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Benessere d’impresa

Una tesi discussa presso l’Università di Padova affronta l’evoluzione del welfare aziendale e le sue prospettive

 

Benessere in azienda come elemento cruciale e determinante per il successo d’impresa. Realtà ormai per molte organizzazioni della produzione, ma non per tutti. Anche se il welfare è ormai parte integrante nei contratti di lavoro. Attorno al tema ragiona Giorgia Scomparin con la sua ricerca trasformata in una tesi discussa presso l’Università di Padova Dipartimento di scienze politiche, giuridiche e studi internazionali.

Scomparin parte da una considerazione: negli ultimi anni, il welfare aziendale ha assunto un ruolo sempre più rilevante all’interno delle strategie organizzative di molte imprese italiane. Constatazione che è solo in apparenza banale, perché, come ricorda la stessa Scomparin, nato come strumento integrativo rispetto al welfare pubblico, “il welfare aziendale si è trasformato in un vero e proprio sistema di benefit volto a migliorare il benessere dei lavoratori, aumentare la produttività e fidelizzare il personale a un costo inferiore per le aziende rispetto alle normali erogazioni salariali”.

Oggi si ha a che fare con ciò che i tecnici indicano come “work-life balance” e qualità della vita lavorativa che hanno reso il welfare aziendale una leva strategica sempre più diffusa, incentivata anche dal legislatore attraverso vantaggi fiscali.

Scomparin tuttavia ricorda come “accanto ai benefici, emergono anche importanti criticità”. Ed è anche su queste che si concentra l’indagine. In particolare, sulla natura selettiva del modello che rischia di creare disuguaglianze tra lavoratori, territori e settori produttivi. Senza dire, stando sempre a Scomparin, che “l’esenzione fiscale concessa ai benefit aziendali comporta una perdita di gettito per lo Stato, con potenziali ricadute sul finanziamento del welfare pubblico”.

La ricerca analizza quindi il fenomeno del welfare aziendale in Italia, partendo dalla sua definizione ed evoluzione normativa, passando poi ad esaminare i vantaggi e le criticità per poi proporre alcune prospettive di sviluppo sostenibile ed equo.

Il lavoro di Giorgia Scomparin non aggiunge particolari novità al tema del welfare e delle sue evoluzioni, ma ha il grande merito di dare ordine ad un argomento che continua ad avere un grande interesse per la buona cultura d’impresa.

Il welfare aziendale in Italia: vantaggi, criticità e prospettive future tra pubblico e privato

Giorgia Scomparin

Tesi, Università degli studi di Padova Dipartimento di scienze politiche, giuridiche e studi internazionali Corso di laurea Triennale in Scienze politiche, Relazioni internazionali, Diritti Umani, 2025

Una tesi discussa presso l’Università di Padova affronta l’evoluzione del welfare aziendale e le sue prospettive

 

Benessere in azienda come elemento cruciale e determinante per il successo d’impresa. Realtà ormai per molte organizzazioni della produzione, ma non per tutti. Anche se il welfare è ormai parte integrante nei contratti di lavoro. Attorno al tema ragiona Giorgia Scomparin con la sua ricerca trasformata in una tesi discussa presso l’Università di Padova Dipartimento di scienze politiche, giuridiche e studi internazionali.

Scomparin parte da una considerazione: negli ultimi anni, il welfare aziendale ha assunto un ruolo sempre più rilevante all’interno delle strategie organizzative di molte imprese italiane. Constatazione che è solo in apparenza banale, perché, come ricorda la stessa Scomparin, nato come strumento integrativo rispetto al welfare pubblico, “il welfare aziendale si è trasformato in un vero e proprio sistema di benefit volto a migliorare il benessere dei lavoratori, aumentare la produttività e fidelizzare il personale a un costo inferiore per le aziende rispetto alle normali erogazioni salariali”.

Oggi si ha a che fare con ciò che i tecnici indicano come “work-life balance” e qualità della vita lavorativa che hanno reso il welfare aziendale una leva strategica sempre più diffusa, incentivata anche dal legislatore attraverso vantaggi fiscali.

Scomparin tuttavia ricorda come “accanto ai benefici, emergono anche importanti criticità”. Ed è anche su queste che si concentra l’indagine. In particolare, sulla natura selettiva del modello che rischia di creare disuguaglianze tra lavoratori, territori e settori produttivi. Senza dire, stando sempre a Scomparin, che “l’esenzione fiscale concessa ai benefit aziendali comporta una perdita di gettito per lo Stato, con potenziali ricadute sul finanziamento del welfare pubblico”.

La ricerca analizza quindi il fenomeno del welfare aziendale in Italia, partendo dalla sua definizione ed evoluzione normativa, passando poi ad esaminare i vantaggi e le criticità per poi proporre alcune prospettive di sviluppo sostenibile ed equo.

Il lavoro di Giorgia Scomparin non aggiunge particolari novità al tema del welfare e delle sue evoluzioni, ma ha il grande merito di dare ordine ad un argomento che continua ad avere un grande interesse per la buona cultura d’impresa.

Il welfare aziendale in Italia: vantaggi, criticità e prospettive future tra pubblico e privato

Giorgia Scomparin

Tesi, Università degli studi di Padova Dipartimento di scienze politiche, giuridiche e studi internazionali Corso di laurea Triennale in Scienze politiche, Relazioni internazionali, Diritti Umani, 2025

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