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Città di sogni

“Città di sogni” è il secondo capitolo della nuova trilogia di Don Winslow, maestro del genere crime. Nel romanzo ritroviamo il protagonista di “Città in fiamme”, Danny, che fugge dalla guerra di mafia che ha infiammato Rhode Island. Lo cercano senza tregua l’FBI, la polizia e la criminalità organizzata, per arrestarlo o eliminarlo. Insieme a suo padre, a suo figlio e ad alcuni superstiti della sua banda arriva a Los Angeles per rifarsi una vita, ma viene rintracciato da un agente federale, che gli propone un pericoloso scambio di favori. Hollywood è città di cinema, di sogni appunto, nella quale stanno girando un film proprio sulla guerra di mafia che ha sconvolto la vita di Danny. Lui decide quindi di mettersi in affari con i produttori del film e trova inaspettamente l’amore sul set, una donna misteriosa e affascinante. La prosa cinematografica di Winslow e il suo stile secco e tagliente incollano il lettore alla pagina, lasciandolo in attesa dell’ultimo capitolo.

Città di sogni

Don Winslow

HarperCollins, 2023

“Città di sogni” è il secondo capitolo della nuova trilogia di Don Winslow, maestro del genere crime. Nel romanzo ritroviamo il protagonista di “Città in fiamme”, Danny, che fugge dalla guerra di mafia che ha infiammato Rhode Island. Lo cercano senza tregua l’FBI, la polizia e la criminalità organizzata, per arrestarlo o eliminarlo. Insieme a suo padre, a suo figlio e ad alcuni superstiti della sua banda arriva a Los Angeles per rifarsi una vita, ma viene rintracciato da un agente federale, che gli propone un pericoloso scambio di favori. Hollywood è città di cinema, di sogni appunto, nella quale stanno girando un film proprio sulla guerra di mafia che ha sconvolto la vita di Danny. Lui decide quindi di mettersi in affari con i produttori del film e trova inaspettamente l’amore sul set, una donna misteriosa e affascinante. La prosa cinematografica di Winslow e il suo stile secco e tagliente incollano il lettore alla pagina, lasciandolo in attesa dell’ultimo capitolo.

Città di sogni

Don Winslow

HarperCollins, 2023

Maggio a Palermo. Una storia per Francesca Morvillo

Sono gli anni Ottanta. Laura frequenta un liceo di Palermo e ogni mattina al bar incontra una donna gentile, dall’aria elegante. La conosce bene. Vorrebbe stringerle la mano ma la donna vive sotto scorta: è il magistrato Francesca Morvillo. Ma è anche la moglie del giudice Giovanni Falcone, con il quale condivideva ideali e intenti.

Sono passati trent’anni dalla morte dell’unica donna magistrato vittima della mafia, su cui ancora troppo poco è stato scritto, ma la cui storia dev’essere raccontata. Discreta, decisa, riservata. È stata accanto al marito fino alla fine e anche lei, come Falcone, è stata una vera innovatrice grazie al ruolo svolto come sostituto procuratore al Tribunale dei Minori di Palermo.

La sua figura, ritratta da Gilda Terranova in occasione del trentennale dalle stragi di mafia, si staglia con fermezza, garbo e coraggio nel racconto fatto attraverso gli occhi di una giovane adolescente palermitana negli anni del Maxiprocesso, anni in cui anche solo scegliere il percorso per tornare a casa poteva significare avere salva la vita o meno.

Un omaggio a una donna che ha preferito rinunciare a moltissime libertà personali vivendo sotto scorta pur di esercitare il proprio mestiere fino all’ultimo e lottare insieme al marito contro la mafia. Una giovane donna “consegnata a quarantasei anni ad un’eterna giovinezza, come accade a chi muore troppo presto.”

Un libro adatto ai giovani lettori per conoscere attraverso un linguaggio narrativo semplice, delicato e attuale un periodo storico recente, ma poco noto a più giovani.

