Il secondo appuntamento con “Le strade della sicurezza”, approfondimento dedicato all’impegno di Pirelli per la sicurezza stradale, ricostruisce il contributo dell’azienda al dibattito culturale e istituzionale attraverso le pagine di alcune pubblicazioni negli anni della motorizzazione di massa. 

 

Nell’articolo “Promuovere la sicurezza stradale: il ruolo delle riviste aziendali” abbiamo visto come l’attenzione e l’impegno da parte di Pirelli per la sicurezza stradale, oggi come in passato, vada oltre la dimensione del prodotto e della tecnologia (la ricerca e lo sviluppo, i processi di produzione).

C’è un forte interesse verso il contesto della motorizzazione, la circolazione, le strade, un dibattito molto stimolante negli anni Cinquanta e Sessanta per la portata dei bisogni che andavano manifestandosi e delle soluzioni che via via si provvedeva a mettere a punto – sul piano teorico, legislativo e poi attuativo.

In questo senso la Rivista Pirelli dei primi anni Cinquanta è un “laboratorio” di aggiornamento, riflessione e confronto internazionale sul tema della circolazione stradale e della sua ricaduta sulla sicurezza: “Il problema è di grande attualità e la rivista intende trattarlo ampiamente. Non si può rimanere estranei ai dibattiti che si stanno svolgendo ora su tutta la stampa… l’ing. Giovanni Canestrini, una delle massime autorità nel campo automobilistico internazionale, che ci assicura da questo numero la sua regolare e ambita collaborazione”. È così che sul n. 6 del 1951 la Rivista lancia la rubrica “Il problema del giorno. Traffico e circolazione stradale”, con un articolo a firma del Comandante del Corpo dei Vigili Urbani di Milano, Giovanni Bozzi, che affronta nello specifico il tema degli incidenti cittadini ma che di fatto è rappresentativo dell’approccio che caratterizzerà questo appuntamento in tutte le uscite a seguire. C’è sempre una parte di esposizione di casi concreti, osservati nel dettaglio con occhio fotografico (nel primo articolo Milano, l’introduzione dei sottopassaggi in Via Orefici, l’introduzione del senso unico in Via Montenapoleone), posto poi in relazione con scenari internazionali (le statistiche del traffico di New York, Sydney, Parigi, Bombay nel succitato articolo) e considerazioni sempre sostenute da dati statistici e studi metodologici (le statistiche della Vigilanza Urbana,  l’attività dell’Ufficio Cartografia); segue una parte “propositiva” che porta con sé proposte tecniche, legislative e propagandistico-didattiche.

Il secondo appuntamento sul n. 1 del 1952 “Rapporto fra circolazione e incidenti” è degno di nota, oltre che per il rigore dei contenuti (è a firma Prof. Francesco Brambilla, Docente di Statistica all’Università Bocconi di Milano), anche per la ricchezza dell’apparato illustrativo, che alla grafica e alle fotografie, affianca alcune divertenti illustrazioni di Riccardo Manzi. Un tocco di leggerezza per un argomento che pesa di formule matematiche e di incidenti stradali, ma anche un segno distintivo della Rivista Pirelli e in senso più ampio della cultura d’impresa aziendale, che fa dialogare i saperi tecnico-scientifici con quelli umanistici, con l’obiettivo di innalzare ed espandere il livello di cultura e conoscenza.

Nell’ambito della stessa rubrica, con l’articolo “Problema del giorno, problema di un anno”, pubblicato sul n. 6 del 1952, entra nel dibattito della Rivista Pirelli il Piano Aldisio, il programma di trasformazione e riassetto del sistema della viabilità nazionale presentato dall’allora Ministro dei Lavori Pubblici Salvatore Aldisio in occasione della discussione del Bilancio 1952-53 alla Camera, raccontato qui a scopo divulgativo e ripreso un anno dopo, nella Rivista Pirelli n. 2 del 1953, dal Ministro Aldisio stesso con un articolo a sua firma  “Perché ho ideato il piano Aldisio”  . I due contributi costituiscono una significativa testimonianza dell’ambizioso progetto che aveva acceso l’entusiasmo dell’Italia motorizzata del secondo dopoguerra e, al tempo stesso, dell’impiego del linguaggio cartografico nella Rivista Pirelli, che si distingue nel panorama editoriale dell’epoca per la capacità di intrecciare registri e codici espressivi differenti.

