Una originale ricerca applica i criteri di cambiamento propri della biologia al settore manifatturiero

 

Le industrie sono cambiate nel corso della loro storia e continuano a cambiare, seguendo traiettorie evolutive che non seguono un unico schema. Questione di eredità e di condizioni attuali, questione di cultura imprenditoriale e di uomini e donne al lavoro. Industrie, comunque, la cui evoluzione tecnica ed economica è paragonabile – per certi versi – a quella biologica. È su questa base che ragiona Roberto Grandinetti con il suo intervento “L’evoluzione dei settori industriali. Processi invarianti e declinazioni specifiche” apparo recentemente.

L’autore cerca quindi di applicare i tre processi chiave dell’evoluzione biologica – la variazione, la replicazione e la selezione – a particolari realtà o settori industriali. Nello specifico, sottolinea lo stesso Grandinetti, lo scopo del lavoro è applicare la considerazione dei processi evolutivi chiave a diverse situazioni in termini di struttura/fase delle industrie al fine di comprendere quali schemi possono essere utilizzati per rappresentare l’evoluzione dell’industria stessa. Campo di applicazione di questo approccio di analisi dell’evoluzione industriale, è il comparto (ampio) della manifattura.

Entità viventi seppur particolari, le industrie manifatturiere vengono così descritte nelle loro variazioni di forma e contenuto, nella loro capacità di replicarsi e quindi produrre altre entità industriali e, infine, nel loro processo di selezione dovuto a spinte interne e alle condizioni di mercato.

Fabbriche come luoghi viventi, dunque. Ed è forse questa la suggestione più interessante che la ricerca di Roberto Grandinetti propone. L’industria, i suoi stabilimenti, i suoi uffici come ambiti resi vivi dall’azione dell’uomo che, proprio perché vivi, non sono mai uguali a loro stessi ma, appunto, evolvono con traiettorie che hanno sempre invarianti ma anche specificità di cui tenere conto.

L’evoluzione dei settori industriali. Processi invarianti e declinazioni specifiche

Roberto Grandinetti

L’Industria, giugno, 2026