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Io sono foglia

Quando si pensa a un libro si immagina sempre che il punto di partenza siano le parole. “Io sono foglia”, miglior libro per il Premio Andersen della fascia 0-6 anni,  invece, è la testimonianza del contrario: le parole di Angelo Mozzilo sono arrivate dopo, mai scontate e sempre in rima, a dar voce alla danza che la matita di Marianna Balducci ha saputo creare tra foglia e bambino. Il loro incontro dice di pensieri, emozioni, stati d’animo di chi si scopre sempre diverso nello scorrere naturale – qui sta la parola chiave – del tempo.

Il bambino assomiglia ad ogni foglia, ogni foglia assomiglia al bambino: si imitano, si trasformano, si eguagliano nei movimenti che sono espressione dell’interiorità stessa. Il lettore è invitato ad attraversare le fluttuazioni dell’animo insieme a loro, ad imparare ad accettare che ogni giorno (spesso più volte nella stessa giornata) si può essere luce e ombra, solleone e acquazzone, felicità e tristezza, entuasiamo e paura, noia e coraggio. Protagonisti o spettatori. E tutto questo è normale. Nulla fa eccezione. In questo carosello senza fine però una sola cosa, ci dicono i due autori, è punto fisso: trovare per sè un ramo. Un luogo che sia lì ad attendere, uno spazio in cui essere accolti e coccolati. Riceve il premio «per la profonda delicatezza con cui gli autori hanno dato vita a un insolito e felice progetto editoriale. Per la precisione e la delicatezza con la quale raccontano gli stati d’animo, spesso confusi e contrastanti, che i piccoli attraversano. Per tavole raffinate e brillanti che coniugano trepida grazia e lieve ironia

Io sono foglia 

di Angelo Mozzillo con le illustrazioni di Marianna Balducci

Bacchilega Junior, 2020

Quando si pensa a un libro si immagina sempre che il punto di partenza siano le parole. “Io sono foglia”, miglior libro per il Premio Andersen della fascia 0-6 anni,  invece, è la testimonianza del contrario: le parole di Angelo Mozzilo sono arrivate dopo, mai scontate e sempre in rima, a dar voce alla danza che la matita di Marianna Balducci ha saputo creare tra foglia e bambino. Il loro incontro dice di pensieri, emozioni, stati d’animo di chi si scopre sempre diverso nello scorrere naturale – qui sta la parola chiave – del tempo.

Il bambino assomiglia ad ogni foglia, ogni foglia assomiglia al bambino: si imitano, si trasformano, si eguagliano nei movimenti che sono espressione dell’interiorità stessa. Il lettore è invitato ad attraversare le fluttuazioni dell’animo insieme a loro, ad imparare ad accettare che ogni giorno (spesso più volte nella stessa giornata) si può essere luce e ombra, solleone e acquazzone, felicità e tristezza, entuasiamo e paura, noia e coraggio. Protagonisti o spettatori. E tutto questo è normale. Nulla fa eccezione. In questo carosello senza fine però una sola cosa, ci dicono i due autori, è punto fisso: trovare per sè un ramo. Un luogo che sia lì ad attendere, uno spazio in cui essere accolti e coccolati. Riceve il premio «per la profonda delicatezza con cui gli autori hanno dato vita a un insolito e felice progetto editoriale. Per la precisione e la delicatezza con la quale raccontano gli stati d’animo, spesso confusi e contrastanti, che i piccoli attraversano. Per tavole raffinate e brillanti che coniugano trepida grazia e lieve ironia

Io sono foglia 

di Angelo Mozzillo con le illustrazioni di Marianna Balducci

Bacchilega Junior, 2020

Il libro dei fiori

Cosa mangia la pianta carnivora venere acchiappamosche? È possibile far crescere una rosa in assenza di gravità? Come e quando è meglio piantare un bulbo di tulipano o i semi di girasole?
Ci si può sedere su una ninfea gigante di due metri e galleggiare sull’acqua? Quanto sono alti i papaveri?

