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L’onda

Pagine a carboncino in bianco e nero si fondono con il blu acrilico del mare che – nel dialogo muto tra la piccola protagonista e l’onda – acquisisce progressivamente sempre più spazio. Si studiano, si provocano, si toccano e si rincorrono fino ad accogliersi l’un l’altra. Attraverso la loro danza, Suzy Lee gioca con il concetto di limite fisico, emotivo, psicologico e materico.

La bambina arriva in spiaggia, vede il confine tra il bagnasciuga e l’acqua, si ferma, lo osserva, si avvicina, lo sfida, si spaventa, tende una mano e… il braccio si perde nella rilegatura. Un errore? No, girando pagina se ne ha subito la conferma. È quello il momento di svolta dell’intera narrazione silenziosa, la linea di demarcazione fisica e metaforica che porta la protagonista oltre la paura, verso la meraviglia della scoperta.

Un albo illustrato senza parole che lascia all’esperienza di lettura la possibilità di svelarne i molteplici significati.

L’onda

Suzy Lee

Edizioni Corraini, 2015

Pagine a carboncino in bianco e nero si fondono con il blu acrilico del mare che – nel dialogo muto tra la piccola protagonista e l’onda – acquisisce progressivamente sempre più spazio. Si studiano, si provocano, si toccano e si rincorrono fino ad accogliersi l’un l’altra. Attraverso la loro danza, Suzy Lee gioca con il concetto di limite fisico, emotivo, psicologico e materico.

La bambina arriva in spiaggia, vede il confine tra il bagnasciuga e l’acqua, si ferma, lo osserva, si avvicina, lo sfida, si spaventa, tende una mano e… il braccio si perde nella rilegatura. Un errore? No, girando pagina se ne ha subito la conferma. È quello il momento di svolta dell’intera narrazione silenziosa, la linea di demarcazione fisica e metaforica che porta la protagonista oltre la paura, verso la meraviglia della scoperta.

Un albo illustrato senza parole che lascia all’esperienza di lettura la possibilità di svelarne i molteplici significati.

L’onda

Suzy Lee

Edizioni Corraini, 2015

Coco. La ragazza libera

«Ho deciso chi volevo essere ed è quello che sono» – Coco Chanel.

In occasione di due importanti anniversari legati alla più grande stilista di tutti tempi – i cinquant’anni dalla sua scomparsa e i cento dal lancio di Chanel n. 5 – Eva Byrne immagina e racconta ai piccoli lettori chi era Gabrielle Bonheur Chanel prima di diventare “Madame Gabrielle”.Da piccola Coco era una bambina libera, determinata, fantasiosa. Da adulta non poteva che diventare una grande donna capace di rivoluzionare il modo di vestire femminile imponendosi come figura fondamentale del fashion design e mettendo le radici di uno dei più grandi imperi della storia della moda. Così come da bambina aveva saputo difendere le proprie convinzioni, allo stesso modo da donna risoluta ha saputo battersi con forza per cambiare il concetto di femminilità nella cultura del XX secolo partendo da ciò che sapeva fare meglio: gli abiti.

«Fino a quel momento avevamo vestito donne inutili, oziose, donne a cui le cameriere dovevano infilare le maniche; invece, avevo ormai una clientela di donne attive; una donna attiva ha bisogno di sentirsi a suo agio nel proprio vestito. Bisogna potersi rimboccare le maniche.»

Coco. La ragazza libera

Eva Byrne

Mondadori Electa, 2020

«Ho deciso chi volevo essere ed è quello che sono» – Coco Chanel.