Maggio a Palermo. Una storia per Francesca Morvillo

di Gilda Terranova

Einaudi Ragazzi, 2022

Sono gli anni Ottanta. Laura frequenta un liceo di Palermo e ogni mattina al bar incontra una donna gentile, dall’aria elegante. La conosce bene. Vorrebbe stringerle la mano ma la donna vive sotto scorta: è il magistrato Francesca Morvillo. Ma è anche la moglie del giudice Giovanni Falcone, con il quale condivideva ideali e intenti.

Sono passati trent’anni dalla morte dell’unica donna magistrato vittima della mafia, su cui ancora troppo poco è stato scritto, ma la cui storia dev’essere raccontata. Discreta, decisa, riservata. È stata accanto al marito fino alla fine e anche lei, come Falcone, è stata una vera innovatrice grazie al ruolo svolto come sostituto procuratore al Tribunale dei Minori di Palermo.

La sua figura, ritratta da Gilda Terranova in occasione del trentennale dalle stragi di mafia, si staglia con fermezza, garbo e coraggio nel racconto fatto attraverso gli occhi di una giovane adolescente palermitana negli anni del Maxiprocesso, anni in cui anche solo scegliere il percorso per tornare a casa poteva significare avere salva la vita o meno.

Un omaggio a una donna che ha preferito rinunciare a moltissime libertà personali vivendo sotto scorta pur di esercitare il proprio mestiere fino all’ultimo e lottare insieme al marito contro la mafia. Una giovane donna “consegnata a quarantasei anni ad un’eterna giovinezza, come accade a chi muore troppo presto.”

Un libro adatto ai giovani lettori per conoscere attraverso un linguaggio narrativo semplice, delicato e attuale un periodo storico recente, ma poco noto a più giovani.

Maggio a Palermo. Una storia per Francesca Morvillo

di Gilda Terranova

Einaudi Ragazzi, 2022

Il priorato dell’albero delle arance

Dopo mille anni di regno, la casata di Berethnet sembra destinata a estinguersi.  I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell’ombra in attesa di poter uccidere la regina. A proteggerla c’è Ead Duryan con i suoi incantesimi. Istruita per diventare una perfetta dama di compagnia, è in realtà l’adepta di una società segreta. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys. In Oriente, Tané studia per diventare cavaliere di draghi sin da quando era bambina. Ma ora si trova a dover compiere una scelta che potrebbe cambiare per sempre la sua vita.

Nel frattempo, però, mentre Oriente e Occidente, da tempo divisi, si ostinano a rifiutare un negoziato, le forze del caos si risvegliano dal loro lungo sonno.

Caratterizzato da una costruzione del mondo narrativo ben strutturato, da un tono che rievoca il fantasy epico e da personaggi femminili ben delineati e ricchi di mondi interiori che si dipanano davanti agli occhi dei lettori, “Il priorato dell’albero delle arance” di Samantha Shannon contrappone due mondi: un Oriente che ricorda molto la Cina Imperiale e un Occidente ispirato dalla commistione di una Spagna secentesca con la Persia o l’Arabia dei sultani (di cui riprendono anche gli antichi miti e il folklore – dai draghi agli elementi, dal taoismo alle leggende cinesi).

L’orizzonte temporale e la struttura della trama sono frammentati e intermittenti, ricchi di capovolgimenti, intrighi e di spostamenti nel tempo, ma anche nello spazio, che permettono di seguire le vicende dei personaggi in luoghi molto distanti tra loro finché non si riuniranno, nel finale, per sconfiggere il comune nemico: un immenso drago di fuoco che vuole distruggere tutti i loro mondi. Ad alleggerire questa complessità simile viene in aiuto la penna fluida, scorrevole e accattivante dell’autrice che permette anche di veicolare il messaggio del libro: è necessario superare le barriere, andare oltre i pregiudizi e le convinzioni radicate, unendosi per raggiungere la pace e l’equilibrio. Insieme.

