Pubblicata una ricerca che mette in relazione passato e presente del caso Olivetti

La fabbrica che si fa cultura per la comunità e il territorio. Cultura per tutti. Che segna con la sua impronta il presente e rimane come indicazione per il futuro. Esempi che illustrano tutto questo ve ne sono lungo la storia economica e sociale, uno di questi è certamente quello della Olivetti e di Ivrea. È attorno a questo tema che ragiona Matilde Martellini con il suo intervento “La « collection » Olivetti. Architecture et enjeux du moderne dans l’Ivrée contemporaine” da poco pubblicato.

Il saggio di Martellini esamina Ivrea come laboratorio esemplare della modernità industriale del Novecento. Un luogo geografico e umano dove architettura, produzione, riforma sociale e pianificazione territoriale confluirono nel progetto Olivetti. La ricerca ha una particolarità: piuttosto che interpretare la città come una mera collezione di edifici d’autore, considera la stessa come un complesso sistema urbano plasmato da fabbriche, strutture di welfare, quartieri residenziali, infrastrutture e paesaggi. Non quindi un “catalogo” di opere da analizzare, ma un tutt’uno di realizzazioni – di varia natura e forma – che deve essere colto nel suo insieme.

La ricerca di Matilde Martellini si concentra comunque sue due punti. L’area dedicata ad una particolare zona della città e il progressivo riconoscimento di Ivrea come patrimonio storico dell’umanità, dalle prime indagini e misure di tutela urbana fino all’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 2018.

Ma il lavoro non si ferma qui. L’autenticità della fabbrica che si fa cultura per un territorio, infatti, viene posta a confronto con le necessità legate al riutilizzo degli spazi e alla conservazione dei materiali, oltre che con i sistemi costruttivi moderni. Da qui una proposta: la necessità di adottare in luoghi di questo genere una sorta di “strategia di conservazione integrata”, in grado di salvaguardare non solo i singoli edifici, ma anche le relazioni spaziali, sociali e paesaggistiche che definiscono la duratura rilevanza contemporanea del patrimonio senza però venir meno a determinate esigenze d’uso.

La « collection » Olivetti. Architecture et enjeux du moderne dans l’Ivrée contemporaine

Matilde Martellini

RA 1|2026, pagg. 106 – 123