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In cerca di Pan

Sul ponte del porto di Brindisi, una nave da crociera extralusso salpa alla volta della Grecia. Una navigazione verso Oriente che uno strano narratore, un poeta-esule, racconta in tono avvolgente e ipnotico. Quasi un ammaliante canto di sirene che avvolge l’equipaggio e i viaggiatori. Forse la stessa voce che, in una precedente traversata, aveva annunciato la morte del dio Pan? In un percorso à rebours, i passeggeri viaggiano verso le origini dei Miti, verso il mistero che si cela dietro la scomparsa del dio. È davvero morto o è vivo e nascosto altrove? Se ne cercano le tracce andando ora a vela, ora a motore, perfino a remi. L’imbarcazione sosta a Delfi, Mikonos, Sparta superando la Grecia Antica. Il viaggio terminerà, infatti, ben oltre il Peloponneso e le coste elleniche. L’approdo è Costanza, città d’esilio di Ovidio, protagonista sottotraccia costante della strana compagnia di viaggiatori.

In un tentativo di portare all’estremo della sperimentazione e del parossismo l’alternanza prosa-poesia, sua personale cifra stilistica, Filippo Tuena realizza un’opera in cui la voce narrante e le figure sfumate dei protagonisti contribuiscono a generare un clima sognante che rievoca i Lotofagi odisseici. Sono i personaggi stessi che prendono parte alla crociera, infatti, a farsi specchi di divinità, semidèi o ninfe del passato.

In un viaggio nello spazio, ma ancor più nelle epoche e nella cultura, la nave di Tuena sovrappone, incrocia, intreccia onde che appartengono al passato e al presente, accompagnate dal canto costante di un moderno Ovidio. Un canto che sembra riportare alla mente di chi legge un mondo di cui conserva sì la memoria, ma labile, sfuggente, offuscata.

Lo stile fluido e multi-genere di Filippo Tuena trova in “In cerca di Pan” l’espressione di una forma “esplosa” del romanzo che si scompone in poesia e si ricompone in prosa; che si stratifica nel racconto di storie, ricordi, indagini filosofiche e suggestioni iconologiche per poi tornare a essere – in realtà – sospesa, ancestrale.

In cerca di Pan

di Filippo Tuena

Nottetempo, 2023

Sul ponte del porto di Brindisi, una nave da crociera extralusso salpa alla volta della Grecia. Una navigazione verso Oriente che uno strano narratore, un poeta-esule, racconta in tono avvolgente e ipnotico. Quasi un ammaliante canto di sirene che avvolge l’equipaggio e i viaggiatori. Forse la stessa voce che, in una precedente traversata, aveva annunciato la morte del dio Pan? In un percorso à rebours, i passeggeri viaggiano verso le origini dei Miti, verso il mistero che si cela dietro la scomparsa del dio. È davvero morto o è vivo e nascosto altrove? Se ne cercano le tracce andando ora a vela, ora a motore, perfino a remi. L’imbarcazione sosta a Delfi, Mikonos, Sparta superando la Grecia Antica. Il viaggio terminerà, infatti, ben oltre il Peloponneso e le coste elleniche. L’approdo è Costanza, città d’esilio di Ovidio, protagonista sottotraccia costante della strana compagnia di viaggiatori.

In un tentativo di portare all’estremo della sperimentazione e del parossismo l’alternanza prosa-poesia, sua personale cifra stilistica, Filippo Tuena realizza un’opera in cui la voce narrante e le figure sfumate dei protagonisti contribuiscono a generare un clima sognante che rievoca i Lotofagi odisseici. Sono i personaggi stessi che prendono parte alla crociera, infatti, a farsi specchi di divinità, semidèi o ninfe del passato.

In un viaggio nello spazio, ma ancor più nelle epoche e nella cultura, la nave di Tuena sovrappone, incrocia, intreccia onde che appartengono al passato e al presente, accompagnate dal canto costante di un moderno Ovidio. Un canto che sembra riportare alla mente di chi legge un mondo di cui conserva sì la memoria, ma labile, sfuggente, offuscata.

Lo stile fluido e multi-genere di Filippo Tuena trova in “In cerca di Pan” l’espressione di una forma “esplosa” del romanzo che si scompone in poesia e si ricompone in prosa; che si stratifica nel racconto di storie, ricordi, indagini filosofiche e suggestioni iconologiche per poi tornare a essere – in realtà – sospesa, ancestrale.

