Pubblicato il settimo rapporto Nomisma, CRIF, CRIBIS sulle “imprese Controvento”
Aziende che sono esempi non da imitare pedissequamente ma da cui trarre ispirazione. Imprese a tutto tondo del settore manifatturiero italiano capaci di ottenere risultati superiori alla media anche in contesti economici complessi. Si tratta delle “imprese Controvento”, oggetto di analisi particolari da tempo. Imprese di questo genere ve ne sono – e numerose – e, come si è detto da alcuni anni, sono oggetto di studi particolari condotti dall’Osservatorio “Controvento: le aziende che guidano il Paese” – curato da Nomisma in collaborazione con CRIF e CRIBIS, società del gruppo CRIF specializzata nel fornire informazioni, soluzioni e consulenza alle imprese – che ha da poco pubblicato il suo settimo rapporto.
Imprese, dunque, che possono essere poste come esempi e che, negli anni, continuano a rafforzarsi, segno della loro non estemporaneità di prestazioni. Imprese che, evidentemente, sono forti di una loro cultura del produrre non comune ma non per questo inimitabile. L’indagine che ogni anno viene prodotta, indica, tuttavia, che le “imprese Controvento” evidenziano una divergenza strutturale tra modelli produttivi in grado di generare valore e modelli che faticano ad intraprendere solidi percorsi di crescita. I ricercatori di Nomisma, CRIF e CRIBIS avvertono comunque che questo gruppo di imprese virtuose non è per nulla minoritario. Dall’analisi aggregata dei bilanci 2024 – gli ultimi disponibili analizzato dalla ricerca – emerge come il 7,4% delle aziende manifatturiere italiane presenti livelli di competitività tali da rientrare nel gruppo delle “imprese Controvento” che attraversa tutte le classi dimensionali, dalle piccole e medie imprese fino a un nucleo più ristretto di aziende di grandi dimensioni con un peso rilevante in termini di ricavi. Questa distribuzione evidenzia come la capacità di generare prestazioni superiori alla media non dipenda esclusivamente dalla scala produttiva, ma da un insieme di fattori.
Ma quali sono quindi gli elementi che fanno la differenza? Gli indicatori analizzati dall’Osservatorio delineano un sistema di imprese caratterizzato da maggiore resilienza, forte propensione al cambiamento e un orientamento competitivo più marcato. Caratteristiche che, declinate in altro modo, significano attenzione all’innovazione ma anche capacità di adattamento, capacità di continuità nelle prestazioni produttive unita all’attenzione al cambiamento oltre che all’integrazione delle tecnologie digitali con quello che sinteticamente viene definito come “capitale umano”.
La ricerca di Nomisma, CRIF e CRIBIS fa parte di quella serie di analisi e ricerche che contribuiscono a chiarire situazione e prospettive dell’economia e delle imprese che la animano.
Controvento: le aziende che guidano il Paese
AA.VV.
Nomisma in collaborazione con CRIF e CRIBIS, 2026