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La “fabbrica comunitaria”, regole e possibilità

Pubblicata una analisi dal punto di vista giuridico dell’esperimento di Olivetti

La cultura d’impresa e l’esperienza di Adriano Olivetti nel Mezzogiorno vista non solo dal punto di vista storico ed economico, ma anche da quello giuridico. Punto di osservazione interessante, utile per comprendere meglio il profilo di un imprenditore preso a modello da molti ma che non si smette mai di riscoprire. E’ l’intento di “L’impegno di Olivetti per il Mezzogiorno: il diritto e la “Comunità”, la pianificazione e la fabbrica di Pozzuoli”, ricerca di Andrea Zauri (Università di Salerno) da poco pubblicata su Iura & Legal Systems.

“Cos’è questa fabbrica comunitaria? È un luogo di lavoro dove alberga la giustizia, ove domina il progresso, dove si fa luce la bellezza, nei dintorni della quale l’amore, la carità, la tolleranza sono nomi e voci non prive di senso”. Così inizia l’indagine di Zauri che coglie in poche righe il nesso da indagare: il rapporto tra la dimensione giuridica e quella sociale in una esperienza significativa come quella vissuta nella fabbrica olivettiana.

Zauri ricorda che l’idea di “Comunità” costituiva per Olivetti il nucleo essenziale della società e il banco di prova di ogni esperimento sociale. Collettività e fabbrica rappresentavano una diade inscindibile intorno a ciò che furono le esperienze d’Ivrea e di Pozzuoli. Non semplicemente un’utopia, ma un risultato concreto dell’azione di Olivetti: un luogo di lavoro ideale e una realtà di fatto. Zauri si chiede: “Si trattava di comprendere quale fine ulteriore si potesse attribuire al lavoro industriale: era concepibile l’aspirazione al raggiungimento di migliori condizioni, non solo economiche, come effetto del tempo trascorso in fabbrica? Era possibile inserire un opificio tra i fattori di miglioramento della vita dei singoli, così come collocati nel loro contesto sociale, industriale e, naturalmente, e non ultimo, territoriale?”.

L’articolo tenta quindi di analizzare il rapporto tra diritto ed economia attraverso la vicenda esemplare della fabbrica inaugurata a Pozzuoli da Adriano Olivetti e di seguire la concreta attuazione del diritto fondamentale previsto dalla nostra Costituzione.

La ricerca di Andrea Zauri non è sempre di facile lettura, ma è importante perché osserva da un punto di vista diverso un tema esplorato più volte e fornisce così un’interpretazione particolare della cultura del produrre olivettiana.

 

L’impegno di Olivetti per il Mezzogiorno: il diritto e la “Comunità”, la pianificazione e la fabbrica di Pozzuoli

Andrea Zauri

Iura & Legal Systems – 2025/4, B (5): 62-72

Pubblicata una analisi dal punto di vista giuridico dell’esperimento di Olivetti

La cultura d’impresa e l’esperienza di Adriano Olivetti nel Mezzogiorno vista non solo dal punto di vista storico ed economico, ma anche da quello giuridico. Punto di osservazione interessante, utile per comprendere meglio il profilo di un imprenditore preso a modello da molti ma che non si smette mai di riscoprire. E’ l’intento di “L’impegno di Olivetti per il Mezzogiorno: il diritto e la “Comunità”, la pianificazione e la fabbrica di Pozzuoli”, ricerca di Andrea Zauri (Università di Salerno) da poco pubblicata su Iura & Legal Systems.

“Cos’è questa fabbrica comunitaria? È un luogo di lavoro dove alberga la giustizia, ove domina il progresso, dove si fa luce la bellezza, nei dintorni della quale l’amore, la carità, la tolleranza sono nomi e voci non prive di senso”. Così inizia l’indagine di Zauri che coglie in poche righe il nesso da indagare: il rapporto tra la dimensione giuridica e quella sociale in una esperienza significativa come quella vissuta nella fabbrica olivettiana.

Zauri ricorda che l’idea di “Comunità” costituiva per Olivetti il nucleo essenziale della società e il banco di prova di ogni esperimento sociale. Collettività e fabbrica rappresentavano una diade inscindibile intorno a ciò che furono le esperienze d’Ivrea e di Pozzuoli. Non semplicemente un’utopia, ma un risultato concreto dell’azione di Olivetti: un luogo di lavoro ideale e una realtà di fatto. Zauri si chiede: “Si trattava di comprendere quale fine ulteriore si potesse attribuire al lavoro industriale: era concepibile l’aspirazione al raggiungimento di migliori condizioni, non solo economiche, come effetto del tempo trascorso in fabbrica? Era possibile inserire un opificio tra i fattori di miglioramento della vita dei singoli, così come collocati nel loro contesto sociale, industriale e, naturalmente, e non ultimo, territoriale?”.

L’articolo tenta quindi di analizzare il rapporto tra diritto ed economia attraverso la vicenda esemplare della fabbrica inaugurata a Pozzuoli da Adriano Olivetti e di seguire la concreta attuazione del diritto fondamentale previsto dalla nostra Costituzione.

La ricerca di Andrea Zauri non è sempre di facile lettura, ma è importante perché osserva da un punto di vista diverso un tema esplorato più volte e fornisce così un’interpretazione particolare della cultura del produrre olivettiana.

 

L’impegno di Olivetti per il Mezzogiorno: il diritto e la “Comunità”, la pianificazione e la fabbrica di Pozzuoli

Andrea Zauri

Iura & Legal Systems – 2025/4, B (5): 62-72

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