In cerca di Pan

di Filippo Tuena

Nottetempo, 2023

Terramare

Terramare. Un mondo fatto di arcipelaghi e isole che si spargono per il vasto mare, popolate da draghi e creature fantastiche. Duny è un giovane pastore di capre, cresciuto in un villaggio rurale, ambizioso e determinato a diventare un mago. Il ragazzo intraprenderà un apprendistato con il mago Ogion, assumendo il nome di Ged, e partirà in seguito alla volta dell’isola di Roke, dove si trova la Scuola di Maghi. Il viaggio di formazione intrapreso dal protagonista lo porterà a diventare il Signore dei Draghi, destinato a doversi confrontare con le forze più oscure del suo mondo e della sua stessa interiorità. Tenan è la prima sacerdotessa delle Tombe di Atuan, destinata al suo ruolo sin dalla nascita e in grado di attraversare il buio di questi luoghi sacri. La saga di Terramare, pubblicata nel corso di oltre tre decenni, ci racconta le epiche gesta di questi e molti altri personaggi. Ursula K. Le Guin è stata una delle scrittrici più innovative del genere Fantasy e anche di quello fantascientifico a partire dalla fine degli anni Sessanta, ed è stata insignita di numerosi riconoscimenti. Con i romanzi e i racconti di Terramare dà vita a un mondo originale e incantato, nel quale il confronto tra bene e male, luce e oscurità, assume una prospettiva più complessa e i protagonisti devono confrontarsi con i propri demoni interiori, trovando un bilanciamento tra queste due forze.

La saga di Terramare

Ursula K. Le Guin; illustrazioni di Charles Vess

Mondadori, 2020

Terramare. Un mondo fatto di arcipelaghi e isole che si spargono per il vasto mare, popolate da draghi e creature fantastiche. Duny è un giovane pastore di capre, cresciuto in un villaggio rurale, ambizioso e determinato a diventare un mago. Il ragazzo intraprenderà un apprendistato con il mago Ogion, assumendo il nome di Ged, e partirà in seguito alla volta dell’isola di Roke, dove si trova la Scuola di Maghi. Il viaggio di formazione intrapreso dal protagonista lo porterà a diventare il Signore dei Draghi, destinato a doversi confrontare con le forze più oscure del suo mondo e della sua stessa interiorità. Tenan è la prima sacerdotessa delle Tombe di Atuan, destinata al suo ruolo sin dalla nascita e in grado di attraversare il buio di questi luoghi sacri. La saga di Terramare, pubblicata nel corso di oltre tre decenni, ci racconta le epiche gesta di questi e molti altri personaggi. Ursula K. Le Guin è stata una delle scrittrici più innovative del genere Fantasy e anche di quello fantascientifico a partire dalla fine degli anni Sessanta, ed è stata insignita di numerosi riconoscimenti. Con i romanzi e i racconti di Terramare dà vita a un mondo originale e incantato, nel quale il confronto tra bene e male, luce e oscurità, assume una prospettiva più complessa e i protagonisti devono confrontarsi con i propri demoni interiori, trovando un bilanciamento tra queste due forze.

La saga di Terramare

Ursula K. Le Guin; illustrazioni di Charles Vess

Mondadori, 2020

Perché? 100 storie di filosofi per ragazzi curiosi

Socrate, Ipazia, Kant, Voltaire e altri 96 colleghi accompagneranno i lettori attraverso un quesito complesso: cos’è la filosofia? Cento storie, che rendono accessibili anche ai più piccole esperienze e ideologie dei grandi del pensiero di ieri attraverso le parole dei filosofi di oggi. Riflettendo sui temi del rapporto uomo-natura, dell’amore, della fede e molto altro, i ragazzi saranno messi in ogni capitolo davanti a una piccola sfida intellettuale.

“Perché?” è la domanda principale che i bambini rivolgono a genitori e adulti, dalle richieste più bizzarre a quelle più serie e profonde, arrivando anche a quelle imbarazzanti. Come dice il titolo, “Perché? 100 storie di filosofi per ragazzi curiosi” è pensato per rendere la filosofia comprensibile, concreta e stimolante anche ai bambini di oggi, sempre più curiosi e svegli, che non si accontentano di risposte evasive o preconfezionate, ma che vogliono ragionare con la propria testa. Da Talete ad Aristotele, da Avicenna a Kant, da Husserl a Eco e così via, i giovani affronteranno le grandi domande della vita seguendo il pensiero di grandi uomini e donne. Molte sono, infatti, a discapito di quanto siamo abituati a ricordare, le donne che hanno dato un contributo fondamentale a questa disciplina. Grazie alla semplicità con cui vengono raccontate le vite e i pensieri di questi grandi nomi, anche in famiglia sarà più semplice coinvolgere bambini e adolescenti, lasciare loro la possibilità di cercare le risposte tanto agognate e vedere con altri occhi le tante “piccolezze” o difficoltà della vita.  Ma non solo: a ogni storia è associato un piccolo gioco per stimolare il ragionamento e la riflessione. Proprio come insegnano i bravi filosofi.