In occasione di due importanti anniversari legati alla più grande stilista di tutti tempi – i cinquant’anni dalla sua scomparsa e i cento dal lancio di Chanel n. 5 – Eva Byrne immagina e racconta ai piccoli lettori chi era Gabrielle Bonheur Chanel prima di diventare “Madame Gabrielle”.Da piccola Coco era una bambina libera, determinata, fantasiosa. Da adulta non poteva che diventare una grande donna capace di rivoluzionare il modo di vestire femminile imponendosi come figura fondamentale del fashion design e mettendo le radici di uno dei più grandi imperi della storia della moda. Così come da bambina aveva saputo difendere le proprie convinzioni, allo stesso modo da donna risoluta ha saputo battersi con forza per cambiare il concetto di femminilità nella cultura del XX secolo partendo da ciò che sapeva fare meglio: gli abiti.

«Fino a quel momento avevamo vestito donne inutili, oziose, donne a cui le cameriere dovevano infilare le maniche; invece, avevo ormai una clientela di donne attive; una donna attiva ha bisogno di sentirsi a suo agio nel proprio vestito. Bisogna potersi rimboccare le maniche.»

Coco. La ragazza libera

Eva Byrne

Mondadori Electa, 2020

Se l’acqua ride

Il libro di Paolo Malaguti è un romanzo di avventura, come quelli classici, che appassionano i ragazzi durante l’adolescenza poiché anche il protagonista vive come loro una fase liminale, di passaggio all’età adulta. È un libro di viaggio, ambientato sull’acqua, non si tratta però di luoghi per noi esotici come i Caraibi o l’Oceano Indiano, ma dei fiumi della Pianura Padana e della Laguna veneta degli anni Sessanta. Il protagonista è un ragazzino chiamato Ganbeto, che ha appena finito la terza media, passando per il rotto della cuffia e accendendo un cero in chiesa per ringraziare San Giacomo. La sua vita sta per cambiare, stravolta da poche parole pronunciate a cena dal padre e dal nonno Caronte che, dopo avergli servito un bicchiere di vino, – perché “così se parla tra òmeni” –  gli comunicano che l’indomani si imbarcherà sulla Teresina, il burchio del nonno. Fino ad allora il mondo di Ganbeto era stato circoscritto al paese, tutt’al più si era spinto fino a Padova con la mamma, a vedere “il Santo”, quel giorno però si apre di fronte ai suoi occhi un mondo nuovo. Un mondo sull’acqua, “fatto di approdi e squeri, pontili e chiuse”, un mondo misterioso che incute timore e rispetto ma che suscita anche curiosità e voglia di esplorare. Un mondo che cambia, destinato a scomparire, negli anni in cui il trasporto su gomma sostituisce sempre più il trasporto fluviale e i vecchi barcari pian piano si trasformano in operai, lasciando le loro imbarcazioni per andare a lavorare nei capannoni delle fabbriche che riempiono le campagne venete.

Se l’acqua ride
Paolo Malaguti
Einaudi, 2020

Il libro di Paolo Malaguti è un romanzo di avventura, come quelli classici, che appassionano i ragazzi durante l’adolescenza poiché anche il protagonista vive come loro una fase liminale, di passaggio all’età adulta. È un libro di viaggio, ambientato sull’acqua, non si tratta però di luoghi per noi esotici come i Caraibi o l’Oceano Indiano, ma dei fiumi della Pianura Padana e della Laguna veneta degli anni Sessanta. Il protagonista è un ragazzino chiamato Ganbeto, che ha appena finito la terza media, passando per il rotto della cuffia e accendendo un cero in chiesa per ringraziare San Giacomo. La sua vita sta per cambiare, stravolta da poche parole pronunciate a cena dal padre e dal nonno Caronte che, dopo avergli servito un bicchiere di vino, – perché “così se parla tra òmeni” –  gli comunicano che l’indomani si imbarcherà sulla Teresina, il burchio del nonno. Fino ad allora il mondo di Ganbeto era stato circoscritto al paese, tutt’al più si era spinto fino a Padova con la mamma, a vedere “il Santo”, quel giorno però si apre di fronte ai suoi occhi un mondo nuovo. Un mondo sull’acqua, “fatto di approdi e squeri, pontili e chiuse”, un mondo misterioso che incute timore e rispetto ma che suscita anche curiosità e voglia di esplorare. Un mondo che cambia, destinato a scomparire, negli anni in cui il trasporto su gomma sostituisce sempre più il trasporto fluviale e i vecchi barcari pian piano si trasformano in operai, lasciando le loro imbarcazioni per andare a lavorare nei capannoni delle fabbriche che riempiono le campagne venete.

