-per-manager-e-imprenditrici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fondazionepirelli.org\/it\/cultura-dimpresa\/blog\/il-successo-ancora-esemplare-di-mina-e-il-buon-esempio-per-manager-e-imprenditrici\/","title":{"rendered":"Il successo ancora esemplare di Mina e il buon esempio per manager e imprenditrici"},"content":{"rendered":"<p>\u201cUna stanza tutta per s\u00e9\u201d, avrebbe voluto avere anche Mina, mentre da ragazza di Cremona, piena provincia della \u201cbassa\u201d, cominciava a costruire il suo originale cammino da grande cantante. Una stanza come quella desiderata da <strong>Virginia Woolf<\/strong>, per sottrarsi ai clamori e ai fastidi della famiglia e del paese, delle faticose relazioni sociali e del mondo e fare i conti con i propri sentimenti, le malinconie e i desideri e, in pace, scriverne. Il richiamo a Mina e alla Woolf sta nelle prime pagine di un libro quanto mai interessante, <strong>\u201cMina. La formula di un successo italiano\u201d<\/strong>, scritto da <strong>Pierangelo Soldavini<\/strong>, <strong>Frank Pagano<\/strong> e <strong>Marco Di Dio Roccazzella<\/strong>, edito da \u201cIl Sole24Ore\u201d e in giro, in questi giorni, in alcuni dei festival estivi di libri che meritoriamente occupano i pomeriggi e le sere di citt\u00e0 e paesi turistici (Salerno Letteratura, tanto per fare solo un esempio, con il sostegno della Confindustria locale: l\u2019impresa non \u00e8 forse sempre pi\u00f9 un attore culturale?).<\/p>\n<p>Mina, ovvero la voce adatta alla musica in tutte le sue forme: da \u201cLo stupore della notte spalancata sul mare\/ ci sorprese che eravamo sconosciuti, io e te\u2026\u201d, parole di Maurizio Costanzo, musica di Ennio Morricone alla Fuga in Do minore di Bach eseguita insieme al flauto di Severino Gazzelloni, dalla <em>bossa nova <\/em>importata in Italia alle straordinarie esecuzioni delle canzoni di Battisti e Paoli. \u201cLa pi\u00f9 grande cantante bianca del mondo\u201d, secondo Louis Armstrong, maestro di jazz. Mina, la costruzione di una vera e propria marca. Mina, la protagonista della Tv di qualit\u00e0. E Mina, la capacit\u00e0 di sorprendere tutti con l\u2019uscita di scena proprio all\u2019apice del successo, con un ritiro nel privato di una casa in Svizzera e il tempo occupato a scrivere canzoni, selezionare giovani talenti e lavorare all\u2019impresa di se stessa (con il figlio Massimiliano Pani).<\/p>\n<p>Mina, appunto un <strong>successo italiano<\/strong> (le canzoni che hanno fatto da colonna sonora per gli amori, le malinconie e le allegrie degli adolescenti degli anni Sessanta e che adesso appassionano i trentenni di oggi). Un caso imprenditoriale, documentano gli autori. L\u2019affermazione dell\u2019intraprendenza colta, seria, intelligente. Una lunga deriva di qualit\u00e0. Per molti versi, un esempio.<\/p>\n<p>Quel desiderio della \u201cstanza tutta per s\u00e9\u201d \u00e8 un\u2019aspirazione che, chi conosce il mondo dell\u2019economia italiane, sente ripetere spesso da donne di successo, ai vertici di medie e grandi imprese. E connota una tendenza crescente: l\u2019originalit\u00e0 di una <strong>cultura d\u2019impresa al femminile<\/strong> in cui, accanto ai valori dell\u2019organizzazione e della produttivit\u00e0, trovano spazio crescente i temi della sostenibilit\u00e0 ambientale e sociale, la relazione tra benessere sul posto di lavoro e competitivit\u00e0 dell\u2019impresa, i rapporti da migliorare tra vita privata e vita di lavoro, l\u2019attenzione al benessere delle comunit\u00e0 in cui l\u2019impresa affonda le sue radici. Una cultura, in sintesi, che esprime al meglio alcune caratteristiche dell\u2019impresa guidata da mani femminili: il senso della bellezza, la lungimiranza del tempo lungo e non rapace per i progetti di sviluppo e la qualit\u00e0 dei prodotti, l\u2019attenzione per le persone. Imprese di origine familiare, molto spesso. Ma anche imprese managerializzate, al di l\u00e0 della famiglia d\u2019origine.