L’analisi dell’importanza dell’educazione economica e finanziaria riproposta in un intervento di Banca d’Italia
Conoscere per gestire meglio e con più avvedutezza. E quindi educarsi al cambiamento e alla responsabilità. Indicazioni che valgono per tutte le attività. Anche semplicemente per affrontare la quotidianità del vivere. Indicazioni che valgono ancora di più oggi, al tempo dell’incertezza. È da queste considerazioni che prende le mosse “Dalla polis ai mercati digitali: storia, incertezza e responsabilità educativa”, intervento che Gian Luca Trequattrini (Vice Direttore generale della Banca d’Italia) ha presentato a L’Aquila nel corso degli eventi collegati a “In viaggio con la Banca d’Italia”.
Trequattrini inizia il suo ragionamento proprio dalla considerazione dell’incertezza che accompagna sempre le grandi discontinuità storiche e come in questi frangenti i modelli del passato perdano potere predittivo, le regole del gioco cambino più in fretta della capacità di aggiornarle e le decisioni – finanziarie, lavorative, previdenziali – debbano essere prese in assenza di mappe sicure. Oggi, spiega Trequattrini, a tutto questo si sovrappone una dimensione cognitiva nuova, generata dall’accelerazione tecnologica: un’incertezza che non è solo ignoranza dei fatti, ma difficoltà di interpretare segnali contraddittori, di distinguere l’informazione affidabile dal rumore, di valutare raccomandazioni prodotte da algoritmi opachi. Conoscenza, quindi, che, al contrario di quanto si sarebbe portati a pensare, diventa più complessa da acquisire.
In questo scenario – fatto di rischi non calcolabili, di complessità crescente e di trasformazioni accelerate – la cultura finanziaria smette di essere una scelta opzionale e diventa una risorsa essenziale: non per eliminare l’incertezza, che è ineliminabile, ma per imparare a navigarla con maggiore lucidità e minore vulnerabilità.
Cultura finanziaria come risorsa ineludibile che, sottolinea il Vice Direttore di Banca d’Italia, non coincide semplicemente con la capacità di comprendere tecnicismi o effettuare calcoli complessi, ma rappresenta un insieme integrato di conoscenze, competenze e consapevolezze che consentono agli individui di compiere scelte informate, responsabili e orientate al lungo periodo, contribuendo così a rafforzare la propria autonomia individuale. Elemento di quella cultura a tutto tondo che deve essere patrimonio di tutti ma, in particolare, di chi è chiamato a responsabilità sociali e d’impresa che esigono più attenzione.
Trequattrini – ripercorrendo il senso della conoscenza finanziaria dall’antichità ad oggi – indica così un dovere ma anche un’opportunità che deve essere di tutti e non solo di pochi “addetti ai lavori”.
Dalla polis ai mercati digitali: storia, incertezza e responsabilità educativa
Gian Luca Trequattrini
Banca d’Italia, giugno 2026