L’umanità di Industria 5.0
Pubblicato un libro a più mani che racconta lo scenario attuale tra tecnologia e necessità di porre l’uomo al centro
Non solo tecnologia. Anzi, di più: tecnologia affiancata obbligatoriamente da altri elementi innovativi complessi che vanno correttamente intesi per non rimanere sopraffatti. Condizione comune a tutti da quanto lo scenario di Industria 5.0 s’è fatto realtà basandosi su un’affermazione: superare il tecno-centrismo e porre al centro la persona, coniugando innovazione con sostenibilità, resilienza e giustizia sociale. Ma cosa significa porre l’uomo al “centro” nell’era digitale? Quale è davvero il paradigma emergente dell’Industria 5.0?
Leggere “L’Europa e le sfide dell’industria 5.0. Per governare e non subire le rivoluzioni del nostro tempo”, curato da Massimo Adinolfi, Pietro Maffettone e Massimiliano Scarpetta, può essere un buon modo per capire di più.
Il libro raccoglie una serie di contributi che offrono una lettura multidisciplinare – dalla filosofia al diritto, dall’economia alla geografia – delle implicazioni etiche, politiche e culturali della trasformazione digitale, indagando l’impatto dell’automazione sul lavoro, sulla democrazia e sui diritti. Hanno partecipato alla composizione del volume oltre ai curatori anche Paolo Benanti, Roger Abravanel, Barbara Carfagna, Sabino Cassese, Danila De Stefano, Lorenzo Mariani, Raffaele Mauro, Stefano Quintarelli, Paola Severino e Laura Sposato: ognuno ha portato la sua personale visione e interpretazione di Industria 5.0 contribuendo a costruire un’analisi multidisciplinare della stessa: quello che serve per capire meglio.
Dopo aver raccontato come è nato il progetto che ha condotto al libro, viene quindi affrontato il passaggio da Industria 4.0 a Industria 5.0e poi l’evoluzione della politica industriale che ha accompagnato questo percorso. Il libro passa quindi ad approfondire alcuni aspetti fondamentali di Industria 5.0: l’automazione e il mercato, la sua organizzazione spaziale e sociale, ma anche temi come le relazioni con il lavoro e la giustizia distributiva. Chiude il volume una serie di interviste ognuna delle quali porta una particolare visione del tema. Il testo sottolinea quindi la necessità di politiche pubbliche inclusive, capaci di governare l’innovazione senza soffocarne il potenziale, sostenendo un modello di sviluppo europeo umano-centrico. Soprattutto, il libro di Adinolfi, Maffettone e Scarpetta invita ad un dialogo informato che permetta di governare, anziché subire, le rivoluzioni del nostro tempo.
L’Europa e le sfide dell’industria 5.0. Per governare e non subire le rivoluzioni del nostro tempo
Massimo Adinolfi, Pietro Maffettone, Massimiliano Scarpetta
Franco Angeli, 2026
Pubblicato un libro a più mani che racconta lo scenario attuale tra tecnologia e necessità di porre l’uomo al centro
Non solo tecnologia. Anzi, di più: tecnologia affiancata obbligatoriamente da altri elementi innovativi complessi che vanno correttamente intesi per non rimanere sopraffatti. Condizione comune a tutti da quanto lo scenario di Industria 5.0 s’è fatto realtà basandosi su un’affermazione: superare il tecno-centrismo e porre al centro la persona, coniugando innovazione con sostenibilità, resilienza e giustizia sociale. Ma cosa significa porre l’uomo al “centro” nell’era digitale? Quale è davvero il paradigma emergente dell’Industria 5.0?
Leggere “L’Europa e le sfide dell’industria 5.0. Per governare e non subire le rivoluzioni del nostro tempo”, curato da Massimo Adinolfi, Pietro Maffettone e Massimiliano Scarpetta, può essere un buon modo per capire di più.
Il libro raccoglie una serie di contributi che offrono una lettura multidisciplinare – dalla filosofia al diritto, dall’economia alla geografia – delle implicazioni etiche, politiche e culturali della trasformazione digitale, indagando l’impatto dell’automazione sul lavoro, sulla democrazia e sui diritti. Hanno partecipato alla composizione del volume oltre ai curatori anche Paolo Benanti, Roger Abravanel, Barbara Carfagna, Sabino Cassese, Danila De Stefano, Lorenzo Mariani, Raffaele Mauro, Stefano Quintarelli, Paola Severino e Laura Sposato: ognuno ha portato la sua personale visione e interpretazione di Industria 5.0 contribuendo a costruire un’analisi multidisciplinare della stessa: quello che serve per capire meglio.
Dopo aver raccontato come è nato il progetto che ha condotto al libro, viene quindi affrontato il passaggio da Industria 4.0 a Industria 5.0e poi l’evoluzione della politica industriale che ha accompagnato questo percorso. Il libro passa quindi ad approfondire alcuni aspetti fondamentali di Industria 5.0: l’automazione e il mercato, la sua organizzazione spaziale e sociale, ma anche temi come le relazioni con il lavoro e la giustizia distributiva. Chiude il volume una serie di interviste ognuna delle quali porta una particolare visione del tema. Il testo sottolinea quindi la necessità di politiche pubbliche inclusive, capaci di governare l’innovazione senza soffocarne il potenziale, sostenendo un modello di sviluppo europeo umano-centrico. Soprattutto, il libro di Adinolfi, Maffettone e Scarpetta invita ad un dialogo informato che permetta di governare, anziché subire, le rivoluzioni del nostro tempo.
L’Europa e le sfide dell’industria 5.0. Per governare e non subire le rivoluzioni del nostro tempo
Massimo Adinolfi, Pietro Maffettone, Massimiliano Scarpetta
Franco Angeli, 2026