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La cena di Natale

La volpe, il lupo e la donnola sono pronti a intavolare un cenone con i fiocchi, ma non hanno fatto i conti con il tacchino appena catturato! Infatti, prima di tutto, si tratta di una Signora Tacchina che non ne vuole proprio sapere di finire al forno e trova molto fuori luogo il disordine in cui sono abituati a vivere i tre cacciatori. Dalla poltrona Cesarina inizia a dare ordini ai tre birbanti che non riescono a negarsi ai doveri della casa e finiscono con l’apprezzare la compagnia di questa buffa gallinacea. Un ironico e alternativo racconto di Natale da leggere nell’attesa di aprire i regali.

La cena di Natale

Nathalie Dargent, Magali Le Huche

Edizioni Clichy, 2015

La volpe, il lupo e la donnola sono pronti a intavolare un cenone con i fiocchi, ma non hanno fatto i conti con il tacchino appena catturato! Infatti, prima di tutto, si tratta di una Signora Tacchina che non ne vuole proprio sapere di finire al forno e trova molto fuori luogo il disordine in cui sono abituati a vivere i tre cacciatori. Dalla poltrona Cesarina inizia a dare ordini ai tre birbanti che non riescono a negarsi ai doveri della casa e finiscono con l’apprezzare la compagnia di questa buffa gallinacea. Un ironico e alternativo racconto di Natale da leggere nell’attesa di aprire i regali.

La cena di Natale

Nathalie Dargent, Magali Le Huche

Edizioni Clichy, 2015

Il cielo

Pagine doppie, pagine intagliate, bucate, trasparenti e meravigliosamente illustrate danno forma a questo volume che ci fa volare. Iniziamo bassi a scoprire i misteri dell’impollinazione per poi librarci verso l’alto tra i vari tipi di nuvole, mongolfiere e altre macchine volanti per spingerci infine come un razzo tra le stelle e i pianeti. Hélène Druvert stupisce ancora una volta dopo Anatomia, Oceano e Nascita raccontandoci un mondo che ci circonda ma che troppo spesso diamo per scontato e rischiamo di rovinare.

Il cielo

Hélène Druvert, Juliette Heinhorn

L’ippocampo 2020

Pagine doppie, pagine intagliate, bucate, trasparenti e meravigliosamente illustrate danno forma a questo volume che ci fa volare. Iniziamo bassi a scoprire i misteri dell’impollinazione per poi librarci verso l’alto tra i vari tipi di nuvole, mongolfiere e altre macchine volanti per spingerci infine come un razzo tra le stelle e i pianeti. Hélène Druvert stupisce ancora una volta dopo Anatomia, Oceano e Nascita raccontandoci un mondo che ci circonda ma che troppo spesso diamo per scontato e rischiamo di rovinare.

Il cielo

Hélène Druvert, Juliette Heinhorn

L’ippocampo 2020

Dante

“Dante” è il titolo essenziale della biografia scritta da Alessandro Barbero per Laterza sull’uomo che fa da architrave della nostra letteratura ma anche di molti dei giudizi che da secoli, riletti e reinterpretati (Foscolo, Leopardi, Manzoni), indicano il bene e il male della coscienza civile. Di lui molto sappiamo molto, per biografie e riferimenti già vicini alla sua epoca (Boccaccio, Petrarca, l’umanista Leonardo Bruni con la sua “Vita di Dante” del 1436). Ma restano ancora pagine da interpretare e chiarire. Lo fa bene Barbero, con sapienza di storico e mano felice di scrittore, raccontando guerre comunali e intrighi politici, passioni e ragioni diplomatiche, in un’Italia che esce dal Medio Evo e si avvia verso le luci dell’Umanesimo tra conflitti e commerci, miserie e splendori cortigiani. Che proprio Dante ci ha disvelato. E di cui vale sempre la pena saperne di più.

