Categoria: Libri scelti per voi




Vorrei dirti
Ci sono carta e penna in un cassetto, c’è una lettera da scrivere e c’è una piccola volpe che fatica a trovare le parole giuste. Vuole scrivere alla nonna: ultimamente è molto stanca, è difficile parlarci ma vorrebbe farle sentire quei sentimenti che hanno costruito insieme tra meravigliose esperienze, grandi e piccole sorprese, oggetti dai quali non si separa mai. Sul foglio, però, nonostante ci provi, non appare nulla. Sarà solo quando, una mattina, mamma volpe le darà la brutta notizia che, dopo una iniziale incredulità, la piccola volte si renderà conto che, solo abbracciando il proprio dolore, le parole giuste troveranno la strada.
"Vorrei dirti" è un commovente albo, illustrato da Chiaki Okada, che esprime appieno la poetica di Jean-François Sénéchal. L’autore, con il suo consueto stile, avvicina con delicatezza i piccoli lettori al tema del distacco dalle persone amate, ma propone anche la scrittura come mezzo per elaborare ed esprimere l’amore, prima ancora che il dolore o il lutto. La scelta di una forma epistolare rappresenta il perfetto espediente narrativo per dar voce in modo diretto ed efficace ai pensieri della protagonista e al difficile tentativo di trovare il modo per dire addio.
Con tenerezza e profondità, Sénéchal, già autore di romanzi per lettori più grandi, segue il crescendo delle emozioni della volpe e aiuta il lettore ad attraversare tutte le fasi del lutto: dallo stordimento iniziale al rifiuto, passando per il dolore e la rabbia fino all’accettazione e alla ricostruzione. Ad accompagnare in questo viaggio protagonista, autore e lettore, è lo stile sognante di Chiaki Okada che non si rifà a un bosco specifico e per questo lo rende universale. Così come universale è il dolore della perdita.
Un libro a cui bastano poche frasi per scuotere l’animo, ma anche per accarezzarlo dolcemente.
Vorrei dirti
di Jean-François Sénéchal
EDT, 2024




Macchine come me
Il romanzo di Ian McEwan è ambientato in una Londra alternativa, nel 1982, in cui l’Inghilterra ha perso la guerra con l’Argentina per il controllo sulle Isole Falkland, i Beatles si sono riuniti, Alan Turing è ancora vivo e le sue scoperte hanno permesso un incredibile sviluppo tecnologico. Tra le invenzioni più importanti di questo passato futuristico ci sono già le macchine a guida autonoma e i primi prototipi di “esseri umani artificiali”. Il protagonista, Charlie Friend, riceve una cospicua eredità dopo la perdita della madre e decide di usare la somma per acquistare un robot, chiamato Adam, di cui al mondo esistono solamente dodici esemplari e tredici del modello femminile, Eva. Questi androidi non sono solo macchine, venduti come “articoli di compagnia”, ma sono anche in grado di provare emozioni e sentimenti. Una storia che porta il lettore a interrogarsi su cosa permetta di definirci “esseri umani” e differenziarci dalle intelligenze artificiali, nel momento in cui queste sviluppano una propria coscienza. Un’ucronia che fa da specchio al nostro presente, da rileggere alla luce degli sviluppi sempre più rapidi dell’IA, che assottigliano il confine tra fantascienza e realtà.
Macchine come me
Ian McEwan
Einaudi, 2019




Lettera a una ragazza del futuro
«Diventa tu stessa il mondo che vorresti»
Si apre con questo invito la lettera che Concita De Gregorio, una delle penne di punta del panorama giornalistico italiano d’oggi, dedica alle ragazze del futuro rivolgendosi prima di tutto a una ragazza del passato, quella che lei stessa è stata. Ma poiché, come ogni giovane sa, i consigli degli adulti spesso rischiano di rimanere inascoltati, questa lettera vuole essere un luogo in cui ritrovarli quando i suoi lettori li cercheranno, in qualunque fase della vita si trovino.
Parole dolci, parole amare, parole crude che l'autrice fa accompagnare dalle delicate illustrazioni di Mariachiara Di Giorgio oscillando tra passato e futuro, ma indirizzando lo sguardo sempre sul presente. In sole cinquantatré pagine, Concita De Gregorio ha composto un’ode alla gentilezza verso sé stessi e verso gli altri. Con un tono intimo, quasi materno, affronta i grandi temi universali, come l’amore, l’amicizia, la carriera, la ricerca della felicità. Tutti, in definitiva, sotto un unico cappello: sii libera dai condizionamenti, «non lasciarti ingabbiare da un ruolo, da quello che gli altri si aspettano da te», «fai in modo di non aver bisogno delle persone che hanno potere, perché solo così sarai libera». E conclude: fai le tue scelte, sempre e fino alla fine, ma ricorda di cominciare dalla gentilezza: «Sii gentile, e poi fai quello che vuoi».
Lettera a una ragazza del futuro
di Concita De Gregorio con le illustrazioni di Mariachiara Di Giorgio
Feltrinelli, 2021