Il priorato dell’albero delle arance

di Samantha Shannon

Mondadori, 2019

Dopo mille anni di regno, la casata di Berethnet sembra destinata a estinguersi.  I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell’ombra in attesa di poter uccidere la regina. A proteggerla c’è Ead Duryan con i suoi incantesimi. Istruita per diventare una perfetta dama di compagnia, è in realtà l’adepta di una società segreta. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys. In Oriente, Tané studia per diventare cavaliere di draghi sin da quando era bambina. Ma ora si trova a dover compiere una scelta che potrebbe cambiare per sempre la sua vita.

Nel frattempo, però, mentre Oriente e Occidente, da tempo divisi, si ostinano a rifiutare un negoziato, le forze del caos si risvegliano dal loro lungo sonno.

Caratterizzato da una costruzione del mondo narrativo ben strutturato, da un tono che rievoca il fantasy epico e da personaggi femminili ben delineati e ricchi di mondi interiori che si dipanano davanti agli occhi dei lettori, “Il priorato dell’albero delle arance” di Samantha Shannon contrappone due mondi: un Oriente che ricorda molto la Cina Imperiale e un Occidente ispirato dalla commistione di una Spagna secentesca con la Persia o l’Arabia dei sultani (di cui riprendono anche gli antichi miti e il folklore – dai draghi agli elementi, dal taoismo alle leggende cinesi).

L’orizzonte temporale e la struttura della trama sono frammentati e intermittenti, ricchi di capovolgimenti, intrighi e di spostamenti nel tempo, ma anche nello spazio, che permettono di seguire le vicende dei personaggi in luoghi molto distanti tra loro finché non si riuniranno, nel finale, per sconfiggere il comune nemico: un immenso drago di fuoco che vuole distruggere tutti i loro mondi. Ad alleggerire questa complessità simile viene in aiuto la penna fluida, scorrevole e accattivante dell’autrice che permette anche di veicolare il messaggio del libro: è necessario superare le barriere, andare oltre i pregiudizi e le convinzioni radicate, unendosi per raggiungere la pace e l’equilibrio. Insieme.

Il priorato dell’albero delle arance

di Samantha Shannon

Mondadori, 2019

Fondocorsa

1954: Alberto Ascari ha lasciato lo storico team della Scuderia Ferrari, con cui correva da molti anni, ormai una famiglia per lui. Corre per la prima volta su una Lancia, la D24. Ed è una gara epica: la Mille Miglia, che vincerà, tagliando il traguardo a Brescia. Giorgio Terruzzi documenta la storia di questa gara con grande passione e coinvolgimento, ripercorrendo i momenti di quei giorni e raccontando i grandi protagonisti del mondo delle corse degli anni Cinquanta, che attraversano la vita di Ascari: Corrado Millanta, Enzo Ferrari, Vittorio Jano, Tazio Nuvolari e molti altri. Proprio a quest’ultimo, da poco scomparso, Ascari dedica la vittoria del 1954. Una gara che parte male, costellata di ostacoli e contrattempi. Una vittoria difficile, che richiede determinazione e perseveranza e che si conclude gloriosamente, con un nuovo record di velocità nell’ultimo tratto.

Fondocorsa. Mille Miglia 1954. L’oro nero di Alberto Ascari

Giorgio Terruzzi

BUR Rizzoli, 2022

1954: Alberto Ascari ha lasciato lo storico team della Scuderia Ferrari, con cui correva da molti anni, ormai una famiglia per lui. Corre per la prima volta su una Lancia, la D24. Ed è una gara epica: la Mille Miglia, che vincerà, tagliando il traguardo a Brescia. Giorgio Terruzzi documenta la storia di questa gara con grande passione e coinvolgimento, ripercorrendo i momenti di quei giorni e raccontando i grandi protagonisti del mondo delle corse degli anni Cinquanta, che attraversano la vita di Ascari: Corrado Millanta, Enzo Ferrari, Vittorio Jano, Tazio Nuvolari e molti altri. Proprio a quest’ultimo, da poco scomparso, Ascari dedica la vittoria del 1954. Una gara che parte male, costellata di ostacoli e contrattempi. Una vittoria difficile, che richiede determinazione e perseveranza e che si conclude gloriosamente, con un nuovo record di velocità nell’ultimo tratto.

