È il 1890. A Milano, nello stabilimento Pirelli di via Ponte Seveso, tra articoli in gomma, tecnici e per il consumo, si fanno largo i primi esemplari di pneumatiche per velocipedi.
La produzione, iniziata in via del tutto sperimentale, mette sul mercato un prodotto pressoché impossibile da forare ma molto pesante da spingere.

Non si dovrà attendere a lungo, però, per una versione più agile. Nel 1893, infatti, l’azienda brevetta il “Tipo Milano”, il primo pneumatico dotato di una corda tubolare in grado di renderlo più leggero e maneggevole. Così chiamato per omaggiare il capoluogo lombardo, il nuovo modello rende la bicicletta un promettente e innovativo mezzo di locomozione: in assenza di automobili, infatti, le due ruote interpretano alla perfezione il desiderio di velocità, efficienza e indipendenza dei cittadini.

Sarà poi il definitivo passaggio dai velocipedi (un mezzo tanto elegante quanto macchinoso da utilizzare, se non per passeggiate di breve durata) alle biciclette (molto più idonee alle strade ancora prive di asfalto e accidentate) a sancire la grande fortuna delle pneumatiche Pirelli. A solo un anno dall’arrivo
sul mercato, infatti, il “Tipo Milano” raggiunge un fatturato di 825.000 lire, pari al 12% di quello totale.

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