Se l’acqua ride
Paolo Malaguti
Einaudi, 2020

Guida per bambine ribelli. Alla scoperta del corpo che cambia

L’età dello sviluppo, si sa, inizia sempre prima e porta con sé sconvolgimenti fisici ed emotivi che colgono le bambine in fasi della vita sempre più precoci.“Guida per bambine ribelli” si propone come un manuale d’istruzioni “per l’uso della pubertà”. Attraverso box propedeutici, informazioni e consigli pratici aiuta le giovani lettrici a sentirsi meno sole e impreparate davanti all’improvvisa trasformazione del corpo o alla scoperta della sessualità. Il tutto legato da un fil-rouge: la libertà. Libertà di scegliere se vivere questo periodo in modo sereno o di esprimerne tutto il disagio, di riconoscersi in un genere o in un altro. Soprattutto libertà di dire “no”. Il tema del consenso – poco affrontato fino a ora con gli adolescenti – è trattato con naturalezza ma in modo chiaro, ponendolo come uno dei diritti da acquisire in un periodo costellato da momenti passeggeri. Per il resto, come dice l’autrice: «Non preoccuparti, dai il tempo al tuo corpo di trovare un proprio equilibrio e abbi fiducia in lui: ha ben chiaro il progetto finale e sa come arrivare a realizzarlo!»

Guida per bambine ribelli. Alla scoperta del corpo che cambia
AA.VV.
Mondadori Ragazzi, 2020

L’età dello sviluppo, si sa, inizia sempre prima e porta con sé sconvolgimenti fisici ed emotivi che colgono le bambine in fasi della vita sempre più precoci.“Guida per bambine ribelli” si propone come un manuale d’istruzioni “per l’uso della pubertà”. Attraverso box propedeutici, informazioni e consigli pratici aiuta le giovani lettrici a sentirsi meno sole e impreparate davanti all’improvvisa trasformazione del corpo o alla scoperta della sessualità. Il tutto legato da un fil-rouge: la libertà. Libertà di scegliere se vivere questo periodo in modo sereno o di esprimerne tutto il disagio, di riconoscersi in un genere o in un altro. Soprattutto libertà di dire “no”. Il tema del consenso – poco affrontato fino a ora con gli adolescenti – è trattato con naturalezza ma in modo chiaro, ponendolo come uno dei diritti da acquisire in un periodo costellato da momenti passeggeri. Per il resto, come dice l’autrice: «Non preoccuparti, dai il tempo al tuo corpo di trovare un proprio equilibrio e abbi fiducia in lui: ha ben chiaro il progetto finale e sa come arrivare a realizzarlo!»

Guida per bambine ribelli. Alla scoperta del corpo che cambia
AA.VV.
Mondadori Ragazzi, 2020

Sanguina ancora

Paolo Nori ricorda ancora in maniera molto vivida il momento in cui, da ragazzo, scoprì il libro Delitto e Castigo di Fëdor Dostoevskij, ne ricorda la meraviglia, il sangue che gli pulsava nelle vene: una vera e propria epifania. Quel giorno dentro di lui si aprì una ferita, che dopo decenni sanguina ancora. Il romanzo di Nori è una lettera d’amore non solo a Dostoevskij ma alla letteratura russa, quella dell’Ottocento, poiché prima di Puškin non esisteva, non c’era niente. L’autore ci racconta infatti in maniera molto coinvolgente, la vita Dostoevskij e le sue opere, ma anche le sue relazioni e i rapporti con gli altri grandi scrittori del tempo, come Puškin, Gogol’, Turgenev, Tolstoj e molti altri, condividendo con i lettori la passione più grande della sua vita, che lo ha portato a studiare la lingua russa e poi a insegnarla e diventarne traduttore. Un romanzo che non è una biografia lineare, è un po’ un saggio, un “libro che si crede di essere un romanzo” e ci parla anche del personale rapporto dell’autore con i libri del grande scrittore russo, ricordandoci perché valga la pena leggere – e rileggere – Dostoevskij ai giorni nostri, e cercando di rispondere alla personale domanda di Paolo Nori: perché sanguina ancora?