Chi dice e chi tace
Vittoria negli anni Settanta si trasferisce a Scauri, al confine tra Lazio e Campania. Arriva insieme a Mara, una donna molto più giovane di lei. Le voci nei paesini corrono e dicono di tutto: forse è la sua figlia adottiva, forse è stata rapita. Molte cose si dicono, molte cose si tacciono. Vittoria è generosa e affabile, forse un po’ sui generis, ha aperto una pensione per animali domestici e intrattiene buoni rapporti con tutti, ma non parla mai della sua vita. Vent’anni dopo il suo arrivo a Scauri viene trovata morta nella vasca da bagno e l’episodio viene accettato come un tragico incidente domestico. Lea Russo è un avvocato, amica di Vittoria, che non si rassegna a questa spiegazione e vuole scavare nel passato per capire chi fosse questa donna e se si sia trattato davvero solo di una disgrazia. Si troverà davanti un vissuto difficile e inaspettato, che la spingerà a interrogarsi anche su se stessa, sul suo rapporto con l’amica e su ciò che la sua vita avrebbe potuto essere. Un’indagine a più livelli, che la porterà a scoprire anche l’ambiente in cui vive, i pregiudizi della gente, i cambiamenti del paese. L’ultimo romanzo di Chiara Valerio si struttura come un giallo di provincia, ma ne trascende il genere diventando un libro che parla di amore e di possesso, di identità e mutamenti, scritto con una lingua fluida, che gioca con le parole e sovverte le regole.
Chi dice e chi tace
Chiara Valerio
Sellerio, 2024




In Canto
Il mistero della vita che affiora dalla materia, i primi passi di un’Umanità che impara a dare nome alle cose, trovano espressione in un viaggio nel tempo visionario che sembra cantare la meraviglia del cosmo.
“In Canto” celebra il momento in cui tutto ha avuto inizio, l’arrivo della parola che genera e dà forma al mondo, le creature che lo abitano. Partendo dagli acquerelli di Alessandro Sanna, le parole di Giusi Quarenghi danno un nome a ogni cosa e – così facendo – ne testimoniano e riconoscono l’esistenza, ne identificano le caratteristiche e il significato. La parola, sembrano dirci gli autori, è tanto generativa quanto la Creazione stessa. Nel volume, molti sono gli spazi bianchi, poche le parole, e il colore viene principalmente usato alla stregua di un lampo per aprire orizzonti ai lettori, avvalendosi di elementi geometrici per scandire una materia in trasformazione. Appaiono così cieli stellati, albe, tramonti, galassie, alberi, isole.
Sanna e Quarenghi tengono insieme mondo materiale e dimensione sacra ricordando al lettore da dove l’Umanità abbia avuto origine e quanto sia importante assumersi la responsabilità di custodirlo. Un inno al diritto, e forse ancora di più al dovere, di dire, di dare un nome, di mettere in canto parole e immagini.
In Canto
di Giusi Quarenghi con le illustrazioni di Alessandro Sanna
Terre di Mezzo, 2023




La guerra dei metalli rari
Da decenni si parla di transizione digitale e ambientale, trasformazioni che continuano a succedersi senza sosta facendo diventare il mondo sempre più connesso e, auspicabilmente, sempre più sostenibile e attento alla salvaguardia dell’ambiente. La quasi totalità delle innovazioni messe in campo richiede però un intenso sfruttamento delle risorse che si trovano sotto la crosta terrestre, in particolare le cosiddette “terre rare”, un gruppo di 17 elementi chimici centrali per la produzione di nuove tecnologie, dalla robotica alle energie rinnovabili, dall’intelligenza artificiale all’elettronica di consumo. Il controllo di queste risorse è un tema centrale per gli equilibri geopolitici del pianeta. Il giornalista francese Guillaume Pitron racconta i rischi che derivano dallo sfruttamento intensivo di questi metalli, la cui estrazione e purificazione richiede processi costosi e con un notevole impatto ambientale. Una valida lettura per approfondire un argomento che continua a porre interrogativi scottanti, che richiedono risposte per evitare che il sogno dello sviluppo di “tecnologie verdi” si trasformi in un incubo.
La guerra dei metalli rari
Guillaume Pitron
Luiss University Press, 2019




