Al di là di toni apocalittici, un libro spiega che c’è “dietro” la AI e i suoi effetti
Comprendere l’intelligenza artificiale come “invenzione definitiva dell’umanità”. E soprattutto come risultato – complesso e in continua evoluzione – di una comunità di donne e uomini, di varia provenienza e formazione, che a questa invenzione hanno dato forma e contenuti. È questo il traguardo al cui raggiungimento può contribuire leggere “Geopolitica dell’intelligenza artificiale” di Alessandro Aresu.
L’autore parte da una constatazione: la comparsa sulla scena dell’intelligenza artificiale evoca il rischio dell’estinzione del suo creatore, poiché la sua diffusione porterà, forse, al suo superamento. Visione giustamente definita dallo stesso Aresu come apocalittica ma che, spiega, pervade “ormai il discorso pubblico sulla tecnologia, in un mondo dove la stessa espressione ‘intelligenza artificiale’ è divenuta onnipresente e ossessiva”. Si tratta – avverte Aresu – di “temi tutt’altro che nuovi per le loro profonde radici filosofiche e per i pionieri che, in vari ambiti, li hanno alimentati nel corso del Novecento”. Ciò nonostante della stessa intelligenza artificiale tutti noi non riusciamo a cogliere pienamente le implicazioni e le connessioni. Anche tenendo conto – ricorda lo stesso Aresu – che il dibattito su questa tecnologia chiama in causa alcuni concetti chiave come l’origine dell’intelligenza stessa, i meccanismi con cui lavora il cervello e si sviluppa il pensiero, le applicazioni della stessa intelligenza artificiale alle macchine, i limiti quantitativi e qualitativi del calcolo e, su tutto, il problema dell’allineamento della tecnologia ai nostri bisogni e ai nostri valori.
Aresu va però oltre tutto questo. Il libro, infatti, cerca di condurre chi legge alla conoscenza delle aziende che alimentano l’intelligenza artificiale e – soprattutto – quali siano le loro implicazioni in un mondo radicalmente diviso, dilaniato dalla guerra tecnologica tra Stati Uniti e Cina, che attraversa l’infrastruttura e gli usi dell’intelligenza artificiale, e la corsa alle risorse, economiche e materiali, necessarie al suo continuo sviluppo. Il libro racconta quindi l’intreccio di relazioni tra filosofi, scienziati e imprenditori che stanno plasmando questo mondo. Persone come “Jensen” Huang, fondatore di NVIDIA e protagonista assoluto della rivoluzione tecnologica intorno all’AI, oppure “Bill” Dally, informatico e mente scientifica dietro ai microchip che rendono possibile l’evoluzione dell’AI, ma anche le storie dei manager meno conosciuti che operano in OpenAI.
Il libro di Aresu fa quindi comprendere il senso dell’intelligenza artificiale, il suo presente e i possibili scenari futuri, ma anche le lotte tra le aziende impegnate nel suo sviluppo e le ripercussioni geopolitiche negli equilibri mondiali.
Geopolitica dell’intelligenza artificiale
Alessandro Aresu
Feltrinelli, 2024