Dante
Alessandro Barbero
Laterza, 2020

“Dante” è il titolo essenziale della biografia scritta da Alessandro Barbero per Laterza sull’uomo che fa da architrave della nostra letteratura ma anche di molti dei giudizi che da secoli, riletti e reinterpretati (Foscolo, Leopardi, Manzoni), indicano il bene e il male della coscienza civile. Di lui molto sappiamo molto, per biografie e riferimenti già vicini alla sua epoca (Boccaccio, Petrarca, l’umanista Leonardo Bruni con la sua “Vita di Dante” del 1436). Ma restano ancora pagine da interpretare e chiarire. Lo fa bene Barbero, con sapienza di storico e mano felice di scrittore, raccontando guerre comunali e intrighi politici, passioni e ragioni diplomatiche, in un’Italia che esce dal Medio Evo e si avvia verso le luci dell’Umanesimo tra conflitti e commerci, miserie e splendori cortigiani. Che proprio Dante ci ha disvelato. E di cui vale sempre la pena saperne di più.

Dante
Alessandro Barbero
Laterza, 2020

Guida il tuo carro sulle ossa dei morti

Un noir inusuale ambientato su un altipiano nelle montagne al confine tra Polonia e Repubblica Ceca, con un’atmosfera fiabesca e surreale. La protagonista, Janina Duszejko, è un’eccentrica insegnante d’inglese appassionata di William Blake e di astrologia, che preferisce evitare i contatti umani e vivere isolata dal mondo. Una sera Janina trova il suo vicino di casa Piede Grande morto, apparentemente soffocato. Da qui partirà una serie di strane morti nell’altipiano e i principali indiziati sembrerebbero gli animali selvatici della valle, che forse vogliono vendicarsi delle violenze subite dagli esseri umani. Janina, che ama gli animali più degli umani, cerca quindi di mettere i bastoni tra le ruote ai cacciatori di frodo. Olga Tokarczuk, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura 2018, ci racconta una storia ironica e grottesca, che affronta tematiche ambientaliste e femministe con una prosa affascinante che mescola diversi stili narrativi.

Guida il tuo carro sulle ossa dei morti
Olga Tokarczuk
Bompiani, 2020

Un noir inusuale ambientato su un altipiano nelle montagne al confine tra Polonia e Repubblica Ceca, con un’atmosfera fiabesca e surreale. La protagonista, Janina Duszejko, è un’eccentrica insegnante d’inglese appassionata di William Blake e di astrologia, che preferisce evitare i contatti umani e vivere isolata dal mondo. Una sera Janina trova il suo vicino di casa Piede Grande morto, apparentemente soffocato. Da qui partirà una serie di strane morti nell’altipiano e i principali indiziati sembrerebbero gli animali selvatici della valle, che forse vogliono vendicarsi delle violenze subite dagli esseri umani. Janina, che ama gli animali più degli umani, cerca quindi di mettere i bastoni tra le ruote ai cacciatori di frodo. Olga Tokarczuk, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura 2018, ci racconta una storia ironica e grottesca, che affronta tematiche ambientaliste e femministe con una prosa affascinante che mescola diversi stili narrativi.

Guida il tuo carro sulle ossa dei morti
Olga Tokarczuk
Bompiani, 2020

Sulla vita dei lemuri

Sembrano indossare una mascherina di carnevale, hanno orecchie a punta e una lunghissima coda a strisce, forse è questo aspetto buffo che li rende così simpatici ai nostri occhi. I lemuri sono mammiferi che abitano il Madagascar da milioni di anni e hanno una vita tutt’altro che noiosa: sembrano fare yoga al levar del sole, cantano in cima agli alberi e sono ghiotti della miglior frutta fresca. Andrea Antinori con le sue vivaci illustrazioni, rigorosamente in giallo e nero, ci aiuta a scoprire curiosità e abitudini di questi animaletti.

