Una ricerca pubblicata da Banca d’Italia aiuta a comprendere che cosa è accaduto negli ultimi mesi

Comprendere il contesto in cui ci si muove e quindi agire con avvedutezza e responsabilità. Compiti fondamentale di tutti, ma, soprattutto, di chi ha il compito di condurre un’azienda. Conoscere e comprendere, dunque, come esercizi irrinunciabili che fanno parte di una cultura d’impresa a tutto tondo e che vanno svolti con strumenti adeguati. A questo serve la ricerca “I mercati dell’energia sotto pressione: lo shock di Hormuz del 2026” da poco pubblicata nelle Questioni di Economia e Finanza di Banca d’Italia e curata da Alessandro D’Orazio, Simone Emiliozzi, Fabrizio Ferriani, Andrea Gazzani, Marco Taboga e Giovanni Veronese.
Il lavoro analizza gli effetti, sui mercati globali dell’energia, del conflitto in Medio Oriente del 2026 e dell’interruzione dei traffici attraverso lo Stretto di Hormuz. L’analisi, riferita agli sviluppi fino alla metà del 2026, esamina l’impatto su offerta e prezzi di petrolio, prodotti raffinati e gas naturale liquefatto, i meccanismi di assorbimento dello shock e le principali risposte di policy, anche nel confronto con la crisi energetica del 2021-2022.
L’indagine spiega così come il conflitto abbia determinato la più grave interruzione fisica dell’offerta nella storia dei mercati energetici globali. I prezzi dell’energia – viene però notato – hanno registrato un netto rialzo, sebbene di entità inferiore a quanto l’ampiezza dell’interruzione fisica avrebbe lasciato presagire; ciò è stato possibile grazie agli elevati livelli di scorte preesistenti al conflitto, al rilascio di riserve di emergenza, al reindirizzamento dei flussi di materie prime e alla contrazione della domanda. Lo shock ha comunque assunto una portata globale, distinguendosi tuttavia dai precedenti shock energetici per diversi aspetti: l’entità senza precedenti, la propagazione ai mercati dei prodotti raffinati, l’asimmetria nell’esposizione tra gli importatori asiatici ed europei, nonché la sua incerta durata.
Il lavoro di ricerca di Alessandro D’Orazio e dei suoi colleghi ha una grande dote: presentare un tema complesso in uno spazio limitato e con dovizia di dati e considerazioni. È esattamente quello strumento che serve per apprendere con precisione cosa è accaduto e cosa sta accadendo.

I mercati dell’energia sotto pressione: lo shock di Hormuz del 2026
Alessandro D’Orazio, Simone Emiliozzi, Fabrizio Ferriani, Andrea Gazzani, Marco Taboga, Giovanni Veronese
Banca d’Italia, Questioni di Economia e Finanza (Occasional Papers), n. 1067, ottobre 2026