Fondocorsa. Mille Miglia 1954. L’oro nero di Alberto Ascari

Giorgio Terruzzi

BUR Rizzoli, 2022

Piccola Volpe nel bosco magico

Libri, bamboline, conigli, orsetti. Una bimba dal caschetto moro scruta lo scaffale e trova finalmente la sua fidata e morbida volpe di peluche. Deve portarla a scuola, presentarla ai compagni come “la cosa più preziosa” che ha. Sulla via del ritorno però qualcosa cambia la giornata della piccola: una volpe in pelo e pelliccia rapisce la sua amica di pezza. Aiutata da un compagno di scuola, inizia un inseguimento nel bosco, via via sempre più magico, attraverso sentieri bui e radure fantastiche. Qui, scoprono un villaggio abitato da animali di tutti i tipi ma… dov’è finita quella piccola ladra?

A Stephanie Graegin non servono le parole per capire e far capire il forte legame tra la protagonista di questo delicato silent book e la sua compagna volpe, che le rende il sonno più tranquillo e i giochi più divertenti fin dai suoi primi mesi di vita.

“Piccola Volpe nel bosco magico” affronta il tema della crescita comune a tutti i bambini in forma di fiaba moderna, scandendo i momenti salienti della narrazione muta attraverso l’uso sapiente dei colori. Ad un iniziale scelta di colori freddi delle tavole, man mano che si procede nell’inseguimento e negli scenari magici e inaspettati, tanti altri colori si affiancano aprendo verso un passaggio luminoso e colorato nel bosco.

Nella sua essenzialità il finale, a sorpresa e inaspettato, esalterà la gentilezza, la bellezza del donare e dell’altruismo. Il viaggio della protagonista non è che il nostro stesso viaggio verso l’altro.

Un illustrato dolce e delicato per tutte le età, dai 3 ai 99 anni.

Piccola Volpe nel bosco magico

di Stephanie Graegin

Terre di Mezzo, 2018

Libri, bamboline, conigli, orsetti. Una bimba dal caschetto moro scruta lo scaffale e trova finalmente la sua fidata e morbida volpe di peluche. Deve portarla a scuola, presentarla ai compagni come “la cosa più preziosa” che ha. Sulla via del ritorno però qualcosa cambia la giornata della piccola: una volpe in pelo e pelliccia rapisce la sua amica di pezza. Aiutata da un compagno di scuola, inizia un inseguimento nel bosco, via via sempre più magico, attraverso sentieri bui e radure fantastiche. Qui, scoprono un villaggio abitato da animali di tutti i tipi ma… dov’è finita quella piccola ladra?

A Stephanie Graegin non servono le parole per capire e far capire il forte legame tra la protagonista di questo delicato silent book e la sua compagna volpe, che le rende il sonno più tranquillo e i giochi più divertenti fin dai suoi primi mesi di vita.

“Piccola Volpe nel bosco magico” affronta il tema della crescita comune a tutti i bambini in forma di fiaba moderna, scandendo i momenti salienti della narrazione muta attraverso l’uso sapiente dei colori. Ad un iniziale scelta di colori freddi delle tavole, man mano che si procede nell’inseguimento e negli scenari magici e inaspettati, tanti altri colori si affiancano aprendo verso un passaggio luminoso e colorato nel bosco.

Nella sua essenzialità il finale, a sorpresa e inaspettato, esalterà la gentilezza, la bellezza del donare e dell’altruismo. Il viaggio della protagonista non è che il nostro stesso viaggio verso l’altro.

Un illustrato dolce e delicato per tutte le età, dai 3 ai 99 anni.

