Una ricerca appena presentata alla comunità scientifica, fa ordine nella triangolazione fra produttività, creatività e benessere nelle imprese

 

Si produce meglio dove si lavora meglio. Non è una banalità, ma una constatazione che ormai pesa molto nel dibattito – e nella pratica – della gestione aziendale. C’è, in altri termini, un forte legame fra gli elementi di una triade: produttività, creatività e benessere.  Un collegamento che va compreso e quindi realizzato, tenendo conto delle circostanze con le quali di volta in volta la vita d’impresa prende forma.

A mettere ordine nell’argomento – che non è semplice -, ci ha provato Luciano Pilotti (dell’Università di Milano, Dipartimento di Scienze dello sviluppo) con il suo “Welfare aziendale tra Industry 4.0 e smart working: leve di wellness, partecipative, creative per la crescita della produttività cognitiva e del Paese” ricerca presentata nell’ambito del Convegno internazionale di studio. “Impresa, lavoro e non lavoro nell’economia digitale”.

Pilotti parte dalla constatazione che le discussioni attorno ai concetti e alle applicazioni che uniscono produttività e benessere, si sono in questo periodo intensificate. L’obiettivo della ricerca è quello di connettere, scrive l’autore, questa “ accelerazione del dibattito nazionale e/o internazionale sul Welfare Aziendale alle necessità delle imprese di accrescere la produttività da una parte (soprattutto quella a base cognitiva e digitale) e, dall’altra di sviluppare la creatività, in particolare di tipo condiviso attraverso le leve di un miglioramento della qualità dei contesti organizzativi, d’impresa, di network e di comunità a partire dai livelli di benessere delle persone e delle loro relazioni”.

Dopo aver messo bene a fuoco la “triangolazione virtuosa fra produttività, creatività e benessere-felicità”, Pilotti esamina quindi i collegamenti più particolari fra Industria 4.0 e politiche industriali per passare poi al welfare di prossimità tra le reti di PMI arrivando quindi a ragionare sugli eco-sistemi territoriali. La ricerca poi prosegue approfondendo i rapporti fra produttività e benessere, fra produttività cognitiva e benessere e fra uomo e macchina.

Si legge quasi al fondo dell’indagine: “Benessere e Felicità, Passioni ed Emozioni divengono a tutti gli effetti ingredienti fondamentali di una organizzazione adattiva e dinamica perché flessibile e resiliente, ridondante e partecipativa. Una organizzazione con una vision  per il futuro che si incardina sul ‘prendersi cura delle persone che la abitano’ che (…) può (e deve) accoppiarsi con la produttività cognitiva e l’innovazione condivisa della quale necessita, per produrre creatività e valore”.

Il tema affrontato dalla ricerca non è fra i più facili, ma Pilotti scrive bene e con chiarezza e si fa leggere.

 

Welfare aziendale tra Industry 4.0 e smart working: leve di wellness, partecipative, creative per la crescita della produttività cognitiva e del Paese

Luciano Pilotti

Convegno internazionale di studio. “Impresa, lavoro e non lavoro nell’economia digitale), Brescia, 12-13 ottobre 2017

 

17/10/2017