In un libro la storia di Bialetti e della famiglia che l’ha creata
Un’idea, un prodotto. E la capacità di far crescere l’una e l’altro. Tutto sommato ogni impresa è nata così. E ogni storia d’impresa racconta questo: la capacità di trasformare un’idea in qualcosa di concreto, trasformare cioè un sogno in realtà. Anche al di là e oltre le persone che hanno creato tutto. Si fa bene a leggere di questi racconti, perché si capisce della fatica e dell’ingegno che stanno dietro ad ogni organizzazione della produzione si fa viva e produce.
È questo il caso di “Un sogno di polvere e acqua. Storia della famiglia che ha inventato la Moka”. Scritto a quattro mani da Celestina Bialetti con Alessandro Barbaglia, il libro racconta, come dice il titolo, la storia di chi ha inventato la Moka, cioè uno degli oggetti davvero più iconici nel vissuto di generazioni di italiani.
Così come lo è – iconico – il caffè, e non a caso una delle presentazioni del libro è avvenuta, in luglio, al MUMAC, il Museo della macchina per caffè allestito dal Gruppo Cimbali.
Il libro si dipana dalle origini della fabbrica fin quasi ai giorni nostri, raccontandone le vicende che vanno di pari passo con quelle di due uomini che in comune forse hanno solo il fatto di essere padre e figlio. Il primo è Alfonso, il fondatore, colui che ha inventato questa macchinetta rivoluzionaria, che fa il caffè in pochi minuti: un sognatore prudente, che negli anni Trenta ha affidato alle proprie mani capaci un’intuizione geniale. Il secondo è Renato ed è tutto l’opposto: ambizioso, spregiudicato e dotato di una lungimiranza imprenditoriale senza pari. È grazie a lui se la Moka costruita in una piccola officina da suo padre, diventa l’oggetto che non può mancare in nessuna casa; è per merito suo se il “baffo” Bialetti diventa un marchio che sanno riconoscere anche i bambini. Diversi, Alfonso e Renato, eppure indispensabili l’uno all’altro. A sorvegliare il loro equilibrio incerto, come viene definito da Celestina Bialetti, ci sono le donne della famiglia: Ada moglie di Alfonso, che ha un talento naturale nel risolvere i guai, e Celestina (Tina), la più piccola dei Bialetti, che adesso ha firmato, insieme ad Alessandro Barbaglia, la storia dell’azienda.
Dalle origini ai nostri tempi – la Moka esiste ancora – è un succedersi non solo di vicende familiari e aziendali, ma anche di storia della società del nostro Paese. “Un sogno di polvere e acqua” è un libro tutto da leggere per capire come si crea un’imprese e quanto importanti, come sempre, siano le persone che la animano.
Un sogno di polvere e acqua. Storia della famiglia che ha inventato la Moka
Celestina Bialetti con Alessandro Barbaglia
Mondadori, 2026