Perché? 100 storie di filosofi per ragazzi curiosi

di Umberto Galimberti, Irene Merlini e Maria Luisa Petruccelli

Feltrinelli Kids, 2019

Socrate, Ipazia, Kant, Voltaire e altri 96 colleghi accompagneranno i lettori attraverso un quesito complesso: cos’è la filosofia? Cento storie, che rendono accessibili anche ai più piccole esperienze e ideologie dei grandi del pensiero di ieri attraverso le parole dei filosofi di oggi. Riflettendo sui temi del rapporto uomo-natura, dell’amore, della fede e molto altro, i ragazzi saranno messi in ogni capitolo davanti a una piccola sfida intellettuale.

“Perché?” è la domanda principale che i bambini rivolgono a genitori e adulti, dalle richieste più bizzarre a quelle più serie e profonde, arrivando anche a quelle imbarazzanti. Come dice il titolo, “Perché? 100 storie di filosofi per ragazzi curiosi” è pensato per rendere la filosofia comprensibile, concreta e stimolante anche ai bambini di oggi, sempre più curiosi e svegli, che non si accontentano di risposte evasive o preconfezionate, ma che vogliono ragionare con la propria testa. Da Talete ad Aristotele, da Avicenna a Kant, da Husserl a Eco e così via, i giovani affronteranno le grandi domande della vita seguendo il pensiero di grandi uomini e donne. Molte sono, infatti, a discapito di quanto siamo abituati a ricordare, le donne che hanno dato un contributo fondamentale a questa disciplina. Grazie alla semplicità con cui vengono raccontate le vite e i pensieri di questi grandi nomi, anche in famiglia sarà più semplice coinvolgere bambini e adolescenti, lasciare loro la possibilità di cercare le risposte tanto agognate e vedere con altri occhi le tante “piccolezze” o difficoltà della vita.  Ma non solo: a ogni storia è associato un piccolo gioco per stimolare il ragionamento e la riflessione. Proprio come insegnano i bravi filosofi.

Perché? 100 storie di filosofi per ragazzi curiosi

di Umberto Galimberti, Irene Merlini e Maria Luisa Petruccelli

Feltrinelli Kids, 2019

Diario di un’estate marziana

Il diario di un’estate trascorsa passeggiando per le vie di una Roma in cui le strade sono deserte e gli uffici chiusi, una città surreale e metafisica. Tommaso Pincio cammina rileggendo Ennio Flaiano e intrecciando i suoi passi al racconto di episodi della sua vita. Un gioco di rimandi tra presente e passato, ricordando gli anni del primo Premio Strega, vinto da Flaiano con il suo unico romanzo “Tempo di uccidere”, gli anni del dopoguerra e il mondo del cinema di cui Flaiano era protagonista, la sua amicizia con Federico Fellini, la mondanità delle serate romane di ieri e di oggi Il libro di Pincio è una raccolta di pensieri, tra saggio, biografia, autobiografia e racconto, in cui a partire da Flaiano emerge la vera protagonista del libro: Roma, una città che è come un grande set cinematografico, dove tutte le persone che la vivono sembrano interpretare il copione di un film. L’estate marziana del titolo è un omaggio al protagonista di un racconto satirico di Flaiano, nel quale un extraterrestre proveniente dal pianeta Marte arriva a Roma, accolto con stupore e curiosità, ma che dopo il clamore iniziale viene dimenticato e si aggira solitario, assorbito da una città che è impossibile non amare e altrettanto impossibile non odiare. Un rapporto di “odiamore”, come lo definisce Pincio, che connota i sentimenti di Flaiano per la città eterna.