Fioriture, corolle, impollinazioni, pistilli, radici, foglie, biodiversità. Questi e molti altri sono i temi trattati da Zommer. Il meraviglioso mondo vegetale non avrà più segreti per chi si immergerà nella sua lettura e – perchè no? – magari da qui sarà possibile prendere ispirazione per partire all’esplorazione della stessa Natura che l’autore ritrae, imparando anche come migliorarne l’ecosistema.

“Il libro dei fiori” di Yuval Zommer si presenta come un delicatissimo albo illustrato capace di incantare i lettori ricostruendo il processo di crescita di fiori e piante. Con consigli pratici legati al momento perfetto per la semina, la quantità e l’orario migliore per l’irrigazione di ogni specie e box didattici sull’origine di ogni fiore, apre una cornice curiosa e affascinante per conoscerne caratteristiche e peculiarità. Il tutto arricchito dai colori e dal tratto delle illustrazioni che hanno reso famoso l’autore in tutto il mondo.

Il libro dei fiori

Yuval Zommer

Mondadori Electa, 2020

Cosa mangia la pianta carnivora venere acchiappamosche? È possibile far crescere una rosa in assenza di gravità? Come e quando è meglio piantare un bulbo di tulipano o i semi di girasole?
Ci si può sedere su una ninfea gigante di due metri e galleggiare sull’acqua? Quanto sono alti i papaveri?

Fioriture, corolle, impollinazioni, pistilli, radici, foglie, biodiversità. Questi e molti altri sono i temi trattati da Zommer. Il meraviglioso mondo vegetale non avrà più segreti per chi si immergerà nella sua lettura e – perchè no? – magari da qui sarà possibile prendere ispirazione per partire all’esplorazione della stessa Natura che l’autore ritrae, imparando anche come migliorarne l’ecosistema.

“Il libro dei fiori” di Yuval Zommer si presenta come un delicatissimo albo illustrato capace di incantare i lettori ricostruendo il processo di crescita di fiori e piante. Con consigli pratici legati al momento perfetto per la semina, la quantità e l’orario migliore per l’irrigazione di ogni specie e box didattici sull’origine di ogni fiore, apre una cornice curiosa e affascinante per conoscerne caratteristiche e peculiarità. Il tutto arricchito dai colori e dal tratto delle illustrazioni che hanno reso famoso l’autore in tutto il mondo.

Il libro dei fiori

Yuval Zommer

Mondadori Electa, 2020

Jacominus. Ti aspetto

Siamo tornati nel bellissimo paese di Jacominus Gainsborough. Lui ha preso un appuntamento con la sua amata Douce a mezzogiorno in punto perché sta per imbarcarsi e ha qualcosa di davvero molto importante da dirle. Lei verrà? Arriverà in tempo?

Dopo “Il libro delle ore felici”, Rébecca Dautremer ci invita nuovamente nella vita di Jacominus Gainsborough, ma questa volta lo fa chiedendoci di attraversare letteralmente e fisicamente le pagine del libro. Con un illustrato studiato nel minimi particolari, caratterizzato da una costruzione a intaglio sovrapposto, il lettore è contemporaneamente nella testa di Jacominus e nella pelliccia di Douce che avanza verso di lui. La tridimensionalità delle illustrazioni e delle pagine pensate per regalare ogni volta un dettaglio in più (un rastrello, un banchetto di arance, il fumo della nave) genera una visione a imbuto da cui è impossibile staccarsi fino alla fine.

Seguiamo Douce attraverso il frutteto, la periferia, il mercato e – insieme a lei – scorgiamo la sagoma di Jacominus sul ponte di una nave in partenza. È mezzogiorno.

Jacominus. Ti aspetto

Di Rébecca Dautremer

Rizzoli, 2019

Siamo tornati nel bellissimo paese di Jacominus Gainsborough. Lui ha preso un appuntamento con la sua amata Douce a mezzogiorno in punto perché sta per imbarcarsi e ha qualcosa di davvero molto importante da dirle. Lei verrà? Arriverà in tempo?

