Una ricerca di Banca d’Italia aiuta a comprendere peculiarità e gestione di questi materiali
Archivi per custodire memorie e porre buone basi per affrontare meglio il presente (e il futuro). Funzione che vale per tutte le raccolte di documenti, e che, adesso, si arricchisce, con le nuove tecnologie a disposizione, anche di materiali multimediali fino a poco tempo fa certamente poco valorizzati. Leggere il passato attraverso la multimedialità, aggiunge sostanza alla narrazione. Condizione che vale sia per gli archivi d’azienda che per quelli delle istituzioni. Che, anzi, possono fornire validi esempi come quello di Banca d’Italia. Leggere così “Voci, persone e racconti della Banca d’Italia. Guida all’Archivio storico multimediale” pubblicazione curata da Anna Rita Gresta e appena diffusa, è così un modo diverso per arrivare a due traguardi: capire di più e meglio della storia di un’istituzione, comprendere gli usi che dei materiali multimediali debitamente organizzati è possibile fare.
La Guida della Banca d’Italia ha naturalmente uno scopo preciso e dichiarato: “Far conoscere al vasto pubblico – viene spiegato nelle pagine iniziali – il patrimonio di documenti sonori, audiovisivi, filmici e multimediali conservati presso la Banca d’Italia, i quali sono parte integrante della memoria uditiva e visiva del nostro Paese”. Ma non solo.
Gli autori della ricerca evidenziano come in un contesto di forte cambiamento tecnologico e socio-culturale, sia doveroso porre l’accento “sulle problematiche legate alla produzione e gestione di un particolare tipo di fonti storiche, i documenti multimediali, riconosciuti solo recentemente come documenti a pieno titolo, al pari di quelli testuali”. Un compito reso ancora più importante se si tiene conto quanto, nell’era della rete, i documenti multimediali siano costantemente prodotti da enti e aziende nel corso dell’attività ordinaria e quanto quindi occorra mettere in atto strategie gestionali per la conservazione nel lungo periodo delle nuove fonti per la storia.
Conservare, quindi, non solo i testi, ma anche le immagini e i suoni di storie d’imprese e di istituzioni (e alla fine di persone), diventa allora un dovere da rispettare con attenzione per accrescere quella cultura e quella consapevolezza che si è oggi perché altri sono stati ieri, che deve essere parte del patrimonio di conoscenze proprio non solo dei singoli ma, appunto, anche delle organizzazioni.
Voci, persone e racconti della Banca d’Italia. Guida all’Archivio storico multimediale
Anna Rita Gresta (a cura di)
Banca d’Italia, Quaderni dell’Archivio storico, N. 5