Giunge al termine l’edizione 2026 di “Cinema & Storia”, il corso di formazione e aggiornamento gratuito per docenti delle scuole secondarie, dal titolo “Cittadine! Pagine di storia delle donne, una storia di tutti”, che ha coinvolto quest’anno più di 260 docenti da tutta Italia. Curato da Fondazione Pirelli e Fondazione ISEC e giunto alla sua quattordicesima edizione, il corso abbina la trattazione di temi storici e la visione di film – commentati e resi disponibili da Cineteca di Bologna – attraverso sei appuntamenti online e una visita degli spazi di Fondazione Pirelli.
Dal confine tra privato e pubblico alle donne imprenditrici e protagoniste dell’editoria del Novecento, dalla conquista del suffragio femminile all’esperienza della guerra e della Resistenza, dove si ridefiniscono cittadinanza e diritti: “Cittadine!” non ha affrontato solo alcuni temi di storia delle donne, ma ha esplorato un capitolo che è parte integrante dell’identità del nostro Paese.

Ciascuna lezione del corso è stata introdotta da “L’Archivio racconta”, un breve momento di riflessione sul valore del patrimonio storico conservato in Fondazione Pirelli, condotto attraverso una selezione di documenti legati al tema portante di questa edizione: fotografie, house organ aziendali – dalla “Rivista Pirelli” a “Fatti e Notizie” – bozzetti e materiali pubblicitari hanno raccontato una storia d’impresa che è anche una storia al femminile.

“Tra privato e pubblico: lavoro domestico, consumo, tecnologie” è stata la prima tappa del corso, inaugurato da Raimonda Riccini, storica del design, che ha approfondito come nel Novecento la vita domestica sia diventata scenario di una vera e propria rivoluzione che ha al centro la casa, il nucleo familiare e le donne in particolare, tra nuovi diritti e costumi. La lezione è stata accompagnata dalla visione di Nilde Iotti – Il tempo delle donne di Peter Marcias, documentario che ricostruisce le vicende di una figura che ha scardinato tabù e contribuito a emancipare la società civile italiana.

Adriana Castagnoli – storica, economista ed editorialista de “Il Sole 24 Ore” – ha ricostruito l’evoluzione dell’imprenditoria femminile nella società contemporanea, indagando le figure protagoniste dall’Ottocento a oggi, tra discontinuità e linee di trasformazione, in Italia e all’estero. Personalità come quella di Alice Guy, al centro di una selezione di cortometraggi curata dalla Cineteca di Bologna: pioniera del cinema, produttrice, imprenditrice e regista de “La Fée aux choux” (1896), passato alla storia come il primo film di finzione.

La presenza femminile nel mondo del libro e della lettura in tutti gli ambiti professionali che le hanno viste protagoniste, spesso in ombra – traduttrici, collaboratrici e consulenti, editor, editrici e autrici – è stata il tema portante della lezione di Irene Piazzoni, docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Milano. Tra le donne nell’editoria anche Katharine Graham, editrice del “Washington Post” la cui storia è raccontata nel film The Post. Prima donna al timone di un prestigioso giornale, nel 1971 Katharine decide di pubblicare il monumentale scandalo di Stato sulla guerra in Vietnam, a rischio della sua azienda e della prigione.

La tappa del 2 giugno ’46 è stata affrontata durante l’intervento di Patrizia Gabrielli, professoressa ordinaria di Storia contemporanea e Storia di genere: la data ha segnato il culmine del suffragio femminile e del progetto di cittadinanza democratica fondato su una partecipazione responsabile e capace di saldare diritti politici e diritti sociali. A completare l’incontro, il film Divorzio all’italiana: un feroce atto d’accusa contro il delitto d’onore — allora tollerato dal nostro codice penale — con  Marcello Mastroianni in una pellicola vincitrice dell’Oscar per la migliore sceneggiatura.

Con la quinta lezione del corso, condotta da Dianella Gagliani, professore associato in Storia contemporanea all’Università degli Studi di Bologna, si sono esaminate le modalità in cui la guerra, pur segnata da un immenso portato di dolore, ha rappresentato per le donne un’occasione di presa di coscienza e rivalsa. In questo contesto si è evidenziato come anche la Resistenza italiana abbia contribuito ad avviare per loro un percorso verso una nuova forma di cittadinanza. Le raffinate animazioni in bianco e nero del film Persepolis hanno invece condotto i corsisti attraverso la vita di Marjane Satrapi: vent’anni di storia visti con gli occhi di una piccola iraniana che cresce, scopre la storia della propria famiglia e del proprio Paese, vede una rivoluzione e poi una guerra, soffre ed emigra.

I docenti hanno avuto poi l’occasione di scoprire i profondi cambiamenti del lavoro industriale che si sono susseguiti nel tempo visitando la Fondazione Pirelli: dalle presenze “in rosa” alla fine dell’Ottocento alla Grande Guerra, quando la componente femminile cresce in modo significativo, fino al secondo dopoguerra, momento in cui il lavoro in fabbrica diventa per molte giovani una possibilità di autonomia ed emancipazione.

Il corso si è concluso con l’incontro Dallo schermo alla storia: le donne nel cinema a cura di Anna Masecchia, Professoressa Associata di Cinema, fotografia, radio, televisione e media digitali presso l’Università degli Studi di Firenze, e Simone Fratini di Schermi e Lavagne, Dipartimento educativo della Cineteca di Bologna. Dunte quest’ultima tappa, si è spiegato come, fin dalle sue origini, il cinema ha contribuito a costruire l’immaginario sociale attorno alla figura femminile, mettendo in scena ruoli, conflitti e trasformazioni che attraversano il Novecento. Ripercorrendo la vita di personaggi iconici e linguaggi diversi, si sono mostrate le tensioni tra sfera privata e pubblica, tra norme sociali e desideri individuali.