Sanguina ancora. La straordinaria vita di Fëdor M. Dostoevskij
Paolo Nori
Mondadori, 2021

Paolo Nori ricorda ancora in maniera molto vivida il momento in cui, da ragazzo, scoprì il libro Delitto e Castigo di Fëdor Dostoevskij, ne ricorda la meraviglia, il sangue che gli pulsava nelle vene: una vera e propria epifania. Quel giorno dentro di lui si aprì una ferita, che dopo decenni sanguina ancora. Il romanzo di Nori è una lettera d’amore non solo a Dostoevskij ma alla letteratura russa, quella dell’Ottocento, poiché prima di Puškin non esisteva, non c’era niente. L’autore ci racconta infatti in maniera molto coinvolgente, la vita Dostoevskij e le sue opere, ma anche le sue relazioni e i rapporti con gli altri grandi scrittori del tempo, come Puškin, Gogol’, Turgenev, Tolstoj e molti altri, condividendo con i lettori la passione più grande della sua vita, che lo ha portato a studiare la lingua russa e poi a insegnarla e diventarne traduttore. Un romanzo che non è una biografia lineare, è un po’ un saggio, un “libro che si crede di essere un romanzo” e ci parla anche del personale rapporto dell’autore con i libri del grande scrittore russo, ricordandoci perché valga la pena leggere – e rileggere – Dostoevskij ai giorni nostri, e cercando di rispondere alla personale domanda di Paolo Nori: perché sanguina ancora?

Sanguina ancora. La straordinaria vita di Fëdor M. Dostoevskij
Paolo Nori
Mondadori, 2021

Jacominus. Il libro delle ore felici

Lei è una delle illustratrici francesi più famose e apprezzate, lui un coniglietto delizioso e un po’ filosofo che viene al mondo “con un capitombolo e una zampa stramba”. Quella di Jacominus Gainsborough è la vita di chi ha saputo giustapporre, una accanto all’altra, le tante “ore felici” di cui è costituita: quella delle foglie che cadono in autunno nel parco, della pioggia, della bassa marea. Un capitombolo, un arrivederci sul molo, un buongiorno in un giardino di pietre. Un picnic, qualche gita e l’ombra fresca sotto il mandorlo. Tutto qui. Una vita. La sua. Semplice eppure commovente.

Un albo illustrato di pregio, in cui – come nella vita e nella memoria di chi l’ha vissuta – si alternano dettagli simili a istantanee di un album di famiglia capaci di regalare ricordi e visioni d’insieme ben più ampi dell’esistenza del protagonista.

Una piccola sfida per il lettore? In ogni pagina, l’autrice raffigura sempre tutti e trentaquattro i personaggi che affiancano il dolce protagonista. Riuscirà a individuarli tutti?

Jacominus. Il libro delle ore felici

Di Rébecca Dautremer

Rizzoli, 2018

Lei è una delle illustratrici francesi più famose e apprezzate, lui un coniglietto delizioso e un po’ filosofo che viene al mondo “con un capitombolo e una zampa stramba”. Quella di Jacominus Gainsborough è la vita di chi ha saputo giustapporre, una accanto all’altra, le tante “ore felici” di cui è costituita: quella delle foglie che cadono in autunno nel parco, della pioggia, della bassa marea. Un capitombolo, un arrivederci sul molo, un buongiorno in un giardino di pietre. Un picnic, qualche gita e l’ombra fresca sotto il mandorlo. Tutto qui. Una vita. La sua. Semplice eppure commovente.

