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La danza delle rane

Avvicinare i giovani lettori a temi scientifici attraverso la storia di un loro coetaneo è un ottimo punto di partenza per questo romanzo accompagnato da incantevoli illustrazioni e arrivato tra i finalisti del Premio Strega 2020 per ragazzi. Antonio, figlio di mugnai, è infatti il giovanotto che spezza la tradizione di famiglia per diventare assistente di Lazzaro Spallanzani, naturalista e biologo vissuto nel XVIII secolo. Nel laboratorio di questo illustre scienziato, Antonio avrà modo di aprire gli occhi verso un mondo fatto di lunghi studi ed esperimenti sulle rane e proverà a capire i tentativi di quello che è considerato il “padre scientifico” della fecondazione artificiale. Tra misteriosi inganni, prime infatuazioni e domande esistenziali, il giovane protagonista imparerà la lezione più importante della sua vita davanti a un bivio del destino.

 

La danza delle rane

Guido Quarzo, Anna Vivarelli

Illustrazioni di Silvia Mauri

Editoriale Scienza

Avvicinare i giovani lettori a temi scientifici attraverso la storia di un loro coetaneo è un ottimo punto di partenza per questo romanzo accompagnato da incantevoli illustrazioni e arrivato tra i finalisti del Premio Strega 2020 per ragazzi. Antonio, figlio di mugnai, è infatti il giovanotto che spezza la tradizione di famiglia per diventare assistente di Lazzaro Spallanzani, naturalista e biologo vissuto nel XVIII secolo. Nel laboratorio di questo illustre scienziato, Antonio avrà modo di aprire gli occhi verso un mondo fatto di lunghi studi ed esperimenti sulle rane e proverà a capire i tentativi di quello che è considerato il “padre scientifico” della fecondazione artificiale. Tra misteriosi inganni, prime infatuazioni e domande esistenziali, il giovane protagonista imparerà la lezione più importante della sua vita davanti a un bivio del destino.

 

La danza delle rane

Guido Quarzo, Anna Vivarelli

Illustrazioni di Silvia Mauri

Editoriale Scienza

Alla fonte delle parole

Sapere usare le parole. Per definire il mondo che vedi e le emozioni che provi, fare capire i valori in cui credi, dare corpo alle idee che cambiano il mondo. Questa sintesi sta nelle prime pagine dell’ultimo libro di Andrea Marcolongo, “Alla fonte delle parole” ovvero “99 etimologie che ci parlano di noi”, Mondadori. Grecista di fama internazionale, autrice di saggi di grande successo (“La lingua geniale”, “La misura eroica”), la Marcolongo redige “un contemporaneo e ribelle lexikón”, un racconto di parole “per donare a voi le etimologie che sono a poco a poco diventate mie e che, dopo questa lettura, saranno per sempre nostre”. Si parte dalla krâsis e cioè dalla confusione per parlare, tra l’altro, di “labirinto”, “fuoco”, “migrante”, e così via continuando, sino a indikón per “libertà”, “seta”, “mongolfiera”, “avventura” e, naturalmente, “linguaggio”. 99 parole “per ribellarci alla confusione e al buio che ci travolgono quando rimaniamo muti di fronte al presente”. Ma anche per ritrovare il valore del nostro essere persone in tempi difficili di degrado del linguaggio e dunque delle relazioni personali e sociali.

Alla fonte delle parole

Andrea Marcolongo

Mondadori, 2020

Sapere usare le parole. Per definire il mondo che vedi e le emozioni che provi, fare capire i valori in cui credi, dare corpo alle idee che cambiano il mondo. Questa sintesi sta nelle prime pagine dell’ultimo libro di Andrea Marcolongo, “Alla fonte delle parole” ovvero “99 etimologie che ci parlano di noi”, Mondadori. Grecista di fama internazionale, autrice di saggi di grande successo (“La lingua geniale”, “La misura eroica”), la Marcolongo redige “un contemporaneo e ribelle lexikón”, un racconto di parole “per donare a voi le etimologie che sono a poco a poco diventate mie e che, dopo questa lettura, saranno per sempre nostre”. Si parte dalla krâsis e cioè dalla confusione per parlare, tra l’altro, di “labirinto”, “fuoco”, “migrante”, e così via continuando, sino a indikón per “libertà”, “seta”, “mongolfiera”, “avventura” e, naturalmente, “linguaggio”. 99 parole “per ribellarci alla confusione e al buio che ci travolgono quando rimaniamo muti di fronte al presente”. Ma anche per ritrovare il valore del nostro essere persone in tempi difficili di degrado del linguaggio e dunque delle relazioni personali e sociali.