Diario di un’estate marziana

Tommaso Pincio

Giulio Perrone Editore, 2022

Il diario di un’estate trascorsa passeggiando per le vie di una Roma in cui le strade sono deserte e gli uffici chiusi, una città surreale e metafisica. Tommaso Pincio cammina rileggendo Ennio Flaiano e intrecciando i suoi passi al racconto di episodi della sua vita. Un gioco di rimandi tra presente e passato, ricordando gli anni del primo Premio Strega, vinto da Flaiano con il suo unico romanzo “Tempo di uccidere”, gli anni del dopoguerra e il mondo del cinema di cui Flaiano era protagonista, la sua amicizia con Federico Fellini, la mondanità delle serate romane di ieri e di oggi Il libro di Pincio è una raccolta di pensieri, tra saggio, biografia, autobiografia e racconto, in cui a partire da Flaiano emerge la vera protagonista del libro: Roma, una città che è come un grande set cinematografico, dove tutte le persone che la vivono sembrano interpretare il copione di un film. L’estate marziana del titolo è un omaggio al protagonista di un racconto satirico di Flaiano, nel quale un extraterrestre proveniente dal pianeta Marte arriva a Roma, accolto con stupore e curiosità, ma che dopo il clamore iniziale viene dimenticato e si aggira solitario, assorbito da una città che è impossibile non amare e altrettanto impossibile non odiare. Un rapporto di “odiamore”, come lo definisce Pincio, che connota i sentimenti di Flaiano per la città eterna.

Diario di un’estate marziana

Tommaso Pincio

Giulio Perrone Editore, 2022

Il giardiniere dei sogni

“C’era una volta…” un vecchio uomo, con una macchina da scrivere. In un paese lontano e magico, un anziano signore scrive e riscrive con cura ogni parola. Cercando il posto più adatto in cui piantarle, il modo migliore per farle crescere – con calma e pazienza – e le tecniche più efficaci per coltivarle. Proprio come farebbe un giardiniere con una piantina o un fiore.

Il foglio su cui ha scelto di seminare queste parole viene sotterrato in modo che, da lì, un giorno, nascerà un albero la cui chioma non sarà ricca di frutti ma di fogli che verranno rilegati con cura e amore per poi essere lasciati “liberi” di andare lontano, di raggiungere i bambini di tutto il mondo. A loro, infatti, spetta il privilegio di cogliere la magia e la bellezza dei suoi germogli.

L’anziano signore di cui parla Claudio Gobbetti, ad alcuni, potrebbe ricordare il GGG di Rohal Dahl (salvo il fatto che questo nostro “giardiniere” non ha a che fare con bambini che dormono o barattoli di vetro, ma con le parole). Ma soprattutto, “Il giardiniere dei sogni” colpisce immediatamente per essere una poesia in forma di albo illustrato. Lo stile lirico e i colori tenui, le “inquadrature” ravvicinate che si allargano solo durante il viaggio, dando spazio ai paesaggi e al tempo lento che scorre davanti agli occhi dei lettori mentre la storia arriva tra le mani dei bambini.

Attraverso l’escamotage della fantasia e della fiaba, autore e illustratrice trasmettono importanti insegnamenti: la bellezza e l’importanza della lettura, il libro e la scrittura come un albero da coltivare e da far germogliare, la condivisione delle storie con gli altri.

Una storia delicata e molto semplice, che forse può aiutare a spiegare l’importanza di coltivare la lettura come qualcosa che non va trascurato, ma anzi “innaffiato” e fatto crescere con cura e amore. A noi, se pensiamo ai nostri libri del cuore, non viene difficile pensare a quanto ci abbiano fatto maturare e riflettere.

Il giardiniere dei sogni

di Claudio Gobbetti con le illustrazioni di Diana Nikolova
Sassi Junior, 2019

“C’era una volta…” un vecchio uomo, con una macchina da scrivere. In un paese lontano e magico, un anziano signore scrive e riscrive con cura ogni parola. Cercando il posto più adatto in cui piantarle, il modo migliore per farle crescere – con calma e pazienza – e le tecniche più efficaci per coltivarle. Proprio come farebbe un giardiniere con una piantina o un fiore.

Il foglio su cui ha scelto di seminare queste parole viene sotterrato in modo che, da lì, un giorno, nascerà un albero la cui chioma non sarà ricca di frutti ma di fogli che verranno rilegati con cura e amore per poi essere lasciati “liberi” di andare lontano, di raggiungere i bambini di tutto il mondo. A loro, infatti, spetta il privilegio di cogliere la magia e la bellezza dei suoi germogli.