Un albo illustrato di pregio, in cui – come nella vita e nella memoria di chi l’ha vissuta – si alternano dettagli simili a istantanee di un album di famiglia capaci di regalare ricordi e visioni d’insieme ben più ampi dell’esistenza del protagonista.

Una piccola sfida per il lettore? In ogni pagina, l’autrice raffigura sempre tutti e trentaquattro i personaggi che affiancano il dolce protagonista. Riuscirà a individuarli tutti?

Jacominus. Il libro delle ore felici

Di Rébecca Dautremer

Rizzoli, 2018

GIO PONTI

Il volume “GIO PONTI”, pubblicato dalla casa editrice Taschen, è una monografia dell’opera dell’ architetto italiano Gio Ponti. Il progetto editoriale condensa in 572 pagine 60 anni di intensa carriera di uno dei più grandi architetti, designer e direttori artistici del XX secolo. Una pubblicazione realizzata con materiali spesso inediti di progetti e di vita privata, a comporre una testimonianza approfondita e variegata dell’opera e della figura di Ponti. A corredo dell’apparato iconografico anche alcune immagini provenienti dall’archivio fotografico della Fondazione Pirelli, in cui è conservata la documentazione completa della costruzione del Grattacielo Pirelli, dagli scavi alla sua inaugurazione. Tra le immagini scelte per la pubblicazione anche gli interni dell’edificio con gli arredi progettati dall’architetto, dove si intravede anche il famoso pavimento in linoleum giallo a strisce, ripreso anche in copertina.

Il progetto del Grattacielo è documentato nel volume accanto a progetti di chiese, altri grattacieli, centrali elettriche, piscine, hotel e musei. Gio Ponti ha inoltre progettato maniglie, tessuti, arredi, posate, etichette per vino, stoviglie e costumi teatrali, vasi, lenzuola, automobili. Senza dimenticare gli interni dei grandi transatlantici nel loro periodo d’oro, attività che ha impegnato Ponti nel dopoguerra, tra il 1949 e il 1953.

Il volume è curato da Stefano Casciani e Karl Kolbitz con la collaborazione di Lisa Licitra Ponti e di  Salvatore Licitra, responsabile dell’Archivio Gio Ponti.

GIO PONTI

Di Stefano Casciani e Karl Kolbitz
con il contributo di Salvatore Licitra, Lisa Licitra Ponti, Brian Kish, Fabio Marino
Taschen

Il volume “GIO PONTI”, pubblicato dalla casa editrice Taschen, è una monografia dell’opera dell’ architetto italiano Gio Ponti. Il progetto editoriale condensa in 572 pagine 60 anni di intensa carriera di uno dei più grandi architetti, designer e direttori artistici del XX secolo. Una pubblicazione realizzata con materiali spesso inediti di progetti e di vita privata, a comporre una testimonianza approfondita e variegata dell’opera e della figura di Ponti. A corredo dell’apparato iconografico anche alcune immagini provenienti dall’archivio fotografico della Fondazione Pirelli, in cui è conservata la documentazione completa della costruzione del Grattacielo Pirelli, dagli scavi alla sua inaugurazione. Tra le immagini scelte per la pubblicazione anche gli interni dell’edificio con gli arredi progettati dall’architetto, dove si intravede anche il famoso pavimento in linoleum giallo a strisce, ripreso anche in copertina.

Il progetto del Grattacielo è documentato nel volume accanto a progetti di chiese, altri grattacieli, centrali elettriche, piscine, hotel e musei. Gio Ponti ha inoltre progettato maniglie, tessuti, arredi, posate, etichette per vino, stoviglie e costumi teatrali, vasi, lenzuola, automobili. Senza dimenticare gli interni dei grandi transatlantici nel loro periodo d’oro, attività che ha impegnato Ponti nel dopoguerra, tra il 1949 e il 1953.

Il volume è curato da Stefano Casciani e Karl Kolbitz con la collaborazione di Lisa Licitra Ponti e di  Salvatore Licitra, responsabile dell’Archivio Gio Ponti.

