Uno studio pubblicato da poco mette in relazione la fisionomia delle aziende a capitale familiare con la loro capacità di passare da padre in figlio

Imprese di padre in figlio. Imprese che si tramandano per generazioni. Non sempre in modo “facile”, spesso, anzi dovendo affrontare complessità diverse per passare non solo tecniche e organizzazione, ma anche quella cultura del produrre che rende ogni impresa diversa dalle altre seppur con una radice comune. È attorno a questi temi che ragionano Michele Cascarano, Sara Garbin, Sauro Mocetti e Francesca Modena (economisti di Banca d’Italia) con la ricerca “Le imprese familiari e i passaggi generazionali in Italia” appena pubblicata nella serie delle Questioni di Economia e Finanza (Occasional Papers).

Il lavoro analizza la diffusione delle imprese familiari in Italia e la loro evoluzione nel decennio 2014-2024, le differenze rispetto alle altre imprese in termini di dimensione, produttività e altri indicatori economici ma soprattutto approfondisce il tema del trasferimento del controllo, confrontando i passaggi generazionali all’interno della famiglia con quelli che comportano l’ingresso di nuovi soci.

Tema importante, quello del passaggio generazione nelle imprese familiari, soprattutto tenendo conto – notano gli autori della ricerca – che in Italia circa tre società di capitali su quattro sono familiari. Oltre un’impresa familiare su cinque ha almeno un socio anziano e deve affrontare il tema del ricambio proprietario, con una particolarità di cui tenere conto: i passaggi generazionali non si associano in media a variazioni significative nelle prestazioni e nei risultati aziendali, mentre l’ingresso di soci esterni è accompagnato da una crescita sia dell’occupazione sia della produttività. Una condizione che ha rafforzato la proprietà familiare.

Cascarano, Garbin, Mocetti e Modena concludono: “Le imprese familiari sono mediamente più piccole e meno produttive; esse, tuttavia, sono più resilienti e hanno margini operativi maggiori, grazie a una strategia industriale più prudente e orientata al contenimento dei costi”. Certo, non mancano le difficoltà (il trasferimento di competenze e relazioni, gli adempimenti burocratici e la carenza di successori adeguati), ma quando si riesce ad effettuare passaggi corretti, i risultati si declinano in un miglioramento della produttività e delle prestazioni generali dell’impresa.

Le imprese familiari e i passaggi generazionali in Italia

Michele Cascarano, Sara Garbin, Sauro Mocetti e Francesca Modena

Banca d’Italia, Questioni di Economia e Finanza (Occasional Papers), n. 1068