L’anziano signore di cui parla Claudio Gobbetti, ad alcuni, potrebbe ricordare il GGG di Rohal Dahl (salvo il fatto che questo nostro “giardiniere” non ha a che fare con bambini che dormono o barattoli di vetro, ma con le parole). Ma soprattutto, “Il giardiniere dei sogni” colpisce immediatamente per essere una poesia in forma di albo illustrato. Lo stile lirico e i colori tenui, le “inquadrature” ravvicinate che si allargano solo durante il viaggio, dando spazio ai paesaggi e al tempo lento che scorre davanti agli occhi dei lettori mentre la storia arriva tra le mani dei bambini.

Attraverso l’escamotage della fantasia e della fiaba, autore e illustratrice trasmettono importanti insegnamenti: la bellezza e l’importanza della lettura, il libro e la scrittura come un albero da coltivare e da far germogliare, la condivisione delle storie con gli altri.

Una storia delicata e molto semplice, che forse può aiutare a spiegare l’importanza di coltivare la lettura come qualcosa che non va trascurato, ma anzi “innaffiato” e fatto crescere con cura e amore. A noi, se pensiamo ai nostri libri del cuore, non viene difficile pensare a quanto ci abbiano fatto maturare e riflettere.

Il giardiniere dei sogni

di Claudio Gobbetti con le illustrazioni di Diana Nikolova
Sassi Junior, 2019

Ferrovie del Messico

La storia si svolge nel corso di due anni, dal 1943 al 1945, con frequenti flashback che rimandano a qualche decennio prima, tra la fine degli anni Venti e i primi anni Trenta. Il protagonista è Francesco Magetti, detto Cesco, membro della Guardia Nazionale Repubblicana Ferroviaria di Asti, parte, all’epoca, della Repubblica Sociale Italiana. Cesco riceve dall’alto – molto in alto- l’incarico di disegnare una mappa ferroviaria del Messico, dove secondo i nazisti si trova una città misteriosa, che nasconde una terribile arma di distruzione, “l’arma risolutiva”. Non sapendo da dove iniziare per portare a compimento questo incarico, Cesco inizia a cercare fonti per documentarsi, in particolare un libro quasi introvabile, la “Historia poética y pintoresca de los ferrocarriles en México”. Ad aiutarlo in questa impresa è la bibliotecaria Tilde, di cui lui si innamora perdutamente. Con un gusto per l’avventura, ma anche per il paradosso e l’ironia, Griffi porta avanti la trama principale intrecciandola con una miriade di altre storie e una serie “enciclopedica” di personaggi: preti di città, partigiani, nazisti, il Führer e la sua compagna, cartografi, poeti frenatori, addetti al cimitero, impiegati, ferrovieri e molti altri. L’autore crea un universo letterario appassionante e pieno di inventiva, usando una lingua ricca ed estremamente variegata, che spazia da quella specialistica ed erudita a quella parlata e dialettale.

Ferrovie del Messico: un romanzo d’avventura

Gian Marco Griffi

Laurana Editore, 2023

La storia si svolge nel corso di due anni, dal 1943 al 1945, con frequenti flashback che rimandano a qualche decennio prima, tra la fine degli anni Venti e i primi anni Trenta. Il protagonista è Francesco Magetti, detto Cesco, membro della Guardia Nazionale Repubblicana Ferroviaria di Asti, parte, all’epoca, della Repubblica Sociale Italiana. Cesco riceve dall’alto – molto in alto- l’incarico di disegnare una mappa ferroviaria del Messico, dove secondo i nazisti si trova una città misteriosa, che nasconde una terribile arma di distruzione, “l’arma risolutiva”. Non sapendo da dove iniziare per portare a compimento questo incarico, Cesco inizia a cercare fonti per documentarsi, in particolare un libro quasi introvabile, la “Historia poética y pintoresca de los ferrocarriles en México”. Ad aiutarlo in questa impresa è la bibliotecaria Tilde, di cui lui si innamora perdutamente. Con un gusto per l’avventura, ma anche per il paradosso e l’ironia, Griffi porta avanti la trama principale intrecciandola con una miriade di altre storie e una serie “enciclopedica” di personaggi: preti di città, partigiani, nazisti, il Führer e la sua compagna, cartografi, poeti frenatori, addetti al cimitero, impiegati, ferrovieri e molti altri. L’autore crea un universo letterario appassionante e pieno di inventiva, usando una lingua ricca ed estremamente variegata, che spazia da quella specialistica ed erudita a quella parlata e dialettale.