Piccola Volpe nel bosco magico

di Stephanie Graegin

Terre di Mezzo, 2018

Cassandra a Mogadiscio

Igiaba Scego racconta le vicende della sua famiglia che si intrecciano alla storia di due paesi: l’Italia e la Somalia. Nel suo memoir l’autrice scrive una lettera alla nipote Soraya, raccontandole la sua vita a partire dalla Roma dei primi anni Novanta nella quale è nata e cresciuta, figlia di due profughi somali approdati in Italia dopo la fuga da un paese segnato da un complesso passato coloniale e, in seguito, dalla dittatura di Siad Barre. Il libro è un dialogo a più voci tra diverse generazioni, quella di Scego, che scrive e racconta, quella della nipote che vive in Canada e quella dei suoi genitori e dei sacrifici compiuti per cambiare vita. Tre generazioni unite dalla memoria collettiva di un trauma, la diaspora del popolo somalo. Ogni capitolo parte da una parola somala e da una italiana, e racconta memorie personali dell’autrice che cercano di ricomporre il mosaico di una storia collettiva. Il primo capitolo parte dalla parola “Jirro”, che in somalo indica la malattia e che l’autrice usa nel libro per indicare uno stato d’animo, un senso di perdita e sradicamento che permane, dal quale non ci si libera facilmente, e che viene tramandato ai figli, ai nipoti, ai pronipoti.

Cassandra a Mogadiscio

Igiaba Scego

Bompiani, 2023

Igiaba Scego racconta le vicende della sua famiglia che si intrecciano alla storia di due paesi: l’Italia e la Somalia. Nel suo memoir l’autrice scrive una lettera alla nipote Soraya, raccontandole la sua vita a partire dalla Roma dei primi anni Novanta nella quale è nata e cresciuta, figlia di due profughi somali approdati in Italia dopo la fuga da un paese segnato da un complesso passato coloniale e, in seguito, dalla dittatura di Siad Barre. Il libro è un dialogo a più voci tra diverse generazioni, quella di Scego, che scrive e racconta, quella della nipote che vive in Canada e quella dei suoi genitori e dei sacrifici compiuti per cambiare vita. Tre generazioni unite dalla memoria collettiva di un trauma, la diaspora del popolo somalo. Ogni capitolo parte da una parola somala e da una italiana, e racconta memorie personali dell’autrice che cercano di ricomporre il mosaico di una storia collettiva. Il primo capitolo parte dalla parola “Jirro”, che in somalo indica la malattia e che l’autrice usa nel libro per indicare uno stato d’animo, un senso di perdita e sradicamento che permane, dal quale non ci si libera facilmente, e che viene tramandato ai figli, ai nipoti, ai pronipoti.

Cassandra a Mogadiscio

Igiaba Scego

Bompiani, 2023

Leggere piano, forte, fortissimo. Come allenare alla lettura

Leggere ad alta voce, creare spazi e tempi per una lettura autonoma nella routine quotidiana, consentire l’accesso ai libri, imparare a rielaborarne i contenuti.

Sono solo alcuni degli importanti strumenti che, secondo Alice Bigli – ideatrice e fondatrice di “Mare di Libri. Festival dei ragazzi che leggono”, esperta di letteratura per ragazzi e accanita lettrice – ha condensato nel suo libro. Che a leggerlo sia un lettore principiante o restio, un amante dei libri, un ragazzo o un adulto, un addetto ai lavori o un “topo di biblioteca”, l’autrice prevede un percorso ad hoc per ognuno. Infatti, secondo Alice Bigli – che della promozione alla lettura per i ragazzi ha fatto la sua missione da molti anni – avvicinare i giovani a quest’attività deve tenere in considerazione prima di tutto il punto di partenza di un ogni lettore. Quanta dimestichezza abbia con i libri, di quali storie abbia bisogno o quali ami in particolare, con quale media preferisca accedervi.

“Leggere piano, forte, fortissimo” è una guida, uno strumento pensato per collegare il bisogno di ogni lettore al libro che meglio possa corrispondergli. Non solo libri rassicuranti, dunque, ma anche libri che facciano sorgere domande, offrano risposte, creino scompiglio.

Perché leggere non è un’attività “naturale”. Imparare a farlo, anche solo meccanicamente, può costare molta fatica da bambini. Imparare a comprendere il testo e il linguaggio ancora di più. Proprio come uno sport, ha bisogno di pratica, di allenamento. E come ogni sport, porta i suoi frutti più gustosi se, nel farlo, dà piacere, ci si diverte, ci si meraviglia, si nota un progressivo potenziamento.