Alla fonte delle parole

Andrea Marcolongo

Mondadori, 2020

Yayoi Kusama

Occhi spalancati, capelli rosso fuoco e adora le zucche giganti. Potrebbe essere una strega uscita da qualche fiaba e invece si tratta di una delle più grandi artiste viventi. La giapponese Yayoi Kusama è sicuramente un personaggio interessante e potrà incuriosire i giovani lettori dalle pagine di questo libro illustrato da Fausto Gilberti (autore di un’intera collana che vede protagonisti i più interessanti artisti dal Novecento fino a oggi).

Seguendo i pois che Yayoi disegna ovunque, scoprendo i suoi vestiti coperti di pasta e le stanze piene di sfere luccicanti, i bambini potranno capire come nell’arte non ci si sia limite all’uso di materiali e ovviamente alla fantasia.

Yayoi Kusama

Fausto Gilberti

Corraini Edizioni, 2020

Occhi spalancati, capelli rosso fuoco e adora le zucche giganti. Potrebbe essere una strega uscita da qualche fiaba e invece si tratta di una delle più grandi artiste viventi. La giapponese Yayoi Kusama è sicuramente un personaggio interessante e potrà incuriosire i giovani lettori dalle pagine di questo libro illustrato da Fausto Gilberti (autore di un’intera collana che vede protagonisti i più interessanti artisti dal Novecento fino a oggi).

Seguendo i pois che Yayoi disegna ovunque, scoprendo i suoi vestiti coperti di pasta e le stanze piene di sfere luccicanti, i bambini potranno capire come nell’arte non ci si sia limite all’uso di materiali e ovviamente alla fantasia.

Yayoi Kusama

Fausto Gilberti

Corraini Edizioni, 2020

L’inverno più nero

Non è mai lineare, la storia degli uomini. Un arabesco, semmai. Con le volute che rappresentano contrasti e conflitti. E significano, spesso, dolore. Tre strani omicidi, per il commissario De Luca, il protagonista dei primi romanzi di Carlo Lucarelli, tornato in scena in “L’inverno più nero”, Einaudi. Siamo a Bologna, nell’inverno 1944, in una città che, prima di cedere alla notte dell’oscuramento e della paura, si mostra come “una casbah fradicia e sporca, che scoppiava di voci rombando sorda come un treno in galleria, brulicava di gente che cercava qualcosa, la neve, il burro, una sigaretta, un attimo in più per superare quello che per tutti, dall’inizio della guerra, forse da sempre, era l’inverno più ruvido e freddo”. I morti su cui De Luca indaga sono un professore universitario, un soldato tedesco e un mite ingegnere ucciso a bastonate. Nulla è come appare e la verità sembra merce di scambio per altre violenze o affannose sopravvivenze. Lucarelli conferma d’essere uno straordinario narratore, giocando tra noir, romanzo storico e affresco sociale.

L’inverno più nero

Carlo Lucarelli

Einaudi, 2019

Non è mai lineare, la storia degli uomini. Un arabesco, semmai. Con le volute che rappresentano contrasti e conflitti. E significano, spesso, dolore. Tre strani omicidi, per il commissario De Luca, il protagonista dei primi romanzi di Carlo Lucarelli, tornato in scena in “L’inverno più nero”, Einaudi. Siamo a Bologna, nell’inverno 1944, in una città che, prima di cedere alla notte dell’oscuramento e della paura, si mostra come “una casbah fradicia e sporca, che scoppiava di voci rombando sorda come un treno in galleria, brulicava di gente che cercava qualcosa, la neve, il burro, una sigaretta, un attimo in più per superare quello che per tutti, dall’inizio della guerra, forse da sempre, era l’inverno più ruvido e freddo”. I morti su cui De Luca indaga sono un professore universitario, un soldato tedesco e un mite ingegnere ucciso a bastonate. Nulla è come appare e la verità sembra merce di scambio per altre violenze o affannose sopravvivenze. Lucarelli conferma d’essere uno straordinario narratore, giocando tra noir, romanzo storico e affresco sociale.