Dopo “Il libro delle ore felici”, Rébecca Dautremer ci invita nuovamente nella vita di Jacominus Gainsborough, ma questa volta lo fa chiedendoci di attraversare letteralmente e fisicamente le pagine del libro. Con un illustrato studiato nel minimi particolari, caratterizzato da una costruzione a intaglio sovrapposto, il lettore è contemporaneamente nella testa di Jacominus e nella pelliccia di Douce che avanza verso di lui. La tridimensionalità delle illustrazioni e delle pagine pensate per regalare ogni volta un dettaglio in più (un rastrello, un banchetto di arance, il fumo della nave) genera una visione a imbuto da cui è impossibile staccarsi fino alla fine.

Seguiamo Douce attraverso il frutteto, la periferia, il mercato e – insieme a lei – scorgiamo la sagoma di Jacominus sul ponte di una nave in partenza. È mezzogiorno.

Jacominus. Ti aspetto

Di Rébecca Dautremer

Rizzoli, 2019

Il mio amico Dante

È il Dantedì. Geronimo parte per Firenze per prendere parte alle celebrazioni dei 700 anni dalla morte del Sommo Poeta. Ahimè, come spesso gli accade mentre è in volo, si addormenta e inizia a sognare: nei panni di un turista attraversa le porte dell’inferno e viene accolto da Dante “in pelliccia e baffi”. Poco lontano scorge Virgilio in veste di “tour operator” in cerca di una pausa dalla folla di turisti che ha dovuto accompagnare per i gironi da quando sono iniziate le celebrazioni. Insieme a loro Geronimo farà un viaggio guidato attraverso “le attrazioni” e i luoghi della “Divina Commedia” rivisistati con lo humor e la simpatia tipici del topo-giornalista più amato dai bambini di tutto il mondo.

Come sempre nel mondo di Stilton, però, le avventure sono espedienti educativi e dunque non mancano nel testo box didattici, cronologie con informazioni e aneddoti che avvicinano il giovane lettore alla figura di Dante e alla grandezza delle sue opere.

Il mio amico Dante

Geronimo Stilton

Edizioni Piemme, 2021

È il Dantedì. Geronimo parte per Firenze per prendere parte alle celebrazioni dei 700 anni dalla morte del Sommo Poeta. Ahimè, come spesso gli accade mentre è in volo, si addormenta e inizia a sognare: nei panni di un turista attraversa le porte dell’inferno e viene accolto da Dante “in pelliccia e baffi”. Poco lontano scorge Virgilio in veste di “tour operator” in cerca di una pausa dalla folla di turisti che ha dovuto accompagnare per i gironi da quando sono iniziate le celebrazioni. Insieme a loro Geronimo farà un viaggio guidato attraverso “le attrazioni” e i luoghi della “Divina Commedia” rivisistati con lo humor e la simpatia tipici del topo-giornalista più amato dai bambini di tutto il mondo.

Come sempre nel mondo di Stilton, però, le avventure sono espedienti educativi e dunque non mancano nel testo box didattici, cronologie con informazioni e aneddoti che avvicinano il giovane lettore alla figura di Dante e alla grandezza delle sue opere.