GIO PONTI

Di Stefano Casciani e Karl Kolbitz
con il contributo di Salvatore Licitra, Lisa Licitra Ponti, Brian Kish, Fabio Marino
Taschen

PaperDante

Nell’anno in cui si celebrano i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri viene pubblicata la prima storia a fumetti a lui dedicata, accompagnata dalle due parodie storiche della Divina commedia: “L’inferno di Topolino” di Guido Martina e Angelo Bioletto e “L’inferno di Paperino”, di Giulio Chierchini. La prima di queste due parodie fu pubblicata tra il 1949 e il 1950 e diede inizio a quella che divenne una grande tradizione della Disney italiana, innumerevoli sono infatti i classici della letteratura che nel corso degli anni sono stati adattati a fumetti con protagonisti i topi e i paperi più famosi del mondo. La storia con protagonista Paperino mostra invece attenzione per alcune delle tematiche dominanti negli Settanta e Ottanta, come quella dell’ecologia. La nuova storia dedicata al Sommo Poeta è stata invece realizzata quest’anno da Augusto Macchetto e Giada Perissinotto, con i colori di Andrea Cagol, che descrivono un episodio immaginario dell’infanzia di Dante, impersonato da un giovane Paperino. Il libro è un’ottima occasione per far avvicinare i piccoli lettori all’opera del più grande poeta italiano di tutti i tempi, ma anche per gli appassionati di fumetti di tutte le età, che così possono rileggere le storiche parodie a lui dedicate.

PaperDante. Letteratura a fumetti
Augusto Macchetto, Giada Perissinotto et al.
Disney Libri – Giunti, 2021

Nell’anno in cui si celebrano i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri viene pubblicata la prima storia a fumetti a lui dedicata, accompagnata dalle due parodie storiche della Divina commedia: “L’inferno di Topolino” di Guido Martina e Angelo Bioletto e “L’inferno di Paperino”, di Giulio Chierchini. La prima di queste due parodie fu pubblicata tra il 1949 e il 1950 e diede inizio a quella che divenne una grande tradizione della Disney italiana, innumerevoli sono infatti i classici della letteratura che nel corso degli anni sono stati adattati a fumetti con protagonisti i topi e i paperi più famosi del mondo. La storia con protagonista Paperino mostra invece attenzione per alcune delle tematiche dominanti negli Settanta e Ottanta, come quella dell’ecologia. La nuova storia dedicata al Sommo Poeta è stata invece realizzata quest’anno da Augusto Macchetto e Giada Perissinotto, con i colori di Andrea Cagol, che descrivono un episodio immaginario dell’infanzia di Dante, impersonato da un giovane Paperino. Il libro è un’ottima occasione per far avvicinare i piccoli lettori all’opera del più grande poeta italiano di tutti i tempi, ma anche per gli appassionati di fumetti di tutte le età, che così possono rileggere le storiche parodie a lui dedicate.

PaperDante. Letteratura a fumetti
Augusto Macchetto, Giada Perissinotto et al.
Disney Libri – Giunti, 2021

Che bella parola!

L’italiano è una lingua piena di bellissime parole, parole antiche ancora molto usate, parole desuete, parole nuovissime, appena entrate nel nostro vocabolario. Alcune sono molto semplici, bastano appena poche sillabe per pronunciarle, altre sono lunghe. Dietro ognuna c’è sempre una storia da raccontare per capire da dove arriva e come entrata nella nostra lingua. Il libro di Marella Nappi, è una bellissima guida, illustrata da Sara Not, che porta i ragazzi a scoprire cosa si nasconde dietro le parole che utilizziamo tutti i giorni. Un viaggio nel tempo e nello spazio per ragazzi curiosi che vogliano partire alla ricerca dei significati e della storia dei vocaboli dell’italiano, per divertirsi e allo stesso tempo imparare.

