In un libro l’indicazione del percorso da intraprendere per comprendere questa nuova tecnologia

Non farsi trascinare dall’entusiasmo e nemmeno dal pessimismo. Tutto sommato, la capacità di valutare con attenzione ed equilibrio deve essere qualità di tutti. E ancora di più  di chi si trova a governare un’organizzazione. Qualità la cui importanza cresce nel momento delle scelte cruciali, ma anche quando ci si trova a dover valutare l’innovazione. È questo il caso dell’Intelligenza Artificiale: tecnologia dirompente ma certamente ancora poco conosciuta e spesso adoperata non avvedutamente.

È attorno a questo nodo di argomenti che si esercita Nicoletta De Vincenzi (oggi Senior Advisor per aziende, startup e organizzazioni sui temi dell’intelligenza artificiale, della strategia e della trasformazione digitale e con un passato ruoli di vertice internazionale in Google, Meta e TikTok) con il suo “L’intelligenza che resta umana” libro da poco pubblicato.

De Vincenzi esplora il confine tra ciò che nell’era dell’AI non dovrebbe essere automatizzato e ciò che deve restare responsabilità dell’uomo: il giudizio, il senso, la scelta. Perché, è la proposta dell’autrice, in un mondo dominato da dati, modelli e ottimizzazio­ne, l’intelligenza è un’infrastruttura decisionale che richiede visione, dati di qualità e leadership consapevole. Un approccio certamente non facile e che, appunto, necessità della capacità di non farsi prendere dai facili entusiasmi così come dai pessimismi più neri. Il libro quindi prende in considerazione tutte le declinazioni della AI e propone una serie di strumenti per ripensare processi, ruoli e responsabilità nell’adozione di quella che certamente può essere pensata come la tecno­logia più rivoluzionaria del secolo.

Il lettore, quindi, inizia affrontando l’AI vista come sistema che serve per decidere, passa poi ad approfondire il valore dei dati ed i limiti dei modelli per arrivare al momento in cui l’AI diventa un sistema che passa “dal suggerire all’operare”. Il libro si conclude con l’analisi degli aspetti collegati al “governare ciò che i sistemi sanno e producono”.

Leggere il libro di Nicoletta De Vincenzi significa dotarsi degli strumenti utili a destreggiarsi lungo un percorso – quello dell’adozione dell’AI – che comporta passaggi complessi e in alcuni casi rischiosi. Un cammino che deve essere sempre guidato da un concetto che la stessa autrice sintetizza efficacemente “L’AI non riduce il bisogno di pensare. Lo rende più difficile, e più ne­cessario”.

L’intelligenza che resta umana. Governare l’AI senza perdere il controllo

Nicoletta De Vincenzi

Castelvecchi, 2026