Il canto del mare
In un luogo senza tempo, quando iniziavano le vacanze estive, gli scolari passavano il loro tempo a casa di Nonnamà. Si trovava proprio dietro Collina Secca e, qui, i bambini si riunivano intorno a una donna senz’età, cristallizzata nei suoi gesti antichi, per ascoltare le storie più belle di tutte. Quelle che sono anche un po’ vere, ma non si sa mai davvero fino a che punto. Nonnamà raccontava tutto mentre sbucciava frutta e verdure. Tra queste storie, c’era quella di Gnazio, che tanto tanto tempo prima viveva in quel villaggio e amava la terra e le piante, ma che poi era dovuto andare oltre mare ed era stato via così tanto che quando era tornato era forse troppo vecchio per avere una moglie. Poi ne aveva effettivamente trovata una, Maruzza. Bella, bellissima, con una voce melodiosa, che amava Gnazio e amava anche il mare, e aveva quella strana attrazione per l'acqua. Chi è quella signora?, le chiedevano i bambini, ma lei non rispondeva e, con un sorriso, continuava a spuntare i fagiolini…
Il canto del mare è una rilettura di quello che è stato definito il più poetico dei romanzi di Camilleri: dolce, imprevedibile come l’acqua del mare, fiabesco. Maurizio de Giovanni rinarra la storia di Maruzza Musumeci, rendendo omaggio al più grande narratore italiano con un'edizione impreziosita dai disegni della figlia, Mariolina Camilleri. Non si tratta di una traduzione in italiano del siciliano “camillerese” ma, a tutti gli effetti, di un’operazione metaletteraria che mette al centro non un personaggio ma la narrazione stessa, focalizzandosi sull’opera della narratrice, Nonnamà, e sul suo adattare le componenti adulte della storia ai piccoli ascoltatori. Insieme a lei, si scoprirà l’amore di Gnazio per Maruzza, s’incontreranno i loro figli, si attraverseranno eventi sia tragici che lieti, così come nella vita, in un racconto di formazione che nel corso del “cunto” intreccia storia familiare ed evocazioni di tempi perduti e leggende mediterranee.
Insieme a Il casellante e Il sonaglio, Maruzza Musumeci va a comporre la "trilogia fantastica", scritta in quel siciliano che ha reso Camilleri famoso in tutto il mondo. Una trilogia nella quale Camilleri disse che risiedeva il meglio di sé.
Il canto del mare
di Maurizio de Giovanni e Andrea Camilleri; con le illustrazioni di Mariolina Camilleri
Salani, 2024




Versi perversi
Immaginate che Cappuccetto Rosso e Biancaneve diventino grandi amiche, che Jack, noto a tutti per aver barattato una mucca per un fagiolo, s’innamori perdutamente della vicina di casa Cenerentola, che il più furbo dei tre porcellini sia diventato niente meno che un banchiere o che il principe azzurro – in realtà – non sia poi così “azzurro”. Che fiabe ne verrebbero fuori? Ci pensa Roald Dahl a darcene un assaggio.
Versi perversi è una raccolta di filastrocche comiche del 1982, scritta da Roald Dahl e illustrata da Quentin Blake. Un libro in cui l’autore più stravagante della letteratura per ragazzi trasforma, ribalta e reinventa alcune celebri favole e fiabe tradizionali (come Cenerentola, Biancaneve, Jack e il fagiolo magico, Cappuccetto Rosso, I tre porcellini) e le storie dei relativi protagonisti con risvolti ironici e non di rado sorprendenti. Sulla pagina prendono vita versi che sembrano sussurrati all’orecchio del piccolo lettore “da un diavoletto” che si diverte a distorcere gli originali (o forse a raccontare per la prima volta quelle verità che gli adulti non hanno mai voluto rivelare ai più piccoli). Così, capita che le trame si popolino di protagoniste femminili senza scrupoli, dotate di acutezza, intelligenza e buon senso, ma anche d’intrecci di storie diverse, di divertenti e inaspettati crossover, di ribellioni e inversioni di rotta dei personaggi rispetto ai finali “già scritti” per loro. Le nuove chiusure, proposte dall’autore, saranno tutt’altro che scontate: comiche, ricche di suspence, avventurose e – perché no? – anche un pochino horror. Il tutto in un gioco di stile – tipicamente roaldiano, sapientemente tradotto da Roberto Piumini – in cui rovesciamento, burla e persuasione si fondono con colpi di scena, tratti macabri e humor nero. D’altronde, credevate veramente nel “e vissero tutti felici e contenti”?
Versi perversi
di Roald Dahl, con la traduzione di Roberto Piumini
Salani, 2016