L’inverno più nero

Carlo Lucarelli

Einaudi, 2019

Inventario illustrato degli alberi

È ormai passato il tempo di collezionare conchiglie e sassi bizzarri, l’autunno è alle porte, quindi quale attività possiamo trovare da fare all’aperto? Inventario illustrato degli alberi è un libro che tutti i bambini dovrebbero avere a disposizione. Con illustrazioni dettagliate ad acquarello dell’intera pianta, delle sue foglie, fiori e anche frutti e le principali informazioni sulle dimensioni e sul suo habitat naturale, l’inventario sarà uno strumento fondamentale per passeggiare tra boschi e parchi imparando a conoscere meglio alcune tra le piante più diffuse. I giovani esploratori potranno così diventare esperti nel distinguere tra latifoglie, conifere e palme, iniziando a raccogliere le foglie di oguno di questi alberi da far essiccare tra le pagine di un libro.

Inventario illustrato degli alberi

Di Emmanuelle Tchoukriel e Virginie Aladjidi

L’Ippocampo Ragazzi, 2012

È ormai passato il tempo di collezionare conchiglie e sassi bizzarri, l’autunno è alle porte, quindi quale attività possiamo trovare da fare all’aperto? Inventario illustrato degli alberi è un libro che tutti i bambini dovrebbero avere a disposizione. Con illustrazioni dettagliate ad acquarello dell’intera pianta, delle sue foglie, fiori e anche frutti e le principali informazioni sulle dimensioni e sul suo habitat naturale, l’inventario sarà uno strumento fondamentale per passeggiare tra boschi e parchi imparando a conoscere meglio alcune tra le piante più diffuse. I giovani esploratori potranno così diventare esperti nel distinguere tra latifoglie, conifere e palme, iniziando a raccogliere le foglie di oguno di questi alberi da far essiccare tra le pagine di un libro.

Inventario illustrato degli alberi

Di Emmanuelle Tchoukriel e Virginie Aladjidi

L’Ippocampo Ragazzi, 2012

La danza del Gorilla

Nelle pagine dell’ultimo giallo di Sandrone Dazieri, “La danza del Gorilla”, troviamo una Milano cupa e violenta, in cui le velleità di rivoluzione di un gruppo di amici sono naufragate, stravolte da bande criminali. Il Gorilla, detective dai modi spicci dei romanzi di Dazieri, soffre di un “disturbo dissociativo dell’identità”: convive infatti con “il Socio”, il suo doppio spietato e violento. Torna da Amsterdam, dove vive in una casa galleggiante, per cercare di risolvere il caso di un incendio doloso, in cui è rimasto ucciso un vecchio amico e si ritrova a indagare nelle ombre di una periferia che le luci dei grattacieli non riescono a diradare. Criminalità, speculazioni immobiliari, pretoriani di un ordine pubblico che cela loschi interessi e soldi, tanti soldi. Tutto un inferno metropolitano, da interpretare e raccontare, senza perdere tenerezza e pietà.

La danza del Gorilla

Sandrone Dazieri

Mondadori, 2019

Nelle pagine dell’ultimo giallo di Sandrone Dazieri, “La danza del Gorilla”, troviamo una Milano cupa e violenta, in cui le velleità di rivoluzione di un gruppo di amici sono naufragate, stravolte da bande criminali. Il Gorilla, detective dai modi spicci dei romanzi di Dazieri, soffre di un “disturbo dissociativo dell’identità”: convive infatti con “il Socio”, il suo doppio spietato e violento. Torna da Amsterdam, dove vive in una casa galleggiante, per cercare di risolvere il caso di un incendio doloso, in cui è rimasto ucciso un vecchio amico e si ritrova a indagare nelle ombre di una periferia che le luci dei grattacieli non riescono a diradare. Criminalità, speculazioni immobiliari, pretoriani di un ordine pubblico che cela loschi interessi e soldi, tanti soldi. Tutto un inferno metropolitano, da interpretare e raccontare, senza perdere tenerezza e pietà.