Con lo stile chiaro e lineare che la contraddistingue, Alice Bigli crea un testo adatto a lettori di tutte le “esperienze”. Ad affiancare il messaggio, anche esercizi pratici e suggerimenti per la scelta di libri capaci di rendere il momento della lettura più piacevole e gratificante.

Leggere piano, forte, fortissimo. Come allenare alla lettura

di Alice Bigli con le illustrazioni di Elena Molinari

Mondadori, 2023

Leggere ad alta voce, creare spazi e tempi per una lettura autonoma nella routine quotidiana, consentire l’accesso ai libri, imparare a rielaborarne i contenuti.

Sono solo alcuni degli importanti strumenti che, secondo Alice Bigli – ideatrice e fondatrice di “Mare di Libri. Festival dei ragazzi che leggono”, esperta di letteratura per ragazzi e accanita lettrice – ha condensato nel suo libro. Che a leggerlo sia un lettore principiante o restio, un amante dei libri, un ragazzo o un adulto, un addetto ai lavori o un “topo di biblioteca”, l’autrice prevede un percorso ad hoc per ognuno. Infatti, secondo Alice Bigli – che della promozione alla lettura per i ragazzi ha fatto la sua missione da molti anni – avvicinare i giovani a quest’attività deve tenere in considerazione prima di tutto il punto di partenza di un ogni lettore. Quanta dimestichezza abbia con i libri, di quali storie abbia bisogno o quali ami in particolare, con quale media preferisca accedervi.

“Leggere piano, forte, fortissimo” è una guida, uno strumento pensato per collegare il bisogno di ogni lettore al libro che meglio possa corrispondergli. Non solo libri rassicuranti, dunque, ma anche libri che facciano sorgere domande, offrano risposte, creino scompiglio.

Perché leggere non è un’attività “naturale”. Imparare a farlo, anche solo meccanicamente, può costare molta fatica da bambini. Imparare a comprendere il testo e il linguaggio ancora di più. Proprio come uno sport, ha bisogno di pratica, di allenamento. E come ogni sport, porta i suoi frutti più gustosi se, nel farlo, dà piacere, ci si diverte, ci si meraviglia, si nota un progressivo potenziamento.

Con lo stile chiaro e lineare che la contraddistingue, Alice Bigli crea un testo adatto a lettori di tutte le “esperienze”. Ad affiancare il messaggio, anche esercizi pratici e suggerimenti per la scelta di libri capaci di rendere il momento della lettura più piacevole e gratificante.

Leggere piano, forte, fortissimo. Come allenare alla lettura

di Alice Bigli con le illustrazioni di Elena Molinari

Mondadori, 2023

Cinema speculation

Quentin Tarantino, regista di cult come “Le iene” o “Pulp fiction”, è prima di tutto un grande appassionato dell’arte cinematografica. I suoi film sono infatti pieni di citazioni e rimandi a grandi registi e film, e proprio al mondo del cinema è dedicata la sua ultima pellicola, “C’era una volta… a Hollywood”, con Leonardo DiCaprio, Brad Pitt e Margot Robbie. Il saggio “Cinema speculation” racconta proprio questa sua grande passione, intrecciando l’analisi tecnica dei film che hanno segnato il gusto e l’estetica del grande regista a episodi autobiografici. Il primo capitolo del libro inizia proprio con il ricordo di quando da bambino, all’inizio degli anni Settanta, andava al cinema con i genitori, per assistere a proiezioni non adatte alla sua età, senza fare troppe domande e imparando a osservare il mondo degli adulti. Tarantino approccia il racconto di ognuno dei film scelti con una grande attenzione ai dettagli, analizzandone struttura, dialoghi, ritmo e narrazione, grazie anche alla sua vasta conoscenza della settima arte, senza risparmiare critiche o apprezzamenti.