Il mio amico Dante

Geronimo Stilton

Edizioni Piemme, 2021

L’acqua del lago non è mai dolce

Nel libro di Giulia Caminito troviamo la storia di due donne. Una madre, Antonia, e una figlia, Gaia. Antonia, la rossa, è una donna caparbia e stoica, cresce quattro figli e si prende cura del marito rimasto disabile dopo un incidente sul lavoro. Lotta per ottenere un’abitazione, sin dalla scena di apertura del libro, nella quale si batte per l’assegnazione di una casa popolare in un ufficio dell’ATER. In seguito la famiglia si sposterà ad Anguillara, sul lago di Bracciano. Gaia è una ragazza che si sente sempre un passo indietro rispetto ai suoi coetanei, ogni piccola cosa che la vita le offre non è mai ottenuta senza fatica, è sempre una conquista. Viaggia come pendolare per Roma, per andare a scuola, ambiente in cui non sempre le relazioni con i coetanei sono semplici, ad esempio il rapporto con Alessandro, che non smette di prenderla in giro, vessandola continuamente, fino al giorno in cui per dispetto le rompe una racchetta da tennis, ottenuta con i sacrifici di tutta la famiglia. Gaia potrebbe denunciare la cosa agli insegnanti, ai genitori del ragazzo, ma per la prima volta decide di fare affidamento solo su sé stessa. E gli rompe un ginocchio. La rabbia di Gaia è una delle chiavi di lettura del libro. Una rabbia individuale e individualista, che non ci parla della sua condizione sociale, che non viene canalizzata in una lotta, a differenza di quella del fratello, Mariano, che prende un treno di nascosto e va a Genova per il G8, evento del quale si parla in televisione, al TG, ma le compagne di classe di Gaia preferiscono guardare le puntate di Dawson’s Creek. Un rancore che continua ad accompagnarla lungo il corso della sua vita, che procede nel racconto tra amicizie importanti come quella con Iris – altra fondamentale donna del romanzo – amori, tradimenti e ancora tanta rabbia. Una vita che rimane irrisolta nel romanzo, con un passaggio all’età adulta, una formazione, che attendiamo, ma che non arriva e che forse ci dice molto della generazione cresciuta a cavallo del cambio di millennio.

L’acqua del lago non è mai dolce
Giulia Caminito
Bompiani, 2020

Nel libro di Giulia Caminito troviamo la storia di due donne. Una madre, Antonia, e una figlia, Gaia. Antonia, la rossa, è una donna caparbia e stoica, cresce quattro figli e si prende cura del marito rimasto disabile dopo un incidente sul lavoro. Lotta per ottenere un’abitazione, sin dalla scena di apertura del libro, nella quale si batte per l’assegnazione di una casa popolare in un ufficio dell’ATER. In seguito la famiglia si sposterà ad Anguillara, sul lago di Bracciano. Gaia è una ragazza che si sente sempre un passo indietro rispetto ai suoi coetanei, ogni piccola cosa che la vita le offre non è mai ottenuta senza fatica, è sempre una conquista. Viaggia come pendolare per Roma, per andare a scuola, ambiente in cui non sempre le relazioni con i coetanei sono semplici, ad esempio il rapporto con Alessandro, che non smette di prenderla in giro, vessandola continuamente, fino al giorno in cui per dispetto le rompe una racchetta da tennis, ottenuta con i sacrifici di tutta la famiglia. Gaia potrebbe denunciare la cosa agli insegnanti, ai genitori del ragazzo, ma per la prima volta decide di fare affidamento solo su sé stessa. E gli rompe un ginocchio. La rabbia di Gaia è una delle chiavi di lettura del libro. Una rabbia individuale e individualista, che non ci parla della sua condizione sociale, che non viene canalizzata in una lotta, a differenza di quella del fratello, Mariano, che prende un treno di nascosto e va a Genova per il G8, evento del quale si parla in televisione, al TG, ma le compagne di classe di Gaia preferiscono guardare le puntate di Dawson’s Creek. Un rancore che continua ad accompagnarla lungo il corso della sua vita, che procede nel racconto tra amicizie importanti come quella con Iris – altra fondamentale donna del romanzo – amori, tradimenti e ancora tanta rabbia. Una vita che rimane irrisolta nel romanzo, con un passaggio all’età adulta, una formazione, che attendiamo, ma che non arriva e che forse ci dice molto della generazione cresciuta a cavallo del cambio di millennio.

