Niccolò Ammaniti, con il suo nuovo libro “Il custode”, ci riporta in Sicilia, in un paesino che si affaccia sul mare, sospeso nel tempo. Qui incontriamo Nilo, un tredicenne che vive con la madre Agata, capofamiglia autoritario, che gestisce un’azienda di lavorazione del marmo, e la zia Rosi. Una famiglia apparentemente normale, che però nasconde un segreto che viene tramandato di generazione in generazione: i Vasciaveo sono i custodi di un essere antico e misterioso, che vive nel bagno della loro casa. Un compito che li vincola, rendendoli a loro volta prigionieri. La vita di Nilo sembra così segnata da un destino già deciso, ma l’arrivo in paese di Arianna e di sua figlia Saskia spariglia le carte, portando il protagonista a scoprire nuovi sentimenti e interrogarsi sul proprio compito. Ammaniti scrive un romanzo di formazione che si intreccia al racconto horror e alla weird fiction, attingendo alla mitologia greca per creare un’atmosfera surreale e onirica. Una storia breve, viscerale e intensa, scritta con uno stile tagliente ed evocativo, che riesce a mettere addosso al lettore una profonda inquietudine. L’autore costruisce un mondo in cui il male s’insinua nel quotidiano, nella casa e nella famiglia del protagonista, che per crescere dovrà affrontare l’orrore e infrangere le sue certezze.

Il custode

Niccolò Ammaniti

Einaudi, 2026