Intangibile cultura d’impresa
Pubblicata una ricerca che punta l’attenzione sugli aspetti immateriali del produrre, partendo dagli archivi e dai musei d’azienda
La cultura del produrre anche testimoniata dal patrimonio intangibile che le imprese nel tempo producono. Aspetto particolare dell’analisi del presente e del passato delle organizzazioni della produzione. Aspetto che si affianca all’altra componente d’impresa che testimonia dello stesso impegno: il patrimonio fatto di fabbriche e uffici che attraversano, spesso, il tempo.
Attorno al patrimonio intangibile d’impresa ragiona da tempo il gruppo di ricerca costituito da Alberto Bassi, Giulia Ciliberto, Maria Cristina Addis, Jacopo William de Denaro e Marco Scotti: un lavoro che si è condensato adesso in “Per un approccio ecologico al patrimonio intangibile d’impresa Gli archivi e i musei aziendali” che, come lo stesso titolo precisa, si concentra sull’analisi degli archivi e dei musei d’azienda.
In particolare, la ricerca ha l’obiettivo di formalizzare un metodo di mappatura del patrimonio intangibile espresso, viene spiegato, “dagli ecosistemi imprenditoriali del Nord-Est nelle loro interazioni con la cultura del design”. Un patrimonio che mette insieme aspetti diversi della gestione della conoscenza all’interno dell’impresa che vanno dall’istruzione e formazione, alla ricerca scientifica, allo sviluppo del prodotto, arrivando alla comunicazione e all’identità del marchio, alla qualità degli spazi e delle condizioni di lavoro. Una serie di aspetti dell’attività d’impresa che – viene fatto notare dai ricercatori – risulta particolarmente complessa da misurare e valutare ma che si scopre essere sempre di più determinante per comprendere pienamente la cultura dell’impresa.
Per sottrarre tutto questo all’oblio o all’evanescenza – è la tesi del gruppo di lavoro – è necessario un cambiamento di paradigma rispetto agli studi tradizionali sul capitale intangibile, che consenta di definire, individuare e mappare tutti i materiali prodotti. Il progetto che la ricerca sviluppa si propone allora di indagare il patrimonio culturale d’impresa tramite quello che viene definito un approccio “ecologico” che cerca di organizzare in modo nuovo ciò che comunemente viene definito il Made in Italy.
Per un approccio ecologico al patrimonio intangibile d’impresa Gli archivi e i musei aziendali
Alberto Bassi, Giulia Ciliberto, Maria Cristina Addis, Jacopo William de Denaro, Marco Scotti, in Design For Survival a cura di Lucia Pietroni e Davide Turrini, Giunti, 2026
Pubblicata una ricerca che punta l’attenzione sugli aspetti immateriali del produrre, partendo dagli archivi e dai musei d’azienda
La cultura del produrre anche testimoniata dal patrimonio intangibile che le imprese nel tempo producono. Aspetto particolare dell’analisi del presente e del passato delle organizzazioni della produzione. Aspetto che si affianca all’altra componente d’impresa che testimonia dello stesso impegno: il patrimonio fatto di fabbriche e uffici che attraversano, spesso, il tempo.
Attorno al patrimonio intangibile d’impresa ragiona da tempo il gruppo di ricerca costituito da Alberto Bassi, Giulia Ciliberto, Maria Cristina Addis, Jacopo William de Denaro e Marco Scotti: un lavoro che si è condensato adesso in “Per un approccio ecologico al patrimonio intangibile d’impresa Gli archivi e i musei aziendali” che, come lo stesso titolo precisa, si concentra sull’analisi degli archivi e dei musei d’azienda.
In particolare, la ricerca ha l’obiettivo di formalizzare un metodo di mappatura del patrimonio intangibile espresso, viene spiegato, “dagli ecosistemi imprenditoriali del Nord-Est nelle loro interazioni con la cultura del design”. Un patrimonio che mette insieme aspetti diversi della gestione della conoscenza all’interno dell’impresa che vanno dall’istruzione e formazione, alla ricerca scientifica, allo sviluppo del prodotto, arrivando alla comunicazione e all’identità del marchio, alla qualità degli spazi e delle condizioni di lavoro. Una serie di aspetti dell’attività d’impresa che – viene fatto notare dai ricercatori – risulta particolarmente complessa da misurare e valutare ma che si scopre essere sempre di più determinante per comprendere pienamente la cultura dell’impresa.
Per sottrarre tutto questo all’oblio o all’evanescenza – è la tesi del gruppo di lavoro – è necessario un cambiamento di paradigma rispetto agli studi tradizionali sul capitale intangibile, che consenta di definire, individuare e mappare tutti i materiali prodotti. Il progetto che la ricerca sviluppa si propone allora di indagare il patrimonio culturale d’impresa tramite quello che viene definito un approccio “ecologico” che cerca di organizzare in modo nuovo ciò che comunemente viene definito il Made in Italy.
Per un approccio ecologico al patrimonio intangibile d’impresa Gli archivi e i musei aziendali
Alberto Bassi, Giulia Ciliberto, Maria Cristina Addis, Jacopo William de Denaro, Marco Scotti, in Design For Survival a cura di Lucia Pietroni e Davide Turrini, Giunti, 2026