L’acqua del lago non è mai dolce
Giulia Caminito
Bompiani, 2020

Un’estate fa

I ricordi delle estati passate, le partenze in auto con la famiglia verso la meta tanto attesa per tutto l’anno, sia essa stata una spiaggia assolata, una baita di montagna o una casetta in riva al lago, sono tra le memorie che conserviamo per tutta la vita e che riaffiorano ogni estate. A volte il ricordo è una canzone cantata in auto, il profumo del mare all’arrivo, le pagine dei libri letti durante le vacanze, un’amicizia estiva che dura ancora oggi, un fugace amore durato solo una stagione. La graphic novel dello sceneggiatore belga Zidrou e del disegnatore spagnolo Jordi Lafebre, ci restituisce quel senso di nostalgia per i ricordi estivi, raccontando tre estati, tra gli anni ’60 e gli anni ’70, vissute da Pierre, fumettista che non vede l’ora di finire le tavole alle quali sta lavorando per poter andare in vacanza con la famiglia, che aspetta ansiosa la fine del suo lavoro e il momento della partenza. Una storia delicata e poetica che parla di una famiglia come tante, nella quale ci si può riconoscere e immedesimare, al di là degli anni e dei luoghi nei quali abbiamo trascorso le nostre estati.

Un’estate fa
Zidrou ; Jordi Lafebre
Bao Publishing, 2019

I ricordi delle estati passate, le partenze in auto con la famiglia verso la meta tanto attesa per tutto l’anno, sia essa stata una spiaggia assolata, una baita di montagna o una casetta in riva al lago, sono tra le memorie che conserviamo per tutta la vita e che riaffiorano ogni estate. A volte il ricordo è una canzone cantata in auto, il profumo del mare all’arrivo, le pagine dei libri letti durante le vacanze, un’amicizia estiva che dura ancora oggi, un fugace amore durato solo una stagione. La graphic novel dello sceneggiatore belga Zidrou e del disegnatore spagnolo Jordi Lafebre, ci restituisce quel senso di nostalgia per i ricordi estivi, raccontando tre estati, tra gli anni ’60 e gli anni ’70, vissute da Pierre, fumettista che non vede l’ora di finire le tavole alle quali sta lavorando per poter andare in vacanza con la famiglia, che aspetta ansiosa la fine del suo lavoro e il momento della partenza. Una storia delicata e poetica che parla di una famiglia come tante, nella quale ci si può riconoscere e immedesimare, al di là degli anni e dei luoghi nei quali abbiamo trascorso le nostre estati.

Un’estate fa
Zidrou ; Jordi Lafebre
Bao Publishing, 2019

Oro Blu

L’acqua, bene prezioso e in crisi, come spiega bene Edoardo Borgomeo, studioso di Idrologia a Oxford, in “Oro blu”, nove storie, per Laterza, di acqua e cambiamento climatico, dal Brasile all’Olanda, dalla Sicilia al Bangladesh. Un pianeta in difficoltà da global warming significa “ghiacciai che si sciolgono, piogge meno prevedibili, alluvioni più frequenti, deserti che avanzano: nell’acqua vediamo gli effetti del riscaldamento globale e la probabile causa di guerre future”. Politica, economia, problemi sociali e conflitti culturali si incrociano. E proprio la mancata attenzione all’ambiente e gli sprechi dell’acqua aggravano le tensioni in tante aree del mondo. Emerge con chiarezza l’urgenza di scelte politiche internazionali condivise, per “imparare a essere parte del nostro mondo senza distruggerlo”.

Oro blu. Storie di acqua e di cambiamenti climatici
Edoardo Borgomeo
Laterza, 2021

L’acqua, bene prezioso e in crisi, come spiega bene Edoardo Borgomeo, studioso di Idrologia a Oxford, in “Oro blu”, nove storie, per Laterza, di acqua e cambiamento climatico, dal Brasile all’Olanda, dalla Sicilia al Bangladesh. Un pianeta in difficoltà da global warming significa “ghiacciai che si sciolgono, piogge meno prevedibili, alluvioni più frequenti, deserti che avanzano: nell’acqua vediamo gli effetti del riscaldamento globale e la probabile causa di guerre future”. Politica, economia, problemi sociali e conflitti culturali si incrociano. E proprio la mancata attenzione all’ambiente e gli sprechi dell’acqua aggravano le tensioni in tante aree del mondo. Emerge con chiarezza l’urgenza di scelte politiche internazionali condivise, per “imparare a essere parte del nostro mondo senza distruggerlo”.