Il cappotto di astrakan
Un protagonista senza nome racconta in prima persona la sua vita nella Parigi del Dopoguerra. Attratto dalla Francia e dalla sua capitale, vista come una Mecca verso la quale ogni uomo dovrebbe fare pellegrinaggio nella sua vita, il quarantenne di Luino, sul Lago Maggiore, si reca all’ombra della Tour Eiffel senza un programma preciso, in cerca di occasioni per cambiare la sua vita o perlomeno di avventure da raccontare al suo ritorno in Italia. L’uomo riesce a convincere una vedova, la signora Lenormand, ad affittargli una camera in casa sua, da condividere però con il gatto Domitien, che non ha intenzione di abbandonare i propri spazi nella stanza. La donna, dapprima restìa e schiva, inizia poco per volta ad abituarsi alla sua presenza e a raccontargli episodi della sua vita e del figlio Maurice che l’ha apparentemente abbandonata per andare a vivere in Indocina. La somiglianza tra Maurice e il giovane italiano, sia fisica sia per affinità dell’animo, colpisce la signora Lenormand al punto che durante l’inverno decide di regalargli alcuni abiti del figlio, tra cui anche un cappotto di astrakan, nello stile della moda russa al tempo degli Zar. Al contempo, il protagonista inizia a frequentare una ragazza di nome Valentine, che però un giorno si incupisce vedendogli indossare il cappotto, che le ricorda quello posseduto da un suo amore passato. Piero Chiara scrive un romanzo dal sapore europeo che, pur partendo dai luoghi a lui cari nei quali ambienta la maggior parte dei suoi romanzi, si sposta nella capitale francese, dove il protagonista, forse in parte personaggio autobiografico, cerca di trovare un orizzonte più ampio di quello della quieta provincia italiana. L’autore ripercorre i luoghi della sua vita anche sulle pagine della Rivista Pirelli, sulla quale pubblica due articoli: “La sponda magra”, del 1952, in cui descrive un viaggio primaverile sulle sponde del Lago Maggiore, e “Valsolda piccolo mondo”, del 1962, in cui racconta di una visita alla valle lombarda tra il Lago di Como e quello di Lugano, sulle tracce di Antonio Fogazzaro.
Il cappotto di astrakan
Piero Chiara
Mondadori, 1978




Il Re Giallo
Un libro maledetto, che scatena la follia in chi lo legge e si diffonde come una pestilenza, nonostante i tentativi di censura. Il protagonista è il Re Giallo, vestito di stracci, che regna sull’oscura città di Carcosa, sulla quale risplendono due soli gemelli. Quest’opera teatrale d’invenzione è il filo conduttore dei primi quattro racconti che compongono invece il “vero” libro, “Il Re Giallo” di Robert W. Chambers, autore che ha rinnovato il genere gotico e posto le basi per la letteratura horror del Novecento, a partire da Howard Phillips Lovecraft che ne riconosce l’influenza in particolare per l’invenzione del “Necronomicon”. In tempi più recenti il libro è stato anche la fonte d’ispirazione per la prima stagione della celebre serie TV “True detective”, scritta da Nic Pizzolatto, il cui successo ha portato alla stampa di nuove edizioni della raccolta, per molti anni dimenticata. L’opera raccoglie dieci racconti ambientati tra l’America e la Parigi di fine Ottocento e inizio Novecento (un Novecento futuristico dato che l’opera è stata pubblicata nel 1895), storie oniriche e macabre che parlano di pulsioni omicide, misteriose profezie, sogni inquietanti, amori e guerre. Orrori cosmici e paure esistenziali, in grado di far rabbrividire anche il lettore contemporaneo, a distanza di oltre cento anni. Il Re Giallo Robert W. Chambers Vallardi, 2014