Ferrovie del Messico: un romanzo d’avventura

Gian Marco Griffi

Laurana Editore, 2023

Perché le stelle non ci cadono in testa? E tante altre domande sull’astronomia

Le stelle vivono, nascono e muoiono come noi? Perché Galileo è così famoso? Come si fa a vedere dentro un buco nero se è così nero? Su Marte ci sono i marziani? Ci vive un uomo sulla luna?

“Perché le stelle non ci cadono in testa?” è una divertente mini-enciclopedia in forma d’intervista sullo spazio e sulla fisica delle stelle, pubblicata nella collana “Teste Toste” di Editoriale Scienza. Qui la casa editrice raccoglie i più svariati libri dedicati alle donne, e agli uomini, che hanno dedicato la lora vita alla ricerca e al sapere.

Margherita Hack – accompagnata da Federico Taddia – affronta insieme al lettore un viaggio siderale tra galassie vorticanti, minacciosi asteroidi e pianeti in retrocessione per rispondere alle più buffe e irriverenti domande che non avremmo mai il coraggio di fare a un altro astrofisico. L’intervista si presta a più modalità di lettura: si può leggere seguendo le domande e scoprendo molti aneddoti sulla nascita, l’evoluzione e la morte delle stelle, sull’importanza di Galileo per l’osservazione scientifica o su come individuare i buchi neri; oppure si può seguire il proprio ritmo, anche “saltellando” tra un interrogativo e l’altro, aiutandosi semplicemente con i collegamenti inseriti a fondo pagina o lasciandosi ispirare dalle illustrazioni di Roberto Luciani.

Vincitore già nel 2011 nella sezione dedicata alla divulgazione scientifica del Premio nazionale di letteratura per ragazzi Città di Biella, “Perché le stelle non ci cadono in testa?” ha una struttura agile e divertente, capace di coinvolgere i piccoli lettori in un dialogo costante ma semplice con la grande astrofisica che li porterà a capire in che modo ciò che accade nello spazio non riguarda il passato quanto piuttosto il nostro presente e, ancor più, il nostro futuro.

Perché le stelle non ci cadono in testa? E tante altre domande sull’astronomia

di Federico Taddia e Margherita Hack

con le illustrazioni di Roberto Luciani

Editoriale Scienza, 2022

Le stelle vivono, nascono e muoiono come noi? Perché Galileo è così famoso? Come si fa a vedere dentro un buco nero se è così nero? Su Marte ci sono i marziani? Ci vive un uomo sulla luna?

“Perché le stelle non ci cadono in testa?” è una divertente mini-enciclopedia in forma d’intervista sullo spazio e sulla fisica delle stelle, pubblicata nella collana “Teste Toste” di Editoriale Scienza. Qui la casa editrice raccoglie i più svariati libri dedicati alle donne, e agli uomini, che hanno dedicato la lora vita alla ricerca e al sapere.

Margherita Hack – accompagnata da Federico Taddia – affronta insieme al lettore un viaggio siderale tra galassie vorticanti, minacciosi asteroidi e pianeti in retrocessione per rispondere alle più buffe e irriverenti domande che non avremmo mai il coraggio di fare a un altro astrofisico. L’intervista si presta a più modalità di lettura: si può leggere seguendo le domande e scoprendo molti aneddoti sulla nascita, l’evoluzione e la morte delle stelle, sull’importanza di Galileo per l’osservazione scientifica o su come individuare i buchi neri; oppure si può seguire il proprio ritmo, anche “saltellando” tra un interrogativo e l’altro, aiutandosi semplicemente con i collegamenti inseriti a fondo pagina o lasciandosi ispirare dalle illustrazioni di Roberto Luciani.

Vincitore già nel 2011 nella sezione dedicata alla divulgazione scientifica del Premio nazionale di letteratura per ragazzi Città di Biella, “Perché le stelle non ci cadono in testa?” ha una struttura agile e divertente, capace di coinvolgere i piccoli lettori in un dialogo costante ma semplice con la grande astrofisica che li porterà a capire in che modo ciò che accade nello spazio non riguarda il passato quanto piuttosto il nostro presente e, ancor più, il nostro futuro.

Perché le stelle non ci cadono in testa? E tante altre domande sull’astronomia

di Federico Taddia e Margherita Hack

con le illustrazioni di Roberto Luciani

Editoriale Scienza, 2022

Che cosa fa la gente tutto il giorno?