Cinema speculation

Quentin Tarantino

La nave di Teseo, 2023

Quentin Tarantino, regista di cult come “Le iene” o “Pulp fiction”, è prima di tutto un grande appassionato dell’arte cinematografica. I suoi film sono infatti pieni di citazioni e rimandi a grandi registi e film, e proprio al mondo del cinema è dedicata la sua ultima pellicola, “C’era una volta… a Hollywood”, con Leonardo DiCaprio, Brad Pitt e Margot Robbie. Il saggio “Cinema speculation” racconta proprio questa sua grande passione, intrecciando l’analisi tecnica dei film che hanno segnato il gusto e l’estetica del grande regista a episodi autobiografici. Il primo capitolo del libro inizia proprio con il ricordo di quando da bambino, all’inizio degli anni Settanta, andava al cinema con i genitori, per assistere a proiezioni non adatte alla sua età, senza fare troppe domande e imparando a osservare il mondo degli adulti. Tarantino approccia il racconto di ognuno dei film scelti con una grande attenzione ai dettagli, analizzandone struttura, dialoghi, ritmo e narrazione, grazie anche alla sua vasta conoscenza della settima arte, senza risparmiare critiche o apprezzamenti.

Cinema speculation

Quentin Tarantino

La nave di Teseo, 2023

Trilogia di New York

Nella New York onirica e nebulosa di Paul Auster i luoghi sono fuori dal tempo, le identità si dissolvono e i personaggi si sovrappongono, si trasformano e poi svaniscono nella nebbia dell’indefinito. L’impostazione è quella del romanzo giallo, ma lo sviluppo delle tre storie porta gli inusuali detective su strade che attraversano l’esteriorità della New York fantastica creata dall’autore per intrecciarsi con la loro interiorità, sempre vaga e sfumata. Nel primo racconto, “Città di vetro” Daniel Quinn riceve una telefonata nel cuore della notte, il destinatario è in realtà un certo Paul Auster, investigatore privato, ma Quinn decide di spacciarsi per lui e di affrontare lo strano caso proposto, perdendosi tra le tante personalità che emergono nella storia. Nel secondo, “Fantasmi”, l’investigatore Blue viene ingaggiato per pedinare Black e scrivere dettagliati rapporti sulle sue giornate, attività quotidiana e alienante che lo porterà a capire di essere lui a essere osservato. Nell’ultimo racconto, “La stanza chiusa”, il protagonista senza nome indaga sulla scomparsa dell’amico d’infanzia Fanshawe, scrittore di incredibile talento, arrivando a indentificarsi in lui e ad assumerne l’identità. I tre scrittori protagonisti dei romanzi brevi che compongono la trilogia, inizialmente pubblicati separatamente tra l’85 e l’87, sono dei moderni Don Quijote, che si perdono nelle loro ossessioni fino a non riconoscersi più.

Trilogia di New York

Paul Auster

Einaudi, 2014

Nella New York onirica e nebulosa di Paul Auster i luoghi sono fuori dal tempo, le identità si dissolvono e i personaggi si sovrappongono, si trasformano e poi svaniscono nella nebbia dell’indefinito. L’impostazione è quella del romanzo giallo, ma lo sviluppo delle tre storie porta gli inusuali detective su strade che attraversano l’esteriorità della New York fantastica creata dall’autore per intrecciarsi con la loro interiorità, sempre vaga e sfumata. Nel primo racconto, “Città di vetro” Daniel Quinn riceve una telefonata nel cuore della notte, il destinatario è in realtà un certo Paul Auster, investigatore privato, ma Quinn decide di spacciarsi per lui e di affrontare lo strano caso proposto, perdendosi tra le tante personalità che emergono nella storia. Nel secondo, “Fantasmi”, l’investigatore Blue viene ingaggiato per pedinare Black e scrivere dettagliati rapporti sulle sue giornate, attività quotidiana e alienante che lo porterà a capire di essere lui a essere osservato. Nell’ultimo racconto, “La stanza chiusa”, il protagonista senza nome indaga sulla scomparsa dell’amico d’infanzia Fanshawe, scrittore di incredibile talento, arrivando a indentificarsi in lui e ad assumerne l’identità. I tre scrittori protagonisti dei romanzi brevi che compongono la trilogia, inizialmente pubblicati separatamente tra l’85 e l’87, sono dei moderni Don Quijote, che si perdono nelle loro ossessioni fino a non riconoscersi più.