Che bella parola! Parole di ieri e di oggi
Marella Nappi ; illustrazioni di Sara Not
Einaudi Ragazzi, 2019

L’italiano è una lingua piena di bellissime parole, parole antiche ancora molto usate, parole desuete, parole nuovissime, appena entrate nel nostro vocabolario. Alcune sono molto semplici, bastano appena poche sillabe per pronunciarle, altre sono lunghe. Dietro ognuna c’è sempre una storia da raccontare per capire da dove arriva e come entrata nella nostra lingua. Il libro di Marella Nappi, è una bellissima guida, illustrata da Sara Not, che porta i ragazzi a scoprire cosa si nasconde dietro le parole che utilizziamo tutti i giorni. Un viaggio nel tempo e nello spazio per ragazzi curiosi che vogliano partire alla ricerca dei significati e della storia dei vocaboli dell’italiano, per divertirsi e allo stesso tempo imparare.

Che bella parola! Parole di ieri e di oggi
Marella Nappi ; illustrazioni di Sara Not
Einaudi Ragazzi, 2019

Un pinguino a Trieste

Marzo, 1953. Sono molte le cose che Nicolò, quindici anni, non sa di suo padre. Non sa dove si trovi, prima di tutto: in un campo di prigionia in Eritrea? Così si dice. Ma la guerra è finita e lui non è tornato. L’unica cosa che gli è rimasta è un pinguino di legno. Quando un articolo di giornale lascia intravvedere un’altra possibilità Nicolò non esita ad imbarcarsi come piccolo di camera sulla motonave Europa con destinazione Sud Africa per inseguirla. A bordo e a terra, solo e ostinato, affronterà un viaggio contro tutte le proprie paure fino a quando non si troverà davanti a un uomo segnato dal dolore.

Tra dati storici e finzione, cronaca ed immaginazione il romanzo di Chiara Carminati intreccia sapientemente le vicende di un pinguino di nome Marco che approda a Trieste per vivere coccolato da tutti per il resto della sua vita e la storia della città, sospesa tra Italia e Jugoslavia, pretesa da entrambe le parti.

Un romanzo di legami densi come il legno, come un pinguino pazientemente intagliato da un uomo scomparso, e indistruttibili come l’amore, che non sbiadisce mai. Anche a distanza di quindici anni o di ottomila chilometri, anche quando per recuperarlo bisogna entrare nell’occhio del ciclone e attraversare non solo sé stessi ma anche le proprie paure più oscure.

Un pinguino a Trieste

Chiara Carminati

Bompiani, 2021

Marzo, 1953. Sono molte le cose che Nicolò, quindici anni, non sa di suo padre. Non sa dove si trovi, prima di tutto: in un campo di prigionia in Eritrea? Così si dice. Ma la guerra è finita e lui non è tornato. L’unica cosa che gli è rimasta è un pinguino di legno. Quando un articolo di giornale lascia intravvedere un’altra possibilità Nicolò non esita ad imbarcarsi come piccolo di camera sulla motonave Europa con destinazione Sud Africa per inseguirla. A bordo e a terra, solo e ostinato, affronterà un viaggio contro tutte le proprie paure fino a quando non si troverà davanti a un uomo segnato dal dolore.

Tra dati storici e finzione, cronaca ed immaginazione il romanzo di Chiara Carminati intreccia sapientemente le vicende di un pinguino di nome Marco che approda a Trieste per vivere coccolato da tutti per il resto della sua vita e la storia della città, sospesa tra Italia e Jugoslavia, pretesa da entrambe le parti.

Un romanzo di legami densi come il legno, come un pinguino pazientemente intagliato da un uomo scomparso, e indistruttibili come l’amore, che non sbiadisce mai. Anche a distanza di quindici anni o di ottomila chilometri, anche quando per recuperarlo bisogna entrare nell’occhio del ciclone e attraversare non solo sé stessi ma anche le proprie paure più oscure.

Un pinguino a Trieste

Chiara Carminati

Bompiani, 2021

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