<\/p>\n<p>Peccato per\u00f2 che le donne ai vertici delle imprese siano ancora poche. \u201cLeadership, pi\u00f9 donne nei consigli di amministrazione, ma poche tra gli executive\u201d, scrive Il Sole24Ore (27 maggio), sulla base di una ricerca del Cerved: in Italia le Ceo sono soltanto il 26% su un panel di 6 milioni di imprese iscritte al Cerved. E nelle societ\u00e0 quotate i numeri sono ancora pi\u00f9 bassi: le donne sono appena il 7%, secondo una ricerca Assonime, \u201cun ruolo ricoperto soprattutto nelle aziende pi\u00f9 piccole\u201d. Quasi paritaria la presenza nei <em>board committee<\/em>, con un peso rilevante nei comitati controllo rischi e nomine. Secondo la CONSOB, in generale, la presenza femminile nel board \u00e8 pari al 43%: quasi la met\u00e0 appunto.<\/p>\n<p>Un punto di novit\u00e0: sono sempre pi\u00f9 frequenti, nelle imprese di famiglia, i casi in cui le leve di comando passano dal padre fondatore alla figlia, riempendo la tradizione del consumer\u00f2 privilegio dei figli maschi. Un buon segno d\u2019apertura, un riconoscimento delle competenze e delle qualit\u00e0 di gestione e di leadership.<\/p>\n<p>Molta strada, dunque, s\u2019\u00e8 fatta dai tempi della <strong>legge Golfo-Mosca<\/strong> che nel 2011 ha introdotto l\u2019<strong>obbligatoriet\u00e0 della presenza femminile dei consigli delle societ\u00e0 quotate in Borsa<\/strong>. Ma resta ancora incompiuta una vera e propria svolta culturale, anche al di l\u00e0 dei vertici aziendali.<\/p>\n<p>Sono accentuate, di fatto, le <strong>disparit\u00e0 salariali uomo-donna<\/strong>, legate pure al fatto che proprio sulle donne pesa il maggior carico della gestione familiare e dei figli (\u201cSalari bassi, niente aiuti: l\u2019esodo delle mamme che lasciano il lavoro\u201d, testimonia la Repubblica in una inchiesta che parla di diecimila casi di dimissioni femminili in Lombardia negli ultimi tre anni, \u201cper seguire i figli\u201d; 15 giugno). Restano le difficolt\u00e0 lungo i percorsi di carriera.<\/p>\n<p>La questione riguarda non solo il mondo delle imprese, ma anche quello delle professioni. \u201cAvvocati, le ricchezze solo al maschile. Milano capitale del divario salariale\u201d, documenta Il Giorno (15 giugno), scrivendo di \u201cun reddito medio di 93.604 euro, il pi\u00f9 alto d\u2019Italia\u201d ma aggiungendo che \u201cle donne prendono il 60% in meno rispetto agli uomini\u201d.<\/p>\n<p>Un mercato del lavoro sostanzialmente squilibrato. Una perdita complessiva di competenze, cultura, capacit\u00e0 produttive, spinte di innovazione, che contribuisce alla bassa crescita del Paese.<\/p>\n<p>Una maggiore, pi\u00f9 qualificata e meglio riconosciuta e premiata presenza femminile sul mercato del lavoro, soprattutto nelle imprese, dall\u2019industria ai servizi, pu\u00f2 aiutare l\u2019Italia ad affrontare la sfida del capitale umano, nell\u2019epoca in cui prevale<strong> \u201cl\u2019economia della conoscenza\u201d<\/strong> e molte donne hanno dimostrato solide capacit\u00e0 di costruire percorsi di eccellenza anche nelle materie STEM (science, technology, engineering, mathematics), con originali sintesi tra \u201cscienze dure\u201d e saperi umanistici (il Politecnico, la Statale e la Cattolica di Milano, con rettrici donne, ne offrono significative testimonianze). Per reggere il passo, serve investire di pi\u00f9 sulle nuove generazioni di ragazze, per una partecipazione piena a tutti i processi, dalla produzione alla ricerca, con effetti significativi per la crescita e la competitivit\u00e0 delle imprese e del sistema Paese. Rompendo definitivamente \u201cil tetto di cristallo\u201d dell\u2019emarginazione femminile e respirando l\u2019aria aperta del \u201ccielo in una stanza\u201d, per tornare alla lezione di Mina da cui siamo partiti e contribuire a scrivere ancora \u201cuna formula di successo italiano\u201d.<\/p><p><em>(foto Getty Images)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cUna stanza tutta per s\u00e9\u201d, avrebbe voluto avere anche Mina, mentre da ragazza di Cremona, piena provincia della \u201cbassa\u201d, cominciava a costruire il suo originale cammino da grande cantante. 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