Trilogia di New York

Paul Auster

Einaudi, 2014

Elma e l’orso

Come molte altre bambine, Elma è molto avventurosa. Ma, a differenza delle altre, è cresciuta insieme ad un orso che considera come un padre. Tutto cambia quando un giorno, d’improvviso, Papà Orso le spiega che è necessario intraprendano un viaggio. Dove stanno andando e perché è così importante che ci arrivino? Papà Orso non dice né quale sia la destinazione né il motivo. I due si incamminano e, tra le difficoltà più svariate, Elma riuscirà a scoprire dettagli sul suo passato e sul suo futuro che non avrebbe mai immaginato e che papà Orso aveva tenuto nascosto per proteggerla. Da dove viene e qual è – ora che lo sa – il suo destino?

Il graphic novel di Ingrid Chabbert, dolcemente illustrato da Léa Mazé, parte da una ricerca che è insieme un ritorno alle origini. L’innesco della narrazione è rappresentato da un lupo che, con tono misterioso ed allusivo, ricorda a Papà Orso che «i sette anni sono passati». L’eco di Kipling è evidente: Elma ricorda una moderna Mowgli (selvaggia, libera, “adottata” da uno degli animali del bosco in cui era stata abbandonata); il viaggio nel bosco in direzione di un villaggio umano non è privo di prove, pericoli, colpi di scena ma anche consapevolezze identitarie tipiche del romanzo di formazione (con tanto di una ostile forza magica che sembra non voler lasciare andare Elma).

Mentre alla piccola settenne viene richiesto di crescere, l’orso vive un profondo travaglio emotivo perché lui sa qual è la meta, fisica ed emotiva, e cosa comporterà: la separazione e insieme l’incontro con la vera madre di Elma. E qui, la scrittrice lascia aperto il finale: cosa succederà? Che cosa ha determinato l’abbandono di Elma? Cos’è questa forza magica e perché suo papà è diventato un orso?

Elma e l’orso

di Ingrid Chabbert con le illustrazioni di Léa Mazé
Tunuè, 2023

Come molte altre bambine, Elma è molto avventurosa. Ma, a differenza delle altre, è cresciuta insieme ad un orso che considera come un padre. Tutto cambia quando un giorno, d’improvviso, Papà Orso le spiega che è necessario intraprendano un viaggio. Dove stanno andando e perché è così importante che ci arrivino? Papà Orso non dice né quale sia la destinazione né il motivo. I due si incamminano e, tra le difficoltà più svariate, Elma riuscirà a scoprire dettagli sul suo passato e sul suo futuro che non avrebbe mai immaginato e che papà Orso aveva tenuto nascosto per proteggerla. Da dove viene e qual è – ora che lo sa – il suo destino?

Il graphic novel di Ingrid Chabbert, dolcemente illustrato da Léa Mazé, parte da una ricerca che è insieme un ritorno alle origini. L’innesco della narrazione è rappresentato da un lupo che, con tono misterioso ed allusivo, ricorda a Papà Orso che «i sette anni sono passati». L’eco di Kipling è evidente: Elma ricorda una moderna Mowgli (selvaggia, libera, “adottata” da uno degli animali del bosco in cui era stata abbandonata); il viaggio nel bosco in direzione di un villaggio umano non è privo di prove, pericoli, colpi di scena ma anche consapevolezze identitarie tipiche del romanzo di formazione (con tanto di una ostile forza magica che sembra non voler lasciare andare Elma).

Mentre alla piccola settenne viene richiesto di crescere, l’orso vive un profondo travaglio emotivo perché lui sa qual è la meta, fisica ed emotiva, e cosa comporterà: la separazione e insieme l’incontro con la vera madre di Elma. E qui, la scrittrice lascia aperto il finale: cosa succederà? Che cosa ha determinato l’abbandono di Elma? Cos’è questa forza magica e perché suo papà è diventato un orso?

Elma e l’orso

di Ingrid Chabbert con le illustrazioni di Léa Mazé
Tunuè, 2023

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