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La cultura materiale d’impresa

Pubblicata una corposa raccolta di ricerche e indagini sul patrimonio industriale

Segni dell’ingegno e delle fatiche del lavoro. Testimonianze della voglia di fare impresa, del passaggio di generazioni di lavoratrici e lavoratori. Segni di sogni di progresso, spesso realizzati. Cultura del produrre e del fare impresa che si materializza in fabbriche e capannoni, uffici, archivi. È un po’ tutto questo il patrimonio industriale italiano, europeo e mondiale che – da qualche tempo – si cerca di valorizzare e tramandare. La raccolta – corposa – delle ricerche presentate nell’ambito della terza edizione degli “Stati generali del patrimonio industriale” che a inizio febbraio 2026 si è svolta tra Bari, Matera e Lecce rappresenta un insieme prezioso di esempi da conoscere e di analisi sul tema da approfondire.
Gli “Stati generali del patrimonio industriale” del 2026 proseguono il percorso avviato a partire dal 2018 e hanno lo scopo di “rappresentare in modo organico le realtà patrimoniali – tecniche, economiche, culturali e sociali – legate alla produzione e al lavoro sull’intero territorio nazionale”. E ciò che emerge è una sorta di “catalogo” del patrimonio industriale che comprende le testimonianze materiali e immateriali della civiltà del lavoro e che risponde a necessità di conoscenza e di rivalutazione non solo la ricerca accademica, ma anche le comunità e il mondo produttivo.
La raccolta di indagini riflette l’agenda dei lavori della tre giorni di studio promossa dalla Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale (AIPAI) insieme ad una corposa serie di istituzioni. Si parte quindi con una serie di ricerche sulle macchine e sui brevetti, si passa quindi alle relazioni tra città e paesaggi industriali, si toccano le relazioni tra le diverse infrastrutture produttive sociali sul territorio, si arriva quindi alle ricerche che hanno approfondito la progettualità nelle costruzioni degli impianti e delle fabbriche. Successivamente, le ricerche raccolte toccano le relazioni tra storia, cultura e memoria industriale e quindi gli archivi e i musei d’impresa. Si passa poi ad approfondire le possibilità fornite dalle nuove tecnologie e dalla Intelligenza Artificiale per arrivare al restauro e alla conservazione del patrimonio presente, alla rigenerazione urbana e ambientale delle fabbriche, per finire con la possibilità di conoscenza del patrimonio stesso tra turismo specializzato, immagine e cinematografia.
La raccolta di indagini promossa da AIPAI è di quelle non solo da conservare, ma da leggere e usare con attenzione.

3° Stati generali del patrimonio industriale
AA.VV., 5-8 febbraio 2026, Bari, Matera, Lecce, Gangemi 2026.

Pubblicata una corposa raccolta di ricerche e indagini sul patrimonio industriale

Segni dell’ingegno e delle fatiche del lavoro. Testimonianze della voglia di fare impresa, del passaggio di generazioni di lavoratrici e lavoratori. Segni di sogni di progresso, spesso realizzati. Cultura del produrre e del fare impresa che si materializza in fabbriche e capannoni, uffici, archivi. È un po’ tutto questo il patrimonio industriale italiano, europeo e mondiale che – da qualche tempo – si cerca di valorizzare e tramandare. La raccolta – corposa – delle ricerche presentate nell’ambito della terza edizione degli “Stati generali del patrimonio industriale” che a inizio febbraio 2026 si è svolta tra Bari, Matera e Lecce rappresenta un insieme prezioso di esempi da conoscere e di analisi sul tema da approfondire.
Gli “Stati generali del patrimonio industriale” del 2026 proseguono il percorso avviato a partire dal 2018 e hanno lo scopo di “rappresentare in modo organico le realtà patrimoniali – tecniche, economiche, culturali e sociali – legate alla produzione e al lavoro sull’intero territorio nazionale”. E ciò che emerge è una sorta di “catalogo” del patrimonio industriale che comprende le testimonianze materiali e immateriali della civiltà del lavoro e che risponde a necessità di conoscenza e di rivalutazione non solo la ricerca accademica, ma anche le comunità e il mondo produttivo.
La raccolta di indagini riflette l’agenda dei lavori della tre giorni di studio promossa dalla Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale (AIPAI) insieme ad una corposa serie di istituzioni. Si parte quindi con una serie di ricerche sulle macchine e sui brevetti, si passa quindi alle relazioni tra città e paesaggi industriali, si toccano le relazioni tra le diverse infrastrutture produttive sociali sul territorio, si arriva quindi alle ricerche che hanno approfondito la progettualità nelle costruzioni degli impianti e delle fabbriche. Successivamente, le ricerche raccolte toccano le relazioni tra storia, cultura e memoria industriale e quindi gli archivi e i musei d’impresa. Si passa poi ad approfondire le possibilità fornite dalle nuove tecnologie e dalla Intelligenza Artificiale per arrivare al restauro e alla conservazione del patrimonio presente, alla rigenerazione urbana e ambientale delle fabbriche, per finire con la possibilità di conoscenza del patrimonio stesso tra turismo specializzato, immagine e cinematografia.
La raccolta di indagini promossa da AIPAI è di quelle non solo da conservare, ma da leggere e usare con attenzione.

3° Stati generali del patrimonio industriale
AA.VV., 5-8 febbraio 2026, Bari, Matera, Lecce, Gangemi 2026.

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