Oro blu. Storie di acqua e di cambiamenti climatici
Edoardo Borgomeo
Laterza, 2021

Il calamaro gigante

Gli abissi marini sono stati per millenni un mistero per gli esseri umani e le creature che li abitano hanno suscitato le paure dei marinai, dando vita a incredibili leggende e storie di mostri marini, come il calamaro gigante, ritenuto per secoli una creatura mitologica, fino a quando la sua esistenza è stata confermata dagli scienziati. Il libro di Fabio Genovesi parte da un suo ricordo di quando frequentava la prima elementare e gli venne chiesto di disegnare il suo animale preferito: un calamaro gigante, per l’appunto. Il suo disegno lasciò stupiti compagni di classe e insegnante, suscitandone l’ilarità. Da questo ricordo partono altre storie, tutte incentrate sulla creatura marina della quale non si riteneva possibile l’esistenza. Racconti di esploratori, marinai e scienziati ma anche di zie, nonne e amici. Un libro per non perdere la voglia di vedere il mondo con gli occhi pieni di meraviglia di un bambino e quella di credere all’impossibile, che a volte è più reale e raggiungibile di quanto possiamo pensare.

Il calamaro gigante
Fabio Genovesi
Feltrinelli, 2021

Gli abissi marini sono stati per millenni un mistero per gli esseri umani e le creature che li abitano hanno suscitato le paure dei marinai, dando vita a incredibili leggende e storie di mostri marini, come il calamaro gigante, ritenuto per secoli una creatura mitologica, fino a quando la sua esistenza è stata confermata dagli scienziati. Il libro di Fabio Genovesi parte da un suo ricordo di quando frequentava la prima elementare e gli venne chiesto di disegnare il suo animale preferito: un calamaro gigante, per l’appunto. Il suo disegno lasciò stupiti compagni di classe e insegnante, suscitandone l’ilarità. Da questo ricordo partono altre storie, tutte incentrate sulla creatura marina della quale non si riteneva possibile l’esistenza. Racconti di esploratori, marinai e scienziati ma anche di zie, nonne e amici. Un libro per non perdere la voglia di vedere il mondo con gli occhi pieni di meraviglia di un bambino e quella di credere all’impossibile, che a volte è più reale e raggiungibile di quanto possiamo pensare.

Il calamaro gigante
Fabio Genovesi
Feltrinelli, 2021

Il manuale delle 50 avventure da vivere prima dei 13 anni… In vacanza

È arrivata l’estate. Quale momento migliore per dare libero sfogo all’immaginazione e inventare avventure, giochi e imprese senza limiti? Pierdomenico Baccalario e Lucia Stipari ne propongono cinquanta, ma se pensate di trovare le classiche traversate con il materassino o i castelli di sabbia vi sbagliate. Ad aspettare il lettore ci sono le più divertenti e spensierate peripezie per passare un’estate indimenticabile. Tutte diverse e tutte appassionanti, per ogni tipo di avventuriero. Ma prima di iniziare, bisogna prepararsi. Quindi si parte con un decalogo del perfetto vacanziere, un mantra personalizzabile e un patto indissolubile: in fondo al libro c’è una busta, ed è assolutamente vietato aprirla se prima non si sono vissute almeno un paio di avventure. Ma siamo sicuri che una volta iniziate i giovani lettori si limiteranno a due? Sicuramente no e torneranno a casa dalle vacanze con uno zainetto carico di tanti divertentissimi ricordi in più. Soprattutto perchè, come dicono gli autori alla fine del libro, “l’avventura è sempre dietro l’angolo, quindi gira più angoli che puoi e vivila tutti i giorni!”.

Un invito a cambiare, rischiare e rendere leggendari i mesi estivi prima che si diventi “troppo grandi” per poterlo fare con la giusta dose di spensieratezza.