Le dodici storie raccontate da Peter Cameron sono storie quotidiane di persone ordinarie. Una raccolta di racconti pubblicati su riviste e raccolte nel corso di 34 anni, dal 1980 al 2014, i cui personaggi si confrontano con inadeguatezze e rimpianti, relazioni e solitudini, inquietudini e segreti. Il titolo del racconto che dà il nome al libro pone al lettore una domanda che lo proietta nelle vite dei protagonisti e nelle vicende che le stravolgono inaspettatamente. Un uomo tiene rinchiusa una cagnolina in un armadio ed esce ogni notte per portarla a spasso, ma l’incomunicabilità tra lui e sua moglie lo porta a far credere a quest’ultima di avere una relazione con un’altra donna invece che dirle la verità. Una donna torna dall’Africa e scopre di non avere più una casa, un’altra si aggira di nascosto per la casa dell’ex marito e nuota nella sua piscina. Queste sono solo alcune delle storie che Cameron ci racconta con la sua prosa elegante e raffinata e con una lingua esatta e curata.

Che cosa fa la gente tutto il giorno?

Peter Cameron

Adelphi, 2023

Le dodici storie raccontate da Peter Cameron sono storie quotidiane di persone ordinarie. Una raccolta di racconti pubblicati su riviste e raccolte nel corso di 34 anni, dal 1980 al 2014, i cui personaggi si confrontano con inadeguatezze e rimpianti, relazioni e solitudini, inquietudini e segreti. Il titolo del racconto che dà il nome al libro pone al lettore una domanda che lo proietta nelle vite dei protagonisti e nelle vicende che le stravolgono inaspettatamente. Un uomo tiene rinchiusa una cagnolina in un armadio ed esce ogni notte per portarla a spasso, ma l’incomunicabilità tra lui e sua moglie lo porta a far credere a quest’ultima di avere una relazione con un’altra donna invece che dirle la verità. Una donna torna dall’Africa e scopre di non avere più una casa, un’altra si aggira di nascosto per la casa dell’ex marito e nuota nella sua piscina. Queste sono solo alcune delle storie che Cameron ci racconta con la sua prosa elegante e raffinata e con una lingua esatta e curata.

Che cosa fa la gente tutto il giorno?

Peter Cameron

Adelphi, 2023

Storia del ciclismo

Il giornalista sportivo Davide Mazzocco ci racconta oltre un secolo e mezzo di storia del ciclismo: le gare, i record, le rivalità, le imprese, i grandi protagonisti del mondo delle due ruote. Il libro è diviso per tappe, come se fosse un’ideale gara ciclistica che attraversa il tempo, i luoghi e le persone. Dall’alba del ciclismo, con la nascita del velocipede e i pionieri della seconda metà dell’Ottocento agli anni ruggenti di Costante Girardengo e Alfredo Binda fino a Lance Armstrong e ai grandi ciclisti dei primi anni Duemila, passando per l’epoca d’oro di Fausto Coppi e Gino Bartali. Mazzocco racconta anche scandali e polemiche, come quella sul doping, le innovazioni tecniche e tattiche. Una lettura per chi ama questo sport e per chi ne vorrebbe scoprire la storia.

Storia del ciclismo

Davide Mazzocco

Bradipolibri, 2014

Il giornalista sportivo Davide Mazzocco ci racconta oltre un secolo e mezzo di storia del ciclismo: le gare, i record, le rivalità, le imprese, i grandi protagonisti del mondo delle due ruote. Il libro è diviso per tappe, come se fosse un’ideale gara ciclistica che attraversa il tempo, i luoghi e le persone. Dall’alba del ciclismo, con la nascita del velocipede e i pionieri della seconda metà dell’Ottocento agli anni ruggenti di Costante Girardengo e Alfredo Binda fino a Lance Armstrong e ai grandi ciclisti dei primi anni Duemila, passando per l’epoca d’oro di Fausto Coppi e Gino Bartali. Mazzocco racconta anche scandali e polemiche, come quella sul doping, le innovazioni tecniche e tattiche. Una lettura per chi ama questo sport e per chi ne vorrebbe scoprire la storia.