“Occhio fotografico sulle zone pericolose” è un ulteriore format dedicato alla sicurezza stradale. Si sceglie un punto, uno snodo, un passaggio, lo si fotografa e poi con una didascalia se ne descrivono gli elementi di pericolosità. Sul n. 3 del 1953 è Peschiera la località presa di mira “Occhio fotografico sulle zone pericolose: Peschiera”: “Sulla Padana Superiore, nel tratto Brescia-Vicenza, i punti pericolosi sono parecchi, soprattutto in rapporto al volume e all’intensità del traffico…”.

Concludiamo questa selezione di contributi della Rivista Pirelli al dibattito culturale e istituzionale sulla sicurezza con l’articolo “Una grande inchiesta sulla circolazione”  apparso sul n. 1 del 1954, dove è lo stesso ing. Giovanni Canestrini, coordinatore della rubrica “Il problema del giorno. Traffico e circolazione stradale”, a dar conto del nuovo sondaggio di opinione degli automobilisti italiani effettuata dalla Doxa per conto di Pirelli.

Dagli anni Cinquanta agli anni Sessanta, dalla Rivista Pirelli distribuita in edicola per il grande pubblico a “Pi vendere”, la rivista rivolta ai rivenditori di pneumatici a cura della Direzione Vendite Pneumatici, uscita tra il 1958 e il 1970, uno degli strumenti della politica promozionale dell’azienda e un canale rilevante anche in tema di comunicazione sulla sicurezza

Su “Pi vendere” l’attenzione è costante sulle gomme. In particolare, “Pi vendere” ci aiuta a ricostruire il cammino sia dell’opinione pubblica, sia in ambito legislativo, che porta alla determinazione di una legge che vieti i pneumatici logori in nome – appunto – della sicurezza.

Sul n. 2 del 1961 l’articolo “Alt! Pneumatici lisci” argomenta la necessità che anche l’Italia si doti di una legge contro i pneumatici logori, a “salvaguardia della pubblica incolumità”, quando “nei principali paesi d’Europa il Codice Stradale stabilisce pene gravi per chi circola con pneumatici lisci”. E “in attesa di provvedimenti legislativi in questa importantissima materia, …, Voi, amici rivenditori, grazie al vostro particolare lavoro, che vi pone continuamente a contatto con gli automobilisti, potete assolvere meglio di altri a questa delicata funzione di educazione e di vigilanza”.

Sul n. 3 del 1963 l’articolo “Proposta la legge contro i pneumatici logori” affronta l’argomento “gomme logore” con l’approccio tipico di “Pi vendere”, che si rivolge ai venditori di pneumatici includendo sempre un contenuto di costruzione di cultura e sensibilizzazione. L’articolo infatti abbina il racconto dell’iter che sta portando alla legge alle istruzioni utili per allestire una “vetrina gomme logore”, iniziativa di tipo commerciale che non rinuncia ai riferimenti istituzionali.

Sul n. 1 del 1967, nell’articolo “Stop alle gomme logore”, l’azienda esprime una posizione molto chiara e auspica che “ci si decida senz’altro ed al più presto ad avere una legge che vieti di circolare con le gomme lisce anche sulle strade normali”.

Si tratta di contributi che si distinguono per la determinazione sia delle ricostruzioni tecniche sia della posizione assunta nel quadro dell’impegno istituzionale sulla sicurezza stradale, a partire dalla strada.

Un impegno che continua nel tempo ed è vivo nel presente: nel 2025 Pirelli ha siglato con la Regione Puglia un accordo per attivare un sistema di monitoraggio della rete viaria nel territorio regionale con lo scopo di creare una mappa dello “stato di salute” delle strade pugliesi. Si tratta del primo sistema al mondo di monitoraggio stradale capace di unire dati rilevati dai pneumatici, elaborati dal sistema hardware e software Pirelli Cyber Tyre, con quelli visivi, raccolti con la tecnologia Univrses attraverso telecamere installate a bordo delle autovetture, tecnologia che Pirelli ha deciso di fare sempre più propria acquisendo una quota del 30% in Univrses (con l’opzione per raggiungere la maggioranza) rafforzando le soluzioni per il monitoraggio della rete stradale e per la guida autonoma.

Appuntamento al prossimo approfondimento “Le strade della sicurezza” con le grandi campagne pubblicitarie che hanno dato voce alla promessa di un viaggio in sicurezza. Sempre con Pirelli.