Auto e non solo
Appena pubblicato un libro che è storia e analisi attuale del comparto automobilistico in Italia e in Europa
Trasformare un comparto industriale che è stato determinante per l’economia (e la società) lungo decenni di storia. Obiettivo importante, da perseguire, anche se il percorso per arrivarci è denso di difficoltà e insidie. Si sta parlando del comparto dell’automobile, per decenni architrave dell’economia europea e italiana, oltre che di alcuni territori più di altri, e, adesso, paradigma della crisi economica per eccellenza, della “tempesta perfetta”. Ed è proprio dall’immagine della “tempesta perfetta” che prende le mosse “Auto-distruzione. Crisi e trasformazione dell’industria dell’automobile”, libro scritto da Francesco Zirpoli e da poco dato alle stampe.
L’autore ragiona sulla situazione dell’industria automobilistica in Italia e in Europa in tre passaggi. Prima, come si è detto, Zirpoli mette a fuoco i tratti del declino dell’industria in Europa, poi punta lo sguardo sulla situazione italiana e sulla storia e attualità della Fiat (oggi Stellantis), infine, ipotizza su “come uscire dalla crisi” cercando di unire in un solo ragionamento le condizioni e le prospettive dell’indotto, il tema della compatibilità ambientale delle nuove auto, la necessità di cambiare per non morire e quindi quella di “ampliare lo sguardo” per trovare soluzioni diverse da quelle fino ad oggi tentate.
Zirpoli, ed è uno dei tratti caratteristici del libro, sfata alcuni miti e prospetta la bontà di ciò che molti oggi vedono come un male. È il caso della messa sotto accusa delle regolamentazioni UE sulle emissioni, delle “”narrazioni di convenienza, utili solo a proteggere gli interessi costituiti” e della svolta ecologica che stando a Zirpoli potrebbe anzi essere la chiave per un rilancio del settore.
Zirpoli scrivi come il libro sia anche un invito “a superare una visione dell’industria focalizzata sull’automobile, evidenziando l’importanza di una riflessione più ampia sulla mobilità del futuro. Perché non si tratta soltanto di costruire nuove fabbriche o produrre auto più pulite: occorre anche immaginare città diverse, meno dipendenti dall’auto privata e più aperte a soluzioni di mobilità condivisa, dal trasporto pubblico al car sharing. Ed è un cambiamento, questo, che tocca la vita quotidiana di milioni di persone, dalle famiglie che si chiedono quale auto acquistare e se potranno permettersela, agli operai delle fabbriche che temono per il proprio posto di lavoro, fino ai giovani che aspirano a città più vivibili e meno inquinate”.
Auto-distruzione. Crisi e trasformazione dell’industria dell’automobile
Francesco Zirpoli
Laterza, 2026
Appena pubblicato un libro che è storia e analisi attuale del comparto automobilistico in Italia e in Europa
Trasformare un comparto industriale che è stato determinante per l’economia (e la società) lungo decenni di storia. Obiettivo importante, da perseguire, anche se il percorso per arrivarci è denso di difficoltà e insidie. Si sta parlando del comparto dell’automobile, per decenni architrave dell’economia europea e italiana, oltre che di alcuni territori più di altri, e, adesso, paradigma della crisi economica per eccellenza, della “tempesta perfetta”. Ed è proprio dall’immagine della “tempesta perfetta” che prende le mosse “Auto-distruzione. Crisi e trasformazione dell’industria dell’automobile”, libro scritto da Francesco Zirpoli e da poco dato alle stampe.
L’autore ragiona sulla situazione dell’industria automobilistica in Italia e in Europa in tre passaggi. Prima, come si è detto, Zirpoli mette a fuoco i tratti del declino dell’industria in Europa, poi punta lo sguardo sulla situazione italiana e sulla storia e attualità della Fiat (oggi Stellantis), infine, ipotizza su “come uscire dalla crisi” cercando di unire in un solo ragionamento le condizioni e le prospettive dell’indotto, il tema della compatibilità ambientale delle nuove auto, la necessità di cambiare per non morire e quindi quella di “ampliare lo sguardo” per trovare soluzioni diverse da quelle fino ad oggi tentate.
Zirpoli, ed è uno dei tratti caratteristici del libro, sfata alcuni miti e prospetta la bontà di ciò che molti oggi vedono come un male. È il caso della messa sotto accusa delle regolamentazioni UE sulle emissioni, delle “”narrazioni di convenienza, utili solo a proteggere gli interessi costituiti” e della svolta ecologica che stando a Zirpoli potrebbe anzi essere la chiave per un rilancio del settore.
Zirpoli scrivi come il libro sia anche un invito “a superare una visione dell’industria focalizzata sull’automobile, evidenziando l’importanza di una riflessione più ampia sulla mobilità del futuro. Perché non si tratta soltanto di costruire nuove fabbriche o produrre auto più pulite: occorre anche immaginare città diverse, meno dipendenti dall’auto privata e più aperte a soluzioni di mobilità condivisa, dal trasporto pubblico al car sharing. Ed è un cambiamento, questo, che tocca la vita quotidiana di milioni di persone, dalle famiglie che si chiedono quale auto acquistare e se potranno permettersela, agli operai delle fabbriche che temono per il proprio posto di lavoro, fino ai giovani che aspirano a città più vivibili e meno inquinate”.
Auto-distruzione. Crisi e trasformazione dell’industria dell’automobile
Francesco Zirpoli
Laterza, 2026