Il manuale delle 50 avventure da vivere prima dei 13 anni… In vacanza

Pierdomenico Baccalario e Lucia Stipari

Il Castoro, 2021

È arrivata l’estate. Quale momento migliore per dare libero sfogo all’immaginazione e inventare avventure, giochi e imprese senza limiti? Pierdomenico Baccalario e Lucia Stipari ne propongono cinquanta, ma se pensate di trovare le classiche traversate con il materassino o i castelli di sabbia vi sbagliate. Ad aspettare il lettore ci sono le più divertenti e spensierate peripezie per passare un’estate indimenticabile. Tutte diverse e tutte appassionanti, per ogni tipo di avventuriero. Ma prima di iniziare, bisogna prepararsi. Quindi si parte con un decalogo del perfetto vacanziere, un mantra personalizzabile e un patto indissolubile: in fondo al libro c’è una busta, ed è assolutamente vietato aprirla se prima non si sono vissute almeno un paio di avventure. Ma siamo sicuri che una volta iniziate i giovani lettori si limiteranno a due? Sicuramente no e torneranno a casa dalle vacanze con uno zainetto carico di tanti divertentissimi ricordi in più. Soprattutto perchè, come dicono gli autori alla fine del libro, “l’avventura è sempre dietro l’angolo, quindi gira più angoli che puoi e vivila tutti i giorni!”.

Un invito a cambiare, rischiare e rendere leggendari i mesi estivi prima che si diventi “troppo grandi” per poterlo fare con la giusta dose di spensieratezza.

Il manuale delle 50 avventure da vivere prima dei 13 anni… In vacanza

Pierdomenico Baccalario e Lucia Stipari

Il Castoro, 2021

La sirenetta e altre fiabe

A distanza di quasi due secoli dalla sua prima pubblicazione, L’Ippocampo ricostruisce e ripropone il classico di Andersen in una preziosa edizione che fonde letteratura, illustrazione ed elementi interattivi. Grazie a questi escamotage la lettura della fiaba supera la semplice fruizione narrativa e prende la forma di un’esperienza tanto estetica quanto ludica in cui le sirene si muovono in una sorta di carosello danzante per offrire a grandi e piccini “un oggetto da collezione che farà sognare più di una generazione”.  E così, alternando illustrazioni a parole, il lettore potrà entrare quasi fisicamente nel palazzo del Re del Mare che si dipana oltre i limiti della pagina con un delicato pop-up oppure osservare la sirenetta scomparire e riapparire sopra la superficie girando una ruota intagliata a scomparsa.

Ma l’edizione non si limita a raccontare solo questo grande classico: a concludere la raccolta saranno anche altre famose fiabe e favole dello scrittore danese: da “Il brutto anatroccolo” a “L’acciarino”, da “La piccola fiammiferaia” a “Mignolina”. Tutti pensati e realizzati con un gioco in 3D di grande raffinatezza capace di coinvolgere il lettore in un’esperienza a trecentosessanta gradi.

La sirenetta e altre fiabe

H.C. Andersen

L’Ippocampo Editore, 2018

A distanza di quasi due secoli dalla sua prima pubblicazione, L’Ippocampo ricostruisce e ripropone il classico di Andersen in una preziosa edizione che fonde letteratura, illustrazione ed elementi interattivi. Grazie a questi escamotage la lettura della fiaba supera la semplice fruizione narrativa e prende la forma di un’esperienza tanto estetica quanto ludica in cui le sirene si muovono in una sorta di carosello danzante per offrire a grandi e piccini “un oggetto da collezione che farà sognare più di una generazione”.  E così, alternando illustrazioni a parole, il lettore potrà entrare quasi fisicamente nel palazzo del Re del Mare che si dipana oltre i limiti della pagina con un delicato pop-up oppure osservare la sirenetta scomparire e riapparire sopra la superficie girando una ruota intagliata a scomparsa.

Ma l’edizione non si limita a raccontare solo questo grande classico: a concludere la raccolta saranno anche altre famose fiabe e favole dello scrittore danese: da “Il brutto anatroccolo” a “L’acciarino”, da “La piccola fiammiferaia” a “Mignolina”. Tutti pensati e realizzati con un gioco in 3D di grande raffinatezza capace di coinvolgere il lettore in un’esperienza a trecentosessanta gradi.

La sirenetta e altre fiabe

H.C. Andersen

L’Ippocampo Editore, 2018

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