Storia del ciclismo

Davide Mazzocco

Bradipolibri, 2014

Le caramelle magiche

Dong-Dong gioca sempre da solo. Nessuno lo invita mai e per lui è molto difficile fare il primo passo. Ama però molto le biglie. Così, un giorno, decide di acquistarne di nuove senza accorgersi che, in realtà, sono caramelle. Caramelle molto speciali, a dirla tutta. Ognuna ha un sapore diverso (come quella scozzese che sa di menta o quella a macchie, come il suo cane). Ognuna, succhiandola, gli permette di sentire la voce vera di cose e persone: il cane, il divano, il suo papà persino…

Una caramella tira l’altra e, pian piano, Dong-Dong inizia a guardare il mondo con occhi diversi, a dialogare, a provare nuove emozioni e persino a fare amicizia con gli altri bambini.

“Le caramelle magiche” di Heena Baek, già premiata con l’Astrid Lindgren Memorial Award nel 2020, è realizzato con una tecnica molto particolare: i personaggi sembrano scolpiti a mano nell’argilla in ambientazioni degne di uno stop-motion. La grande espressività dei volti, gli abiti e l’ambientazione curata riescono – grazie anche a un gioco di luci – a ricreare l’atmosfera di un set cinematografico senza mai perdere di vista il livello d’attenzione sulle emozioni del protagonista.

In una cornice fantastica e ironica, si susseguono le relazioni con i coetanei, l’animale domestico, il padre, la nonna che non c’è più. Relazioni che il piccolo Dong-Dong imparerà ad accogliere, annullando le distanze e avvicinandosi agli altri in modo autentico e sincero.

Ironico, delicato, commovente, semplice ma essenziale nel messaggio: per trovare la nostra voce dobbiamo prima metterci in ascolto delle altre.

 

Motivazione del Premio Andersen a “Le caramelle magiche”, Miglior albo illustrato: Per una narrazione fantastica a misura di bambino, che sa divertire e commuovere, e dove la magia diventa occasione per interrogarsi sulle parole che ci scambiamo ogni giorno, sulle relazioni con chi ci sta accanto, con chi non c’è più, con chi ancora non abbiamo incontrato. Per l’originalità delle immagini, veri e propri mondi costruiti dall’autrice per immergere il lettore in un racconto d’amicizia, incanto e coraggio.

Le caramelle magiche

di Heena Baek

Terre di Mezzo, 2022

Dong-Dong gioca sempre da solo. Nessuno lo invita mai e per lui è molto difficile fare il primo passo. Ama però molto le biglie. Così, un giorno, decide di acquistarne di nuove senza accorgersi che, in realtà, sono caramelle. Caramelle molto speciali, a dirla tutta. Ognuna ha un sapore diverso (come quella scozzese che sa di menta o quella a macchie, come il suo cane). Ognuna, succhiandola, gli permette di sentire la voce vera di cose e persone: il cane, il divano, il suo papà persino…

Una caramella tira l’altra e, pian piano, Dong-Dong inizia a guardare il mondo con occhi diversi, a dialogare, a provare nuove emozioni e persino a fare amicizia con gli altri bambini.

“Le caramelle magiche” di Heena Baek, già premiata con l’Astrid Lindgren Memorial Award nel 2020, è realizzato con una tecnica molto particolare: i personaggi sembrano scolpiti a mano nell’argilla in ambientazioni degne di uno stop-motion. La grande espressività dei volti, gli abiti e l’ambientazione curata riescono – grazie anche a un gioco di luci – a ricreare l’atmosfera di un set cinematografico senza mai perdere di vista il livello d’attenzione sulle emozioni del protagonista.

In una cornice fantastica e ironica, si susseguono le relazioni con i coetanei, l’animale domestico, il padre, la nonna che non c’è più. Relazioni che il piccolo Dong-Dong imparerà ad accogliere, annullando le distanze e avvicinandosi agli altri in modo autentico e sincero.

Ironico, delicato, commovente, semplice ma essenziale nel messaggio: per trovare la nostra voce dobbiamo prima metterci in ascolto delle altre.

 

Motivazione del Premio Andersen a “Le caramelle magiche”, Miglior albo illustrato: Per una narrazione fantastica a misura di bambino, che sa divertire e commuovere, e dove la magia diventa occasione per interrogarsi sulle parole che ci scambiamo ogni giorno, sulle relazioni con chi ci sta accanto, con chi non c’è più, con chi ancora non abbiamo incontrato. Per l’originalità delle immagini, veri e propri mondi costruiti dall’autrice per immergere il lettore in un racconto d’amicizia, incanto e coraggio.

Le caramelle magiche

di Heena Baek

Terre di Mezzo, 2022

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