Pubblicata la versione italiana del Entrepreneurship education at school in Europe – 2025

 

Imprenditori non si nasce. Certo, ci può essere quel guizzo in più che può fare la differenza, ma un “lampo d’ispirazione” può rimanere tale se non è accompagnato da ben altro. Detto in altri termini, l’imprenditorialità non è un dono innato, ma un insieme di competenze e abilità che possono essere apprese, praticate e perfezionate. E questo apprendimento dovrebbe iniziare presto, all’interno delle scuole. Comprendere a che punto siano i sistemi scolastici sotto questi aspetti è importante. E per questo serve leggere il rapporto “L’educazione all’imprenditorialità a scuola in Europa – 2025” versione in italiano del rapporto della rete Eurydice Entrepreneurship education at school in Europe – 2025.

La ricerca presenta un quadro delle diverse strategie sviluppate dalle autorità educative in tutta Europa per la promozione dell’educazione all’imprenditorialità, lo sviluppo dei curricoli, nonché il supporto e le indicazioni rivolte agli educatori e alle scuole. Redatto a più mani, il rapporto mostra che nella maggior parte dei sistemi educativi gli studenti possono partecipare a esperienze imprenditoriali sia come attività curricolari che extracurricolari: si tratta di un importante passo avanti nella promozione di una cultura imprenditoriale nelle nostre società. Oltre a questo, lo studio rileva che le autorità educative hanno migliorato le normative o i programmi che offrono opportunità di formazione nell’ambito dell’educazione all’imprenditorialità ai dirigenti scolastici e agli insegnanti.

Tutti bene quindi? Non molto, secondo i ricercatori di Eurydice. È necessario, infatti, passare dal considerare queste competenze come opzionali al riconoscerle come essenziali, spostandosi in tal modo dall’ambito extracurricolare a quello delle discipline di base. Detto in altro modo, le “abilità imprenditoriali” dovrebbero essere più presenti nei curricoli scolastici. Una mentalità imprenditoriale dovrebbe essere considerata come la capacità di superare il mondo tradizionale dell’impresa. È un salto di qualità importante, dunque, quello che deve essere ancora compiuto. Qualcosa che può diventare realtà solo con l’unione di più componenti a partire dai decisori politici che, viene spiegato, “potrebbero adoperarsi per fornire alle scuole, e in particolare ai dirigenti scolastici, una formazione in servizio che consenta di offrire a tutti gli studenti delle esperienze imprenditoriali pratiche”.

Occorre, quindi, lavorare ancora molto. E non solo per agevolare la creazione di imprese davvero nuove, ma per aiutare la crescita dell’intera società. Un’Europa resiliente e competitiva, viene fatto notare proprio nelle pagine introduttive della ricerca, “dipende da persone capaci di pensare in modo indipendente, di agire in maniera decisa e di adattarsi rapidamente. L’educazione all’imprenditorialità si è dimostrata uno strumento per sviluppare proprio queste abilità”.

È da leggere con attenzione quindi il rapporto Entrepreneurship education at school in Europe.

L’educazione all’imprenditorialità a scuola in Europa

AA.VV.

Eurydice Italia, 2026