Sulla vita dei lemuri
Andrea Antinori
Corraini Edizioni, 2020

Sembrano indossare una mascherina di carnevale, hanno orecchie a punta e una lunghissima coda a strisce, forse è questo aspetto buffo che li rende così simpatici ai nostri occhi. I lemuri sono mammiferi che abitano il Madagascar da milioni di anni e hanno una vita tutt’altro che noiosa: sembrano fare yoga al levar del sole, cantano in cima agli alberi e sono ghiotti della miglior frutta fresca. Andrea Antinori con le sue vivaci illustrazioni, rigorosamente in giallo e nero, ci aiuta a scoprire curiosità e abitudini di questi animaletti.

Sulla vita dei lemuri
Andrea Antinori
Corraini Edizioni, 2020

Vite senza fine

Raccontare il lavoro. E l’impresa. I valori dell’intraprendere e del creare con l’immaginazione e con le mani. La fatica e il piacere del fare bene. E l’importanza di inventare, costruire, cambiare. C’è tutto un mondo che sollecita parole e pagine e vuole, giustamente, finire in un libro. Un libro come “Vite senza fine”, per esempio. L’ha scritto, benissimo, Ernesto Franco, per Einaudi. Il romanzo Racconta di Giò Magnaschi che, all’inizio del Novecento, ancora bambino, gioca con un chiodo cavallottino e una rondella e, appena adulto, fonda quella che diventerà la più grande ditta di ferramenta dei suoi tempi: una sorta di eroe della manifattura. Tra ricordi di famiglia, documenti, testimonianze ritrovate un po’ per caso, Franco ricostruisce la storia di quel suo zio che, tra Genova e il mondo, sa tenere insieme fabbrica e sogni, la concretezza dei bulloni e la leggerezza dei viaggi e delle passioni d’amore. “Mi piace mettere insieme le cose. E che ci restino”, diceva. Parlava dei nodi e degli incastri a coda di rondine, di chiavi e serrature, delle navi che solcano il mare e un po’ gli appartengono. E amava quell’oggetto speciale che è, appunto, la vite senza fine, senza la quale poco si tiene. Ma che, da sola, non basta a tenere insieme tutta una vita. Meno male che, per far continuare una vita intensamente e ben spesa, ci sono le parole che danno forma e spessore ai ricordi.

Vite senza fine
Ernesto Franco
Einaudi, 2020 (prima edizione 1999)

Raccontare il lavoro. E l’impresa. I valori dell’intraprendere e del creare con l’immaginazione e con le mani. La fatica e il piacere del fare bene. E l’importanza di inventare, costruire, cambiare. C’è tutto un mondo che sollecita parole e pagine e vuole, giustamente, finire in un libro. Un libro come “Vite senza fine”, per esempio. L’ha scritto, benissimo, Ernesto Franco, per Einaudi. Il romanzo Racconta di Giò Magnaschi che, all’inizio del Novecento, ancora bambino, gioca con un chiodo cavallottino e una rondella e, appena adulto, fonda quella che diventerà la più grande ditta di ferramenta dei suoi tempi: una sorta di eroe della manifattura. Tra ricordi di famiglia, documenti, testimonianze ritrovate un po’ per caso, Franco ricostruisce la storia di quel suo zio che, tra Genova e il mondo, sa tenere insieme fabbrica e sogni, la concretezza dei bulloni e la leggerezza dei viaggi e delle passioni d’amore. “Mi piace mettere insieme le cose. E che ci restino”, diceva. Parlava dei nodi e degli incastri a coda di rondine, di chiavi e serrature, delle navi che solcano il mare e un po’ gli appartengono. E amava quell’oggetto speciale che è, appunto, la vite senza fine, senza la quale poco si tiene. Ma che, da sola, non basta a tenere insieme tutta una vita. Meno male che, per far continuare una vita intensamente e ben spesa, ci sono le parole che danno forma e spessore ai ricordi.

Vite senza fine
Ernesto Franco
Einaudi, 2020 (prima edizione 1999)

Inventario dei giorni sospesi

A nessuno piace perdere la propria libertà ma a volte è necessario per il bene di tutti, allora cosa ci si può inventare in alternativa alle giornate all’aria aperta?
Con questo manuale di pensieri felici, le autrici provano a nutrire il sorriso di chi è ancora molto giovane con proposte divertenti. É proprio il momento di provare a fare cose che normalmente potrebbero sembrare strampalate come capire dove vuole andare una lumaca seguendo il suo ritmo lento oppure provare a tagliarci i capelli da soli! Insomma, l’importante è tenere alto il morale per superare con coraggio questo faticoso ostacolo della vita.

Inventario dei giorni sospesi
Valeria Docampo, Agnès de Lestrade
Terre di mezzo editore, 2020

A nessuno piace perdere la propria libertà ma a volte è necessario per il bene di tutti, allora cosa ci si può inventare in alternativa alle giornate all’aria aperta?
Con questo manuale di pensieri felici, le autrici provano a nutrire il sorriso di chi è ancora molto giovane con proposte divertenti. É proprio il momento di provare a fare cose che normalmente potrebbero sembrare strampalate come capire dove vuole andare una lumaca seguendo il suo ritmo lento oppure provare a tagliarci i capelli da soli! Insomma, l’importante è tenere alto il morale per superare con coraggio questo faticoso ostacolo della vita.

Inventario dei giorni sospesi
Valeria Docampo, Agnès de Lestrade
Terre di mezzo editore, 2020

Il borghese Pellegrino

Un omicidio nella notte, in una stanza chiusa a chiave, nel castello di Campoventoso, che ospita una modernissima azienda agricola. Una pietanza turca, il mezé, preparata in un’alba gelida con peperoni, noci e semi di melagrane. Un lucroso commercio di carne in scatola un po’ troppo piccante. E un fiorire di conversazioni sul cibo e gli affari tra l’Italia e l’Impero turco, all’inizio del Novecento. Siamo tra le pagine di “Il borghese Pellegrino”, di Marco Malvaldi, Sellerio. E il protagonista è Pellegrino Artusi, all’epoca dei fatti anziano e celebre autore de “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, oltre che accorto mercante di stoffe. E, naturalmente, investigatore sagace (lo avevamo giù visto all’opera in “Odore di chiuso”). Tra un dialogo mondano e uno scambio di ricette, un incantamento amoroso e un via vai di piccioni viaggiatori, bisogna scoprire chi ha ucciso un rispettabile banchiere che faceva da garante dei legami tra Italia e Turchia. Malvaldi, ancora una volta, è maestro nel tratteggiare caratteri e collegarli ai contesti sociali. E a regalarci, citando i diari di Artusi, delle pagine straordinarie su quanto proprio il cibo possa fare da efficace legame tra i popoli: “La cucina è un linguaggio universale che ha bisogno di essere capito solo da chi lo pratica: forse solo la musica può stargli a pari”.

Il borghese Pellegrino
Marco Malvaldi
Sellerio, 2020

Un omicidio nella notte, in una stanza chiusa a chiave, nel castello di Campoventoso, che ospita una modernissima azienda agricola. Una pietanza turca, il mezé, preparata in un’alba gelida con peperoni, noci e semi di melagrane. Un lucroso commercio di carne in scatola un po’ troppo piccante. E un fiorire di conversazioni sul cibo e gli affari tra l’Italia e l’Impero turco, all’inizio del Novecento. Siamo tra le pagine di “Il borghese Pellegrino”, di Marco Malvaldi, Sellerio. E il protagonista è Pellegrino Artusi, all’epoca dei fatti anziano e celebre autore de “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, oltre che accorto mercante di stoffe. E, naturalmente, investigatore sagace (lo avevamo giù visto all’opera in “Odore di chiuso”). Tra un dialogo mondano e uno scambio di ricette, un incantamento amoroso e un via vai di piccioni viaggiatori, bisogna scoprire chi ha ucciso un rispettabile banchiere che faceva da garante dei legami tra Italia e Turchia. Malvaldi, ancora una volta, è maestro nel tratteggiare caratteri e collegarli ai contesti sociali. E a regalarci, citando i diari di Artusi, delle pagine straordinarie su quanto proprio il cibo possa fare da efficace legame tra i popoli: “La cucina è un linguaggio universale che ha bisogno di essere capito solo da chi lo pratica: forse solo la musica può stargli a pari”.

Il borghese Pellegrino
Marco Malvaldi
Sellerio, 2020

Il mistero del Guggenheim

Qualche giovane lettore amante dei gialli conoscerà già Ted Spark, protagonista dodicenne di un primo mistero ambientato nella capitale inglese. Non è infatti difficile appassionarsi alle sue avventure perché Ted ha la capacità straordinaria di creare connessioni grazie al suo cervello che “gira con un sistema operativo diverso da quello delle altre persone”  e gli permette di risolvere facilmente anche i casi più complessi. Questa volta Ted, aiutato dalla sorella Kat, proverà addirittura a scagionare sua zia Gloria, curatrice del Guggenheim Museum di New York, accusata della sparizione di un’opera di Kandinskij. La trama avvincente e l’arguzia del giovane eroe terranno incollati alle pagine di questo libro anche i lettori più pigri.

 

Il mistero del Guggenheim

Robin Stevens da un’idea di Siobhan Dowd

Uovonero, 2017

Qualche giovane lettore amante dei gialli conoscerà già Ted Spark, protagonista dodicenne di un primo mistero ambientato nella capitale inglese. Non è infatti difficile appassionarsi alle sue avventure perché Ted ha la capacità straordinaria di creare connessioni grazie al suo cervello che “gira con un sistema operativo diverso da quello delle altre persone”  e gli permette di risolvere facilmente anche i casi più complessi. Questa volta Ted, aiutato dalla sorella Kat, proverà addirittura a scagionare sua zia Gloria, curatrice del Guggenheim Museum di New York, accusata della sparizione di un’opera di Kandinskij. La trama avvincente e l’arguzia del giovane eroe terranno incollati alle pagine di questo libro anche i lettori più pigri.

 

Il mistero del Guggenheim

Robin Stevens da un’idea di Siobhan Dowd

Uovonero, 2017

E siccome lei

Grande attrice del teatro e del cinema italiano e internazionale, musa ispiratrice di Michelangelo Antonioni. Eleonora Marangoni in “E siccome lei” racconta Monica Vitti in tutte le sue sfumature, con ricordi, immagini e racconti di oltre trentacinque anni di carriera dal teatro al cinema alla TV. Un racconto corale che delinea un ritratto di Monica Vitti attraverso cinquanta film, nei quali la sua complessità emerge a partire dalle numerose donne che ha impersonato: la ragazza con la pistola in cerca di vendetta nel film di Monicelli, la tormentata protagonista di alcuni dei più bei film di Michelangelo Antonioni, la femme fatale di Joseph Losey, l’ironica interprete della commedia all’italiana. La copertina del libro è inoltre impreziosita da una bellissima fotografia pubblicata nel 1961 sulla Rivista Pirelli, in un articolo di Fabio Carpi dedicato al cinema.

E siccome lei
Eleonora Marangoni
Feltrinelli, 2020

Grande attrice del teatro e del cinema italiano e internazionale, musa ispiratrice di Michelangelo Antonioni. Eleonora Marangoni in “E siccome lei” racconta Monica Vitti in tutte le sue sfumature, con ricordi, immagini e racconti di oltre trentacinque anni di carriera dal teatro al cinema alla TV. Un racconto corale che delinea un ritratto di Monica Vitti attraverso cinquanta film, nei quali la sua complessità emerge a partire dalle numerose donne che ha impersonato: la ragazza con la pistola in cerca di vendetta nel film di Monicelli, la tormentata protagonista di alcuni dei più bei film di Michelangelo Antonioni, la femme fatale di Joseph Losey, l’ironica interprete della commedia all’italiana. La copertina del libro è inoltre impreziosita da una bellissima fotografia pubblicata nel 1961 sulla Rivista Pirelli, in un articolo di Fabio Carpi dedicato al cinema.

E siccome lei
Eleonora Marangoni
Feltrinelli, 2020

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