La danza del Gorilla

Sandrone Dazieri

Mondadori, 2019

Le otto montagne

Il romanzo di Paolo Cognetti è la storia di un’amicizia, quella tra Pietro e Bruno. E di una montagna. I due bambini si conoscono nel paesino di Grana, nel quale Pietro si reca con la famiglia ogni estate e dove Bruno vive. Con il passare degli anni i due amici crescono seguendo strade diverse, che li portano ad allontanarsi e poi ritrovarsi, ma il loro legame rimarrà un punto costante delle loro storie, cementato dalle esperienze che condividono, come le esplorazioni di creste e torrenti durante la loro infanzia o la costruzione di una casa vicino al lago, impresa che segna il loro passaggio all’età adulta. Pietro vive in città e ha un rapporto complesso con la montagna, non è un montanaro, si muove tra Milano e Grana, in bilico tra due mondi da lui percepiti come opposti; l’idillio cercato da Pietro nel suo abbandono della vita in città è per Bruno una quotidianità fatta di duro lavoro e di inverni rigidi, una realtà lontana da qualunque idealizzazione. La montagna è quindi anch’essa protagonista della storia, non semplice cornice di un romanzo di formazione, ma luogo vivo, che muta seguendo un suo tempo, che non è il tempo degli uomini. Una montagna alla quale Pietro non riuscirà mai ad appartenere totalmente, pur essendo al centro della sua vita, e attorno alla quale si trovano tutte le altre cime che continuerà ad esplorare.

Le otto montagne

Paolo Cognetti

Einaudi, 2016

Il romanzo di Paolo Cognetti è la storia di un’amicizia, quella tra Pietro e Bruno. E di una montagna. I due bambini si conoscono nel paesino di Grana, nel quale Pietro si reca con la famiglia ogni estate e dove Bruno vive. Con il passare degli anni i due amici crescono seguendo strade diverse, che li portano ad allontanarsi e poi ritrovarsi, ma il loro legame rimarrà un punto costante delle loro storie, cementato dalle esperienze che condividono, come le esplorazioni di creste e torrenti durante la loro infanzia o la costruzione di una casa vicino al lago, impresa che segna il loro passaggio all’età adulta. Pietro vive in città e ha un rapporto complesso con la montagna, non è un montanaro, si muove tra Milano e Grana, in bilico tra due mondi da lui percepiti come opposti; l’idillio cercato da Pietro nel suo abbandono della vita in città è per Bruno una quotidianità fatta di duro lavoro e di inverni rigidi, una realtà lontana da qualunque idealizzazione. La montagna è quindi anch’essa protagonista della storia, non semplice cornice di un romanzo di formazione, ma luogo vivo, che muta seguendo un suo tempo, che non è il tempo degli uomini. Una montagna alla quale Pietro non riuscirà mai ad appartenere totalmente, pur essendo al centro della sua vita, e attorno alla quale si trovano tutte le altre cime che continuerà ad esplorare.

Le otto montagne

Paolo Cognetti

Einaudi, 2016

Il Robot Selvatico

Rozzum 7134 è un robot, anzi un robot femmina. Viene attivata per caso da un gruppo di lontre curiose che la trova su uno scoglio. Roz è infatti l’unica superstite di un naufragio e anche se in teoria i robot non provano emozioni, quella prima luce del sole che le scalda il corpo gelido le dà molta energia e inizia così la sua vita. L’isola su cui si trova è il primo posto che inizia a conoscere e pensa sia proprio il suo luogo ideale, non avendo altre informazioni salvate in memoria. La protagonista di questa storia fantascientifica imparerà quindi dalla natura e dagli animali come sopravvivere, mimetizzarsi e comunicare con gli altri essere presenti attorno a lei, compresa una giovane oca che la prenderà per mamma. Un racconto sull’integrazione e la capacità di amare la diversità, splendidamente illustrato dall’autore stesso Peter Brown.

Il Robot Selvatico

Peter Brown

Adriano Salani Editore, 2018

Rozzum 7134 è un robot, anzi un robot femmina. Viene attivata per caso da un gruppo di lontre curiose che la trova su uno scoglio. Roz è infatti l’unica superstite di un naufragio e anche se in teoria i robot non provano emozioni, quella prima luce del sole che le scalda il corpo gelido le dà molta energia e inizia così la sua vita. L’isola su cui si trova è il primo posto che inizia a conoscere e pensa sia proprio il suo luogo ideale, non avendo altre informazioni salvate in memoria. La protagonista di questa storia fantascientifica imparerà quindi dalla natura e dagli animali come sopravvivere, mimetizzarsi e comunicare con gli altri essere presenti attorno a lei, compresa una giovane oca che la prenderà per mamma. Un racconto sull’integrazione e la capacità di amare la diversità, splendidamente illustrato dall’autore stesso Peter Brown.

Il Robot Selvatico

Peter Brown

Adriano Salani Editore, 2018

Chiuso per ferie

Crema solare presa, valigie pronte, finalmente si parte! ma cosa succede quando ci chiudiamo la porta di casa alle spalle? É il momento buono di sgranchirsi per tanti personaggi costretti a stare immobili durante tutto l’anno. Non si tratta di pupazzi impolverati bensì di antenati che evadono da vecchi album di foto e cornici dorate. Per loro la nostra casa è come un Luna Park e girano con i loro vestiti d’epoca tra le nostre piccole giungle in vaso, organizzano regate nella vasca da bagno e fantastici pic nic attorno al fuoco dei nostri fornelli. Chiuso per ferie è un piccolo libro da portare in vacanza che senza parole ci racconta di avventure incredibili. Come suggerisce l’autrice, in caso di difficoltà di comprensione da parte dei genitori, meglio farsi spiegare dai bambini cosa accade tra queste pagine.

 

Chiuso per ferie

Maja Celija

I minitopi, 2020

Crema solare presa, valigie pronte, finalmente si parte! ma cosa succede quando ci chiudiamo la porta di casa alle spalle? É il momento buono di sgranchirsi per tanti personaggi costretti a stare immobili durante tutto l’anno. Non si tratta di pupazzi impolverati bensì di antenati che evadono da vecchi album di foto e cornici dorate. Per loro la nostra casa è come un Luna Park e girano con i loro vestiti d’epoca tra le nostre piccole giungle in vaso, organizzano regate nella vasca da bagno e fantastici pic nic attorno al fuoco dei nostri fornelli. Chiuso per ferie è un piccolo libro da portare in vacanza che senza parole ci racconta di avventure incredibili. Come suggerisce l’autrice, in caso di difficoltà di comprensione da parte dei genitori, meglio farsi spiegare dai bambini cosa accade tra queste pagine.

 

Chiuso per ferie

Maja Celija

I minitopi, 2020

Polene

Il mare, i viaggi, i racconti, i miti, le scoperte e i simboli. Come le “Polene”, gli “occhi del mare”, annunciati nel titolo del nuovo libro di Claudio Magris, edito da La nave di Teseo: immagini di donne sulle prue delle navi, per proteggere i marinai dalla paura dei naufragi. Come sempre nelle pagine di Magris, il viaggio si trasforma in racconto e il racconto rinvia ad altre pagine della letteratura, da Günter Grass a Nathaniel Hawthorne, da Karen Blixen a Juan Octavio Prenz, dai porti di Anversa e Buenos Aires ai ricordi della battaglia di Lepanto. Le polene si immergono tra le onde durante le tempeste e ne riemergono, mostrano, con le ferite nel legno, l’usura del tempo e degli elementi naturali eppure restano, anche oggi nei musei che le custodiscono, come testimonianza di una passione antica e sempre rinnovata dell’uomo: navigare, fantasticare. E, appunto, raccontare.

Polene. Occhi del mare
Claudio Magris
La nave di Teseo, 2019

Il mare, i viaggi, i racconti, i miti, le scoperte e i simboli. Come le “Polene”, gli “occhi del mare”, annunciati nel titolo del nuovo libro di Claudio Magris, edito da La nave di Teseo: immagini di donne sulle prue delle navi, per proteggere i marinai dalla paura dei naufragi. Come sempre nelle pagine di Magris, il viaggio si trasforma in racconto e il racconto rinvia ad altre pagine della letteratura, da Günter Grass a Nathaniel Hawthorne, da Karen Blixen a Juan Octavio Prenz, dai porti di Anversa e Buenos Aires ai ricordi della battaglia di Lepanto. Le polene si immergono tra le onde durante le tempeste e ne riemergono, mostrano, con le ferite nel legno, l’usura del tempo e degli elementi naturali eppure restano, anche oggi nei musei che le custodiscono, come testimonianza di una passione antica e sempre rinnovata dell’uomo: navigare, fantasticare. E, appunto, raccontare.

Polene. Occhi del mare
Claudio Magris
La nave di Teseo, 2019

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