Un recente intervento del Governatore della Banca d’Italia aiuta a capire la relazione tra nuove tecnologie e cultura del produrre
Innovare in tempi difficili e complessi. E farlo per bene. Sfida per tutte le organizzazioni, che pone più argomenti collegati non solo alle nuove tecnologie, ma anche alla resilienza e alla credibilità di chi è coinvolto. Tema che riguarda non solo i processi produttivi, ma anche quelli finanziari. Su questo nodo di concetti è intervenuto recentemente anche il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nell’ambito della conferenza – “La risposta delle banche centrali alle sfide future: resilienza, credibilità e innovazione” tenuta a Kyiv, 21 settembre di quest’anno.
Panetta ragiona sull’innovazione partendo da due punti importanti, il ruolo delle banche centrali da una parte e quello delle nuove tecnologie, e in particolare dell’Intelligenza Artificiale, dall’altra.
Il Governatore, quindi, approfondisce uno dei punti fondamentali per qualsiasi organizzazione d’impresa (ma anche istituzione), quello della credibilità intesa come “risorsa fondamentale” le cui modalità “con cui viene costruita e preservata dipendono dalla natura delle sfide che dobbiamo affrontare. A volte – spiega Panetta – la credibilità richiede alle istituzioni di mantenere una posizione ferma: salvaguardare la propria indipendenza, difendere il quadro di riferimento delle politiche e preservare la capacità di agire sotto pressione. In altre occasioni, richiede invece di adattarsi: ripensare gli strumenti, acquisire nuove competenze e rispondere ai cambiamenti strutturali dell’economia e del settore finanziario”. Accanto alla credibilità, Panetta pone quindi il cambiamento tecnologico e in particolare la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale (IA) che “stanno trasformando l’economia, i mercati finanziari e i sistemi di pagamento”. Ed è dalla capacità di comprendere l’innovazione e di adattarvisi che dipende buona parte della credibilità di un’organizzazione.
Il ragionamento di Fabio Panetta indica così un tema di fondo: la capacità (anche culturale) di adeguare l’azione delle imprese e delle organizzazioni alle pressioni dei mercati che cambiano e alle tecnologie che mutano (anche improvvisamente). È quindi un “gioco” di adattamento continuo quello che si è obbligati a fare. Con un’avvertenza che lo stesso Governatore sottolinea efficacemente: “Adattarsi non significa abbandonare i propri fondamenti”. Panetta, parlando di banche e politiche monetarie, fornisce così un’indicazione valida per ogni ambito produttivo: essere capaci di cambiare in modo credibile, ma senza abbandonare quella cultura del produrre che ha fatto nascere ed evolvere l’impresa.
Fabio Panetta
10th Annual Research Conference of the National Bank of Ukraine and the Narodowy Bank Polski
Kyiv, 21 settembre 2026