In un romanzo le vicende di una famiglia si intrecciano con quelle di una grande azienda
Imprese che raccontano la storia delle persone che vi lavorano (e quindi vi vivono per buona parte della loro vita). E persone che raccontano, con le loro storie di vita, imprese che hanno fatto un pezzo di storia sociale ed economica di un luogo quando non di un intero paese. Racconti personali e sociali, narrazioni che stanno tra l’economia e il vivere quotidiano. Non si tratta solo di esercizio di storia economica oppure di letteratura, ma anche di strumento per comprendere meglio passato e presente. Così è “La ragazza della Stipel”, romanzo di Pamela Bosi appena pubblicato.
Storia di Dianella – ragazza che da Lodi Vecchio negli Anni Trenta si ritrova a Milano al seguito del padre che ha trovato lavoro – il libro attraverso le sue vicende racconta quelle della Stipel cioè della la Società Telefonica Interregionale Piemontese e Lombarda, ovvero la storica compagnia telefonica italiana attiva tra il 1925 e il 1964.
Il libro – occorre sottolinearlo – non storia economica e nemmeno politica e sociale, e tantomeno gestionale di un’azienda. È “semplicemente” il racconto di una bambina che diventa ragazza e poi donna passando dall’ambiente tradizionale di un piccolo centro lombardo della prima metà del Ventesimo secolo a quello della grande città, anzi della città esempio per eccellenza di modernità e progresso. Quella città – Milano – che corre veloce e che con il boom economico porta nuove possibilità e promesse. Un orizzonte inaspettato che diventa eccezionale quando Dianella vince alla Stipel un concorso di dattilografia e comptometria (il calcolo rapido basato sull’uso del Comptometer, la prima calcolatrice meccanica azionata direttamente dai tasti, mestiere che tra l’altro oggi non esiste più). Ed è attraverso le vicende varie di Dianella che si dipanano la storia sociale ed economica del Paese tra un conflitto devastante e un’epoca successiva caratterizzata prima da una rapida crescita e poi da un percorso sempre più difficile. Vicende viste dagli occhi della protagonista e dalla particolare sua collocazione lavorativa. Una storia di coraggio e desiderio, quella raccontata da Pamela Bosi, che porta con sé le voci di chi ha costruito il futuro partendo da niente e racconta la Milano operosa e piena di speranza che è rimasta nel mito del nostro Paese. Chi legge sperimenta così ancora una volta – per fortuna – quanto la letteratura possa essere utile per comprendere la realtà.
La ragazza della Stipel
